PDP per la scuola: cos’è, chi può richiederlo e come funziona

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli Pubblicato il 27/10/2025 Aggiornato il 29/10/2025

Che si tratti di un Disturbo Specifico dell'Apprendimento o di una situazione permanente o temporanea di difficoltà, il PDP permette ad ogni studente di apprendere al meglio delle sue possibilità.

PDP per la scuola

Il PDP, ovvero Piano Didattico Personalizzato, è uno strumento che permette alle scuole di venire incontro alle esigenze didattiche particolari di ogni alunno. Viene redatto dai docenti sia per studenti che presentano Disturbi Specifici dell’Apprendimento (in questo caso è obbligatorio), sia per studenti con Bisogni Educativi Speciali, cioè che si trovano in una situazione di difficoltà permanente o temporanea ma che non presentano alcuna certificazione alla scuola.

Grazie al PDP è possibile mettere in atto delle misure per aiutare questi studenti: criteri e modalità vengono decisi caso per caso, ma possono consistere in strumenti compensativi, misure dispensative e differenti modalità di verifica.

Ha lo stesso scopo del PEI (Piano Educativo Individuale), che però è dedicato a situazioni di disabilità.

Cos’è e come funziona un PDP

Si tratta di un atto amministrativo che viene redatto dalla scuola entro il primo trimestre per ogni alunno con esigenze didattiche particolari (permanenti oppure temporanee) per motivi fisici, psicologici, fisiologici o o sociali.

Vi rientrano tutti gli alunni che manifestano Bisogni Educativi Speciali (BES) oppure Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), come viene indicato dalla legge 170/2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”.

Si tratta di uno strumento in cui vengono indicate misure dispensative, strumenti compensativi, criteri e modalità di verifica che verranno adottati per quello studente nel corso dell’anno scolastico; il suo scopo è quello di assicurare ad ogni studente un percorso formativo strutturato e inclusivo.

Il PDP deve contenere:

  • i dati anagrafici dello studente
  • la tipologia di disturbo
  • le attività didattiche individualizzate
  • le attività didattiche personalizzate
  • gli strumenti compensativi
  • le misure dispensative
  • le forme di verifica e valutazione personalizzata.

Il PDP può essere anche temporaneo nel caso in cui si vengano a creare situazioni famigliari, sociali, economiche o mediche che possono influire negativamente sul percorso formativo dello studente; in questo caso il PDP temporaneo viene attivato fino a che l’emergenza non rientra.

Chi può richiederlo

Il PDP viene redatto dal Consiglio di Classe, composto dal Dirigente Scolastico e dai docenti, e viene poi firmato dai genitori. Per la sua stesura, i docenti possono interpellare figure professionali esterne all’istituto per avere un quadro più completo dei bisogni e delle necessità dell’alunno.

In genere, queste figure professionali possono essere insegnanti di sostegno, psicoterapeuti, logopedisti, tutor didattici o le figure che fanno parte del GLI d’Istituto (Gruppo di Lavoro per l’Inclusione).

Le tempistiche

Nelle Linee guida del Miur viene indicato il primo trimestre come lasso di tempo in cui presentare il PDP. Questa scadenza è dettata dalla necessità di dare modo ai genitori di presentare le certificazioni alla scuola, ma anche dall’esigenza di dare tempo ai docenti di osservare e conoscere le studente, in modo da poter individuare le sue difficoltà, i suoi punti di forza e il metodo di apprendimento più adatto.

Con e senza certificazione

Fino al 2012 il PDP veniva stilato solo per alunni con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento), mentre ora, grazie alla Direttiva del 27 dicembre 2012, la sua applicazione si può estendere anche a studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES). Il PDP è necessario in caso di:

  • Disturbi Specifici dell’Apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia)
  • ADHD
  • deficit del linguaggio
  • funzionamento cognitivo limite
  • disturbo della coordinazione motoria
  • disturbo dell’apprendimento non verbale.

Può invece essere compilato a discrezione del corpo docente in caso di:

  • alunni con svantaggio socio-culturale, socio-linguistico o socio-economico
  • situazioni di difficoltà affettive, sociali, linguistiche, comportamentali o di apprendimento.

In assenza di certificazione si possono valutare l’età e il contesto famigliare dello studente, le sue difficoltà, capacità e potenzialità, i suoi stili cognitivi e di apprendimento, il contesto famigliare, economico e sociale e la sua storia clinica pregressa.

Per riassumere, il PDP è obbligatorio per alunni con DSA certificati e deve essere redatto ogni anno dagli insegnati entro il primo trimestre. I genitori dovrebbero essere coinvolti per uno scambio di informazioni ed è opportuno che firmino il PDP, ma la loro firma non è indispensabile perché hanno già autorizzato la scuola ad attivare una personalizzazione formale quando hanno consegnato la certificazione DSA chiedendo l’applicazione della Legge 170.

Per gli alunni non certificati il PDP può comunque essere redatto per superare una situazione di difficoltà. In questo caso è obbligatorio avere il consenso dei genitori perché non c’è stata la consegna di una diagnosi alla scuola.

PDP o PEI?

PDP (Piano Didattico Personalizzato) e PEI (Piano Educativo Individuale) hanno entrambi l’obiettivo di garantire che ogni studente possa fruire di una didattica adeguata alle proprie esigenze, ma i due strumenti hanno modalità diverse.

Il PEI tiene conto di una condizione di disabilità e viene redatto dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo) formato da docenti, insegnanti di sostegno e dirigente scolastico, che lavora insieme al personale sanitario; possono inoltre partecipare i genitori e tutte le figure professionali che interagiscono con l’alunno al di fuori dell’istituto scolastico. Non tiene conto solo di didattica e apprendimento, ma anche della socializzazione e del benessere dell’allievo.

Il PDP, come abbiamo visto, tiene conto di disturbi dell’apprendimento e di situazioni di difficoltà permanenti o transitorie non riconducibili a disabilità. Viene stilato entro la fine del primo trimestre, ma può essere oggetto di verifiche e modifiche nel corso dell’anno scolastico.

In copertina foto di Anastasia Shuraeva da Pexels

 
 
 

In breve

Il PDP – Piano Didattico Personalizzato – garantisce ad ogni studente un percorso didattico personalizzato e inclusivo, che tiene conto delle sue difficoltà e dei suoi stili di apprendimento

 

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