Argomenti trattati
Una famiglia disfunzionale è, come dice il nome stesso, una famiglia che “non funziona”, in cui i suoi membri non si trovano in uno stato di benessere emotivo.
Questo può verificarsi a causa di diversi atteggiamenti messi in atto principalmente dai genitori, che ad esempio possono essere iperprotettivi, molto critici, indisponibili emotivamente o non in grado di comunicare correttamente con i figli, che in questo modo non riescono ad avere una crescita psicofisica sana.
Questa non è però una condanna: una volta riconosciuta la situazione in cui ci si trova, è possibile mettere in atto alcuni comportamenti che permettono di uscirne, meglio se guidati da uno psicoterapeuta.
Significato e comportamenti
Quando si parla di famiglia disfunzionale, si intende una famiglia in cui i bisogni emotivi dei suoi membri non vengono soddisfatti a causa di comportamenti nocivi, comunicazione inefficace e mancanza di supporto emotivo; questo ha come conseguenza lo sviluppo di sensazioni di insicurezza, paura, isolamento e bassa autostima.
In una famiglia funzionale, al contrario, i membri hanno una crescita psicofisica sana e i diversi passaggi evolutivi hanno permesso di strutturare ruoli e confini all’interno della famiglia in maniera flessibile ed efficace.
Bisogna però distinguere tra famiglia disfunzionale e famiglia che attraversa un periodo di crisi, dovuta ad esempio ad un trasloco, ad un lutto, ad una malattia o ad una nascita: questi periodi e questi eventi inattesi, in una famiglia funzionale, possono essere una condizione per mettersi alla prova e attingere alle proprie risorse per far fronte alla crisi.
Nella famiglia disfunzionale, invece, i comportamenti negativi sono persistenti e influenzano profondamente il benessere delle persone che ne fanno parte.
Le caratteristiche delle famiglie disfunzionali
Ci sono alcuni segnali che possono aiutare a individuare una famiglia disfunzionale, anche se solo un professionista potrà accertare con sicurezza alcune dinamiche e dare i consigli giusti per correggerle:
- grandi squilibri nei ruoli, con membri dominanti e altri sottomessi
- problemi di comunicazione, fraintendimenti e incomunicabilità, ma anche linguaggio offensivo o periodi di silenzio
- poca o nessuna empatia e richieste d’affetto disattese
- manipolazione emotiva, che usa minacce o sensi di colpa per controllare gli altri membri della famiglia
- modelli di comportamento rigidi che non reggono a prove e problemi
- poca o nessuna pazienza o tolleranza
- atteggiamento che tende a svalutare o umiliare i membri della famiglia
- difficoltà nel gestire emozioni e conflitti all’interno della famiglia
Tipologie di famiglie disfunzionali
Ogni famiglia disfunzionale può assumere una configurazione diversa, ma ci sono alcuni schemi in cui può essere possibile riconoscersi, del tutto o in parte:
- famiglie in cui i ruoli si invertono, spingendo i figli ad assumere responsabilità da adulti a causa dell’incapacità dei genitori di rivestire il loro ruolo
- famiglie in cui i genitori manipolano emotivamente i figli, esercitano un controllo eccessivo o li sottopongono a critiche costanti
- famiglie con dipendenze da sostanze, che creano un ambiente instabile e imprevedibile
- famiglie in cui i figli assistono a episodi di violenza tra i genitori
- famiglie in cui non si comunica e in cui non si è in grado di esprimere le emozioni
- famiglie in cui i genitori si sacrificano in maniera eccessiva e fanno in modo che i figli siano costantemente consapevoli di tutto ciò di cui si sono privati per dedicarsi a loro
- famiglie troppo permissive, in cui i figli possono assumere un comportamento anarchico ovunque, anche a scuola o in ambienti di sport e di svago
- famiglie iperprotettive, che spingono i figli ad avere paura del mondo esterno
- famiglie il cui legame di basa sul controllo e in cui non esiste privacy per i figli
- famiglie che si basano sul senso di colpa e sul ricatto emotivo, in cui sono normali frasi come “ se fai così vuol dire che non mi vuoi bene”
- famiglie il cui legame si basa sulla frustrazione, in cui un genitore riflette le sue paure e i suoi insuccessi sui figli o sul partner
- famiglie basate sull’alienazione, in cui uno dei genitori cerca di allontanare i figli dall’altro genitore.
Cosa fare
Il primo passo per cambiare lo stato delle cose è quello di rendersi conto della situazione, accettandola senza giustificarla: questa consapevolezza rende possibile rompere il ciclo e costruire nuovi modelli relazionali, meglio se con l’aiuto di un professionista esperto.
Non è necessario rinnegare le proprie origini, ma prendere coscienza della situazione e imparare a prendersi cura di se stessi.
A volte, se ce n’è la possibilità, è utile prendere una distanza fisica dalla propria famiglia d’origine, in altri casi si possono prendere le distanze oppure cambiare il tipo di interazione. La psicoterapia in questo contesto ha un ruolo importante di sostegno e utile per guarire le ferite lasciate da genitori tossici. Si tratta in ogni caso di un percorso graduale, che richiede pazienza e perseveranza.
Come capire il problema e affrontarlo
Crescere all’interno di una famiglia disfunzionale spesso lascia segni profondi che si manifestano non solo durante l’infanzia e l’adolescenza, ma anche in età adulta. Chi ha vissuto questa situazione, infatti, spesso porta con sé una sensazione costante di insicurezza e di inadeguatezza, oltre ad una scarsa autostima e ad una difficoltà nel fidarsi degli altri. C’è inoltre un maggiore rischio di sviluppare stati di ansia o depressione, problemi relazionali o dipendenze affettive.
Anche le relazioni in età adulta sono influenzate: non è una regola, ma quando si è cresciuti in un contesto simile ci si ritrova (spesso inconsciamente) a scegliere partner che replicano gli schemi relazionali appresi in famiglia, che quindi possono essere ad esempio emotivamente indisponibili oppure svalutanti.
Queste ferite non sono però una condanna: hanno bisogno di essere riconosciute, accettate e guarite, spesso con un lavoro svolto insieme ad uno psicologo che aiuti a elaborare il vissuto e a leggerlo in una chiave diversa.
Il parere della psicologa Serena Mongelli
La psicologa Serena Mongelli afferma: “ È difficile parlare dell’argomento brevemente perché c’è un mondo dietro. Come sempre mi faccio aiutare dalle parole. Una famiglia disfunzionale è una famiglia che non funziona. Questo non vuol dire che tutto è negativo ma che ci sono degli schemi e delle ripetizioni che nel tempo creano disagi nel benessere di adulti e bambini. Se un membro della famiglia prova del disagio, dell’ansia, se non sta bene, è probabile che ci sia qualcosa che non sta funzionando bene.
In generale, alcuni atteggiamenti che si ritrovano spesso sono la comunicazione disfunzionale, una poca chiarezza dei confini, conflitti continui o evitamento totale dei problemi. Anche gli eccessivi controlli o la trascuratezza fino ad arrivare agli abusi, non solo fisici. La svalutazione, le umiliazioni sono un comportamento disfunzionale.
Non possiamo parlare di “tipologie” di famiglie disfunzionali. Tolstoj scriveva che tutte le famiglie felici si somigliano, mentre ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Beh, io credo che potremmo dire che anche le famiglie disfunzionali lo sono ognuna a modo loro. Si deve prestare attenzione allo stato di benessere del singolo e del gruppo famigliare. Come funzionano insieme?
E se invece ci troviamo dentro una famiglia disfunzionale, come lo riconosciamo? Come mi sento qui dentro? Mi sento libero di esprimere i miei pensieri e le mie emozioni? Questo determinato comportamento lo definisco normale perché davvero lo è o perché ormai ci sono abituato? Riesco a far rispettare i miei spazi, sia fisici che emotivi?
Il problema si affronta facendosi delle domande, acquisendo consapevolezza ed eventualmente chiedendo aiuto nella “stanza delle parole”, con la psicoterapia! Sia chiaro, si può anche sbagliare alle volte, la differenza sta nella ripetitività dei comportamenti disfunzionali”.
Foto di copertina di cottonbro studio da Pexels
In breve
Una famiglia disfunzionale è un nucleo famigliare in cui i figli non riescono ad avere una sana crescita psicofisica, con possibili ripercussioni anche sulla loro vita da adulti. La psicoterapia può essere una chiave per uscire da questa situazione
