Montessori o Steiner? Due metodi educativi a confronto

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli Pubblicato il 09/01/2026 Aggiornato il 09/01/2026

Il bambino è al centro di questi due metodi educativi, che però presentano delle differenze: nella scuole Montessori si punta soprattutto sull'autonomia, nelle scuole Steiner si seguono i ritmi di sviluppo del bambino.

Scuola Montessori

Il metodo Montessori e il metodo Steiner mettono entrambi al centro il bambino, i suoi bisogni e i suoi tempi personali per maturare e per apprendere. I due metodi, a livello scolastico, si differenziano però per alcuni aspetti, che è bene conoscere per poter fare una scelta consapevole e il più possibile adatta alle esigenze del proprio bambino.

Il metodo Montessori permette ai bambini di costruire le proprie competenze e la propria autonomia fin dalla prima infanzia, in un ambiente strutturato a questo scopo e con insegnanti che osservano e intervengono quando è necessario.

Il metodo Steiner, invece, prevede un percorso di apprendimento che segue fasi evolutive ben precise che rispettano i ritmi naturali del bambini. Grande spazio è riservato all’arte, alla musica, al lavoro manuale e al movimento, mentre l’insegnamento formale viene introdotto gradualmente.

Metodo scuole Montessori

La scuola montessoriana si basa sui principi educativi promossi da Maria Montessori, pedagogista, medico e scienziata attiva tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, che ha improntato il suo metodo sull’indipendenza, l’autonomia e la libertà di scelta dei bambini, mirando così a sviluppare un senso di consapevolezza e di responsabilità in ogni studente.

Negli istituti e scuole Montessori il bambino è protagonista e detta tempi e modi dell’apprendimento; le lezioni frontali sono brevi, sporadiche e accuratamente preparate. Normalmente gli insegnanti non stanno in cattedra, ma a fianco dei bambini per guidare ognuno nel suo percorso di apprendimento.

Uno degli aspetti fondamentali è proprio l’interazione dei bambini con l’ambiente: raramente in una classe montessoriana si vedono i bambini fermi o impegnati tutti nella stessa attività.

L’ambiente è infatti accuratamente preparato per stimolare l’interazione e suscitare l’interesse: ogni bambino può dare sfogo spontaneamente alla propria curiosità e alla propria creatività all’interno di uno spazio semplice, ordinato e ricco di materiali integri e disposti a vista, in modo che i bambini possano raggiungerli autonomamente e utilizzarli.

I maestri e le maestre sono sempre intenti ad osservare i bambini e a intervenire in caso di necessità.
Anche il momento del pranzo, ad esempio, è una palestra di autonomia: i bambini apparecchiano, sparecchiano, versano l’acqua nel bicchiere, imparano a usare il coltello.

Grande importanza è data anche all’interazione tra bimbi di età diverse, grazie a cui i più piccoli possono imparare dai più grandi e i più grandi acquisire un maggiore senso di responsabilità, e all’inclusività.

Le classi montessoriane accolgono infatti bambini con competenze diverse, da chi in prima sa già leggere e scrivere a chi non è ancora capace di tenere la penna in mano; a ognuno è data la possibilità di imparare secondo i propri tempi. I banchi stessi sono disposti a isola proprio per promuovere il lavoro di gruppo e l’interazione tra i bimbi.

Metodo scuole Steiner

Il metodo Steiner è nato nella prima metà del Novecento ad opera di Rudolf Steiner, filosofo e pedagogista austriaco fondatore dell’antroposofia, una dottrina secondo la quale la realtà sarebbe una manifestazione spirituale che si evolve continuamente.

La prima scuola steineriana vide la luce nel 1919 a Stoccarda con la Libera Scuola Waldorf, aperta per accogliere i figli degli operai della fabbrica Waldorf-Astoria. È per questo motivo che il metodo steineriano è chiamato anche metodo waldorfiano.

Il punto di forza della pedagogia steineriana è una profonda conoscenza del bambino e dei suoi bisogni, da cui prende origine un sistema educativo rispettoso delle sue fasi di sviluppo e con un piano di studi che può accompagnare i bambini dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Le fasi evolutive del bambino sono suddivise in settenni:

  • prima fase, da 0 a 7 anni: viene offerto “un mondo buono da imitare”, con attività basate sull’imitazione e sulla vita in comunità
  • seconda fase, da 7 a 14 anni: ai bambini serve “un mondo bello da sperimentare”. In questa fase si rapportano con il mondo, imparando l’educazione dei sentimenti
  • terza fase, da 14 a 21 anni: i ragazzi sperimentano “un mondo vero da conoscere”, fatto anche di contrasti e contraddizioni. Si aspira a libertà e autonomia, a soddisfare la sete di conoscenza e a rispondere alle domande sulla vita e sul mondo.

In ogni fase lo studente viene considerato nella sua interezza: elemento razionale, elemento emotivo-relazionale e elemento corporeo. È poi possibile modulare l’educazione a seconda del temperamento di ogni bambino, mirando al tempo stesso ad armonizzarlo:

  • temperamento collerico (fuoco)
  • temperamento flemmatico (acqua)
  • temperamento sanguinico (aria)
  • temperamento malinconico (terra).

La modalità di apprendimento si basa più sull’esperienza attiva e sulla comprensione che sulla memorizzazione; i testi scolastici sono quindi usati in maniera marginale, così come le lezioni frontali, mentre viene dato ampio spazio a materie meno tradizionali come arte, musica, teatro, lavoro manuale, euritmia e due lingue straniere fin dalla scuola primaria.

Al tempo stesso, viene eliminato qualsiasi tipo di pre-scolarizzazione: fino ai sette anni si punta su gioco libero, esperienze, passeggiate, canto, attività manuali e così via. Un altro elemento fondamentale del metodo steineriano è la valutazione della maturità scolare per capire se il bambino sia pronto o meno per l’ingresso nella scuola primaria; c’è anche la possibilità di fare “l’anno del re”, ossia di entrare nella scuola primaria una volta compiuti i sette anni.

Differenze tra i due metodi educativi

Pur condividendo una visione della scuola centrata sul rispetto del bambino e dei suoi tempi di crescita, il metodo Montessori e il metodo Steiner si distinguono per impostazione pedagogica, finalità e organizzazione dell’apprendimento.

Il metodo Montessori parte da un approccio scientifico e osservativo: l’obiettivo è favorire l’autonomia e l’autoeducazione attraverso un ambiente strutturato, materiali specifici e la libertà di scelta, permettendo al bambino di costruire attivamente le proprie competenze, anche accademiche, fin dalla prima infanzia.

Il metodo Steineriano, invece, si fonda su una visione più simbolica e umanistica dello sviluppo, legata all’antroposofia, e privilegia un’educazione globale che armonizzi pensiero, emozioni e volontà. Qui l’apprendimento segue precise fasi evolutive, con un forte rispetto dei ritmi naturali: l’insegnamento formale viene introdotto gradualmente, mentre grande spazio è riservato all’esperienza, all’arte, al movimento e alla relazione.

Le principali differenze tra metodo Montessori e metodo Steiner possono essere riassunte così:

  • visione pedagogica: il metodo Montessori si fonda su un approccio scientifico e osservativo, mentre il metodo Steiner nasce da una visione antroposofica e umanistica dello sviluppo umano
  • obiettivo educativo: Montessori mira principalmente allo sviluppo dell’autonomia, dell’autodisciplina e dell’autoeducazione; la pedagogia steineriana punta all’educazione armonica di pensiero, sentimento e volontà
  • struttura dell’apprendimento: nelle scuole Montessori l’apprendimento è auto-diretto e individualizzato; nelle scuole Steiner segue fasi evolutive precise legate all’età e allo sviluppo del bambino
  • ruolo dell’insegnante: nel metodo Montessori l’insegnante è una guida che osserva e interviene solo quando necessario; nel metodo Steiner l’insegnante ha un ruolo più centrale e accompagna la classe nel tempo, spesso per più anni consecutivi
  • ambiente scolastico: l’ambiente montessoriano è ordinato, essenziale e progettato per favorire l’autonomia individuale; quello steineriano è caldo, accogliente e ricco di materiali naturali, pensato per stimolare immaginazione e senso estetico
  • materiali didattici: Montessori utilizza materiali strutturati e autocorrettivi; la pedagogia steineriana privilegia materiali semplici e naturali e un uso più limitato di strumenti didattici standardizzati
  • introduzione delle competenze accademiche: nel metodo Montessori lettura, scrittura e matematica vengono introdotte precocemente, rispettando i tempi individuali; nel metodo Steiner l’insegnamento formale è posticipato per favorire una maturazione globale
  • importanza dell’arte e del corpo: nel metodo Steiner arte, musica, teatro, movimento ed euritmia sono centrali nel curriculum; nelle scuole Montessori queste attività sono presenti ma meno strutturanti rispetto all’impianto complessivo
  • organizzazione della classe: le classi Montessori sono spesso eterogenee per età e favoriscono il lavoro autonomo; nelle scuole Steiner il gruppo classe è stabile e il senso di comunità ha un ruolo fondamentale.

Quale scuola scegliere per infanzia e primaria

Scegliere la scuola per il proprio bambino è una decisione importante che dipende da molti fattori, tra cui stile di apprendimento, ritmi individuali, valori educativi della famiglia e aspettative per il futuro. Non esiste un metodo migliore in assoluto: esistono approcci differenti, ciascuno con i propri punti di forza, che possono rispondere in modo diverso ai bisogni di ogni bambino. I genitori possono orientarsi anche visitando le scuole, parlando con gli educatori e osservando l’ambiente e le dinamiche di classe.

Se si è interessati ad un approccio centrato sull’autonomia, sulla libertà di scelta e sull’apprendimento auto-diretto fin dalla prima infanzia, il metodo Montessori può essere in linea con queste esigenze. Per approfondire le possibilità scolastiche in Italia è possibile consultare l’elenco delle scuole Montessori che raccoglie istituti per l’infanzia e la primaria.

Per le famiglie attratte da un percorso in cui ritmi di sviluppo, esperienza artistica e relazione emotiva hanno un ruolo centrale, il metodo Steiner-Waldorf può offrire un ambiente educativo dove il bambino cresce attraverso attività creative, manuali e comunitarie, in un contesto che valorizza la gradualità e l’armonia tra pensiero, sentimento e azione.

Bisogna sempre tenere presente che ogni bambino è unico e ciò che funziona bene per uno potrebbe non essere ideale per un altro. Lasciare spazio all’osservazione e al confronto con gli insegnanti può aiutare i genitori a fare una scelta più serena e consapevole.

In copertina foto di Ksenia Chernaya da Pexels

 
 
 

In breve

Scuola Montessori o Steiner? I due metodi si differenziano molto dalla scuola tradizionale, ma ognuno ha caratteristiche e particolarità da tenere ben presenti al momento della scelta del percorso scolastico del proprio bambino.

 

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