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L’esposizione a continui e intensi litigi può avere delle conseguenze negative sui bambini, anche se neonati, e nel tempo potrebbe accusare ad esempio stress, disturbi del sonno e maggiore irritabilità. L’ideale sarebbe non litigare davanti ad un neonato, ma se capita è importante rassicurare il piccolo e addolcire i toni.
La sensibilità del neonato
I bambini molto piccoli, è vero, non sono in grado di capire le parole che vengono pronunciate intorno a lui, ma sono molto sensibili agli stimoli sensoriali che lo circondano. L’udito, ad esempio, è già ben sviluppato fin dalla nascita, non a caso il piccolo è in grado di riconoscere la voce della mamma che ha sentito dal grembo materno.
I bambini sono quindi particolarmente attenti alle voci umane e riescono a distinguere variazioni nel tono, nel ritmo e nell’intensità dei suoni. Molti studi dimostrano che i neonati non reagiscono solo al volume dei suoni – che rimane comunque un fattore importante – ma anche alla loro qualità emotiva: reagiscono meglio e prestano maggiore attenzione alle voci con intonazione affettiva rispetto a quelle neutre e sono in grado di percepire tonalità felici o tristi nel linguaggio.
Il cervello dei neonati reagisce velocemente anche ai segnali vocali sociali come il pianto o le risate di altri bambini: questo suggerisce che la percezione delle emozioni attraverso la voce è una capacità presente molto precocemente.
Come vive un neonato il litigio tra gli adulti
“Spesso si tende a dire che i neonati non capiscono: ni – afferma la psicologa Serena Mongelli – I neonati possono non comprendere il contenuto del litigio, il motivo, ma di certo sono ben pronti fin da subito a capire che qualcosa è turbato nell’economia famigliare. Notano i cambiamenti del tono di voce e sono dotati di sensibilità emotiva, percepiscono lo stress degli adulti! I bambini quindi possono piangere di più, avere difficoltà a dormire o ad addormentarsi, possono mostrarsi agitati e più o meno attaccati all’adulto dopo un litigio”.
Sebbene i neonati non comprendano il contenuto delle parole, le ricerche in psicologia dello sviluppo mostra che sono molto sensibili ai segnali emotivi e prosodici presenti nelle interazioni tra adulti. Quando assistono a un conflitto – ad esempio voci più alte, tono irritato o espressioni facciali tese – i bambini possono reagire con segnali di disagio come agitazione, pianto, aumento della vigilanza o difficoltà a calmarsi.
Sarebbe bene evitare discussioni persino in presenza di un neonato che dorme: studi sperimentali indicano che anche durante il sonno il cervello dei neonati è in grado di processare il tono emotivo della voce umana.
Alcuni studi hanno mostrato che i neonati esposti a toni vocali arrabbiati presentano un’attivazione maggiore nelle aree cerebrali coinvolte nell’elaborazione dello stress e delle emozioni. Altri studi sul funzionamento fisiologico indicano che livelli più elevati di conflitto tra genitori sono associati a alterazioni nella regolazione dello stress nei bambini, ad esempio nella regolazione cardiaca durante le interazioni sociali.
Queste evidenze suggeriscono che, pur senza comprenderne il significato, i neonati possono percepire la tensione emotiva dell’ambiente e reagirvi perché nei primi mesi di vita il loro benessere dipende fortemente dalla stabilità e dalla sicurezza del contesto in cui crescono.
Le conseguenze negative sul bebè
“Le conseguenze dipendono sempre da come il piccolo sceglie di reagire – spiega la psicologa Mongelli – ma potrebbero insorgere ansia o ipervigilanza, difficoltà relazionali e anche maggiore sensibilità ai conflitti. Come sempre non è UN litigio a provocare il problema, ma la creazione di un ambiente disfunzionale in cui i litigi non vengono gestiti e sono all’ordine nel giorno”.
Le ricerche in psicologia dello sviluppo e neuroscienze indicano infatti che l’esposizione frequente e intensa ai conflitti tra adulti può influenzare diversi aspetti del benessere e dello sviluppo dei neonati, soprattutto quando il clima di tensione è cronico e non viene compensato da momenti di rassicurazione e stabilità emotiva.
Le possibili conseguenze sui neonati possono includere:
- maggiore stress fisiologico. I neonati possono reagire ai conflitti con un aumento dell’attivazione del sistema dello stress
- maggiore irritabilità e difficoltà di autoregolazione. Un ambiente emotivamente teso può rendere più difficile per il bambino calmarsi dopo uno stimolo stressante. Alcuni neonati esposti a conflitti frequenti mostrano più agitazione, pianto o difficoltà a tranquillizzarsi
- disturbi del sonno. Il clima di tensione può influire sul ritmo sonno-veglia e sulla qualità del riposo. Il sonno dei neonati è molto sensibile agli stimoli ambientali, compresi i suoni e il tono emotivo delle interazioni
- maggiore sensibilità alle emozioni negative. I neonati possono diventare più reattivi ai segnali di rabbia o tensione nella voce umana, come se il loro cervello fosse più “in allerta” rispetto agli stimoli emotivi negativi
- possibili effetti sullo sviluppo emotivo nel lungo periodo. Quando il conflitto familiare è intenso e prolungato, alcuni studi suggeriscono un possibile collegamento con difficoltà successive nella regolazione delle emozioni, nell’ansia o nel comportamento.
Tuttavia gli effetti non sono inevitabili: la presenza di relazioni affettive sicure e di adulti responsivi può mitigare molto questi rischi.
Come fare
“Il modo corretto per gestire un litigio quando è presente un neonato – afferma la psicologa Serena Mongelli – è fare in modo che il neonato non sia presente al litigio. Gli adulti devono fare gli adulti e rimandare il litigio, si mette in pausa e se ne parla in un secondo momento in cui si è da soli. Se capita, è importante provare a riparare il conflitto, mostrare al bambino che si sta facendo pace, che i toni tornano più calmi, la voce si abbassa e si addolcisce. Questo è molto utile. Chiaramente usando un linguaggio diverso a seconda dell’età del piccolo!”.
In breve
Litigare davanti ai figli, anche se molto piccoli, può avere conseguenze negative su di loro. Il modo corretto per gestire un litigio è evitare di discutere davanti a dei minori; se capita, però, è importante abbassare i toni e rassicurarli o mostrare loro di fare pace.
