Depressione post partum: colpisce anche i papà

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 18/03/2019 Aggiornato il 18/03/2019

La depressione post partum al maschile esiste: può colpire anche i papà e ha precisi segnali da riconoscere tempestivamente

Depressione post partum: colpisce anche i papà

La depressione post partum è un serio problema che non coinvolge solo le neomamme, ma anche i papà. Se ne parla poco, ma può avere serie ripercussioni su tutta la famiglia.

Messi nell’angolo

Sempre più studi dimostrano come la paternità sia un’esperienza entusiasmante, ma faticosa come la maternità ed esposta agli stessi rischi, disagi e veri e propri disturbi, inclusa la depressione post partum del papà che incide per un 10%. Gli uomini, subito dopo la nascita del figlio, possono sperimentare una sensazione di inadeguatezza che li allontana dal nido familiare. I padri tendono a identificarsi in stereotipi che giustificano il loro sentirsi messi un po’ in disparte o poco utili e di fatto allontanandosi dalla compagna sempre di più, sia fisicamente sia, soprattutto, emotivamente.

I campanelli d’allarme

Nei papà la depressione post partum si può manifestare con disturbi d’ansia quali attacchi di panico e fobie. Le lamentele possono sfociare in disturbi di somatizzazione o preoccupazioni ipocondriache. Possono verificarsi crisi di rabbia, condotte violente, attività fisica o sessuale compulsiva, fughe nel lavoro o con gli amici; abuso di sostanze o dipendenza da gioco d’azzardo o da internet. Queste problematiche comportano disturbi di coppia, litigi, conflitti che possono sfociare anche in relazioni extraconiugali.

Rivolgersi a un esperto

Spesso sono le compagne a rivolgersi ai servizi preposti, segnalando tali difficoltà come minacciose o compromettenti per la tranquillità necessaria a poter accudire al meglio il figlio. In questi casi la richiesta è di sentire il partner come parte integrante della triade e dunque partecipe del benessere e dell’accudimento del bebè. Poter affidare tutto questo a una terza persona, qualificata e garante di uno spazio diverso dal contesto familiare o amicale, permette a entrambi di ascoltarsi e confrontarsi con i reciproci timori. Questo dà avvio alla possibilità anche per il padre di dichiarare il suo stato di difficoltà e accettare un aiuto che gli permetta di riconquistare il suo ruolo, a partire dal suo vissuto soggettivo e dalla sua storia personale.

 
 
 

Da sapere!

L’esperienza della paternità è caratterizzata, inizialmente, da un senso di estraneità, poiché il padre non vive in prima persona l’esperienza di un altro dentro di sé.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Gemelli: “colpa” della mamma o del papà?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità.   »

Due aborti spontanei nel primo trimestre

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti