Quando i bambini hanno bisogno di ripetizioni? Tutto sull’aiuto nei compiti dei nostri figli

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 28/03/2024 Aggiornato il 28/03/2024

Se i ragazzi hanno qualche difficoltà nella gestione dei lavori assegnati dalle insegnanti a casa potrebbe essere utile un aiuto compiti. In presenza di lacune in determinate materie, si possono anche programmare vere e proprie ripetizioni bambini.

Quando i bambini hanno bisogno di ripetizioni? Tutto sull’aiuto nei compiti dei nostri figli

Ci sono bambini che riescono a gestire i lavori, assegnati dalle insegnanti per casa, in completa autonomia e altri che hanno qualche difficoltà in più. In questi ultimi casi, potrebbe essere necessario un aiuto compiti. Ma quando mamma e papà possono fare da sé e quando invece è meglio programmare delle vere e proprie ripetizioni bambini, con una persona esterna che possa sostenere l’alunno e aiutarlo a colmare le proprie lacune? In realtà, non c’è una risposta valida per tutti: dipende, infatti, da molte variabili. Ecco allora alcune indicazioni utili per orientarsi.

Qual è l’età giusta per fare ripetizione

In genere, nei primi anni della scuola primaria la mole di lavoro da svolgere a casa è limitata e molti bambini riescono ad affrontarla senza grosse difficoltà. Questo non significa però che non sia mai necessario l’intervento dei genitori. I piccoli studenti che hanno appena iniziato il percorso scolastico, spesso non hanno ancora scoperto le proprie risorse e non si sono messi molto alla prova, per cui hanno bisogno di essere accompagnati nell’acquisizione di una maggiore autonomia. Nella maggior parte dei casi, dunque, mamma e papà devono supportare i figli, per esempio mostrando loro come scrivere sui quaderni, come cancellare senza stropicciare le pagine, come curare il materiale scolastico e come fare la cartella. È importante però non sostituirsi a loro: l’obiettivo è renderli progressivamente indipendenti, ricorrendo anche all’utilizzo di frasi motivazionali

Quando invece comincia lo studio vero e proprio e gli esercizi da svolgere a casa diventano più impegnativi può rendersi necessario un aiuto compiti maggiore. Questo in genere avviene dalla seconda-terza elementare, ma specialmente dalle medie, dove vengono gettate le basi di molte materie e dove il lavoro diventa molto più complesso. Se i ragazzi non riescono a stare al passo con gli insegnanti e il resto della classe, perciò, dalla fine della scuola primaria e soprattutto dalla scuola secondaria di primo grado si possono anche programmare delle ripetizioni bambini nelle materie in cui l’alunno arranca di più.

Aiutare i bambini nei compiti o farlo fare a un esperto?

Anche per quanto riguarda la modalità di aiuto compiti da adottare non esistono regole valide in senso assoluto. Tutte le opzioni sono valide, ma per essere realmente efficaci devono essere in grado di rispondere alle esigenze specifiche di ciascuna famiglia. Occorre dunque valutarle con attenzione.

La scelta fra ripetizioni con un esperto di una materia e affiancamento da parte di mamma e papà va fatta tenendo in considerazione una serie di fattori. Innanzitutto, molto dipende dal bambino e dalla disponibilità in termini pratici ma anche emotivi dei genitori. Non basta, infatti, che abbiano un po’ di tempo da poter dedicare ai compiti, ma è necessario che abbiano anche la giusta predisposizione per approcciarsi a questa attività, che in alcuni casi può essere molto faticosa e snervante.

Non sempre, infatti, si innesca subito un perfetto meccanismo di collaborazione. Alcuni bambini possono mostrare una certa resistenza, altri scoraggiarsi facilmente, altri distrarsi in continuazione, altri ancora opporre aperta resistenza. Insomma, quello dei compiti può essere un momento particolarmente complesso da gestire, per questo non tutti i genitori riescono effettivamente a occuparsene, anche se nelle intenzioni vorrebbero tanto farlo.

È importante anche la fascia oraria di disponibilità: idealmente, infatti, sarebbe meglio che i bambini svolgessero il lavoro assegnato dalle insegnanti nelle ore pomeridiane e non serali, quando sono stanchi e necessitano di riposare. Un ruolo importante è giocato, poi, dalla mole di esercizi da completare a casa: se il carico è elevato, il tempo dei genitori potrebbe non essere sufficiente. Ovviamente, molto dipende anche dalle competenze di mamma e papà: mano a mano che il figlio cresce e le richieste diventano complesse, potrebbe non essere così facile aiutarlo con i compiti.

Come fare la scelta migliore in fatto di ripetizioni bambini?

Come capire dunque se basta un aiuto compiti da parte dei genitori o se è arrivato il momento di pensare a delle ripetizioni per bambini? Gli esperti consigliano a ciascuna famiglia di analizzare la propria situazione, considerando tutti gli elementi descritti sopra, soppesando bene i pro e contro di ogni scelta. Si può anche procedere per tentativi: provare la soluzione che sulla carta sembra migliore e darsi un po’ di tempo per capire se può funzionare. Dopo un paio di mesi, fare il punto e valutare i risultati ottenuti. Se non si è soddisfatti, si può provare ad adottare un’altra strategia, mettendo poi a confronto i risultati.

Fra l’altro, le ripetizioni con un professore e il supporto di mamma e papà non sono le uniche strade possibili. Si possono valutare anche altre opzioni come:

  • l’affiancamento da parte di un altro membro della famiglia, come un fratello maggiore, un cugino o uno zio;
  • l’affiancamento da parte di uno studente che può aiutare a svolgere i compiti, ma non ha ancora le competenze di un insegnante o di una persona laureata;
  • i servizi di aiuto compiti offerti sul territorio da cooperative, comuni, parrocchie e associazioni.

In linea di massima, se il bambino ha bisogno di sostegno solo in una determinata materia può avere più senso pensare a ripetizioni mirate. Al contrario, se necessita di apprendere un metodo di studio, di diventare più autonomo, di imparare a organizzarsi e di avere un supporto più generale potrebbero essere più indicate le altre opzioni.

Quali sono le materie più difficili?

Bambini e ragazzi sono tutti diversi, per cui ciò che può essere facile e interessante per qualcuno può essere difficilissimo e noioso per qualcun altro. In linea di massima, comunque, le materie che creano più difficoltà negli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado sono la matematica, la geometria e le lingue straniere. Attenzione anche a storia, geografia, scienze, arte, tecnologia ed epica, che possono essere insidiose per chi non ha un buon metodo di studio. Alla scuola secondaria di secondo grado, a queste, si aggiungono discipline come latino, fisica, biologia, chimica. In terza media, in vista dell’esame, un aiuto esterno potrebbe rivelarsi fondamentale.

A chi rivolgersi?

Come individuare l’esperto più adatto per l’aiuto compiti? Sicuramente, il passa parola è un metodo molto valido, anche se non bisogna dimenticare che ogni esperienza è a sé e che non tutti la pensiamo allo stesso modo. In alternativa, ci ci può rivolgere ai servizi presenti sul territorio, chiedere consiglio alle insegnanti, ad altri genitori o in biblioteca, provare a cercare online. In tutti i casi, sarà la prova pratica a stabilire se la decisione presa era quella giusta: in caso contrario, si può sempre cambiare.

In copertina foto di Mikhail Nilov via Pexels.com

 
 
 
 

In breve

Ci sono bambini che riescono a gestire i lavori assegnati dalle insegnanti a casa in completa autonomia e altri che hanno qualche difficoltà in più. In questi ultimi casi, potrebbe essere utile un aiuto compiti. Talvolta, possono fare tutto mamma e papà, affiancando i figli e insegnando loro a essere sempre più autonomi. Quando però la gestione del lavoro da svolgere a casa diventa complessa potrebbe essere meglio affidarsi a una persona esterna. Se il bambino ha lacune in determinare materie, si possono programmare vere e proprie ripetizioni bambini.

 

 

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