Asma negli uomini, un aiuto dal testosterone

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 07/03/2018 Aggiornato il 05/08/2018

L’asma negli uomini è meno diffusa: le donne ne soffrono due volte di più. La causa è da ricercare nel testosterone che, negli uomini, agisce positivamente sulle cellule polmonari e ne riduce il rischio

Asma negli uomini, un aiuto dal testosterone

Asma negli uomini? Più rara. Colpisce infatti due volte meno frequentemente rispetto alle donne. A rivelarlo è una ricerca del Vanderbilt University Medical Center di Nashville, negli Stati Uniti, da poco pubblicata dalla rivista Cell Reports. Secondo i ricercatori, la causa di questa disparità in tema di predisposizione all’asma sarebbe da ricercare nell’azione positiva del testosterone su particolari cellule polmonari.

L’aiuto del testosterone

Il testosterone è il principale ormone sessuale maschile e, stando a quanto rivelato dalla ricerca statunitense, eserciterebbe un’azione positiva per contrastare l’insorgere di asma. Questo particolare ormone avrebbe infatti la capacità di ostacolare l’azione di una cellula immunitaria da cui dipende la produzione di muco e l’infiammazione a livello polmonare, che sono i principali sintomi dell’asma.

Una questione di sesso

Il rischio di essere colpiti da asma subisce variazioni lungo tutto l’arco della vita di un individuo. Pare però esserci una certa regolarità riscontrabile quando entra in gioco il sesso dell’individuo stesso. Studi precedenti, infatti, hanno evidenziato come durante la pubertà siano i ragazzi ad avere maggiori probabilità di asma (1,5 volte in più rispetto alle ragazze). Questo rapporto è ribaltato al termine della fase dello sviluppo, con i casi di asma nell’uomo che arrivano a essere fino a due volte meno probabili che nelle donne. Questa condizione si esaurisce in menopausa, con l’asma che si presenta sempre più di rado.

Analisi sulle cellule

Partendo da queste ricerche, gli studiosi hanno ipotizzato una connessione tra asma nell’uomo e ormoni sessuali. Per corroborare questa tesi, i ricercatori del Vanderbilt University Medical Center hanno preso in esame le cellule linfoidi innate del gruppo 2 (o cellule Ilc2) prelevate da soggetti sani e da individui affetti da asma e da un gruppo di topi. Queste particolari cellule producono delle proteine (le citochine) che causano l’infiammazione e la produzione di muco nei polmoni, e quindi – nella maggior parte dei casi – asma. I risultati dell’analisi hanno rivelato come i soggetti asmatici presentassero una maggiore concentrazione di cellule linfoidi.

La rivelazione

In particolare, le donne affette da asma sono risultate le maggiori “portatrici” di cellule Ilc2. La statistica è stata confermata anche nei topi. Proprio sui topi si sono dunque concentrate le attenzioni dei ricercatori, che hanno somministrato alle cellule delle cavie ormoni sessuali maschili e femminili. Gli effetti di questa somministrazione hanno confermato la tesi. In presenza di ormoni femminili le cellule non hanno subito cambiamenti, mentre sotto l’influsso di testosterone, le Ilc2 non erano in grado di espandersi e vedevano ridursi la capacità di produrre citochine e, quindi, di provocare asma.

 

 
 
 

Una curiosità

Inizialmente, i ricercatori del Vanderbilt University Medical Center ipotizzavano che fossero gli ormoni femminili ad aumentare l’incidenza di asma. Aver scoperto che è invece il testosterone a spostare l’ago della bilancia è stata una vera e propria sorpresa.

 

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti