Morfina: agli uomini ne serve il 60% in più

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 26/01/2016 Aggiornato il 26/01/2016

I maschi hanno bisogno di una dose maggiore di morfina per ottenere lo stesso sollievo dal dolore delle donne

Morfina: agli uomini ne serve il 60% in più

Che gli uomini sopportino il dolore in modo diverso dalle donne è popolarmente risaputo. Ora la conferma di quella che fino a oggi veniva considerata poco più che una credenza arriva dalla scienza: i rappresentanti del cosiddetto “sesso forte” hanno bisogno di una dose maggiorata di almeno il 60% rispetto alle donne per ottenere gli stessi effetti benefici contro il dolore. Questioni complesse, quelle connesse alla differenza tra uomo e donna nella reazione al dolore, che “devono essere attentamente considerate ogniqualvolta si debbano valutare l’intensità del dolore, le sue conseguenze e il trattamento delle patologie sottostanti”.

Incidono anche ansia e depressione

A parlarne è Antonio Corcione, presidente della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti): “Il dolore è un’esperienza complessa che deriva dall’integrazione di componenti fisiche, psichiche e socio-culturali. Tra le prime sembrano essere rilevanti, per esempio, le dimensioni corporee e lo spessore della cute, mentre tra quelle psicologiche possono assumere un ruolo molto importante l’ansia e la depressione: tutti elementi che possono differire in modo sostanziale nell’uomo e nella donna”.

Le donne sono più sensibili

Ricerche effettuate sulla percezione del dolore nel periodo post-operatorio hanno messo in evidenza che gli uomini consumano circa 2,4 volte più oppioidi rispetto alle donne. “In effetti, è stato dimostrato che i maschi necessitano di almeno il 60% in più di morfina rispetto alle femmine per ottenere lo stesso sollievo dal dolore”, conferma Corcione. Questi risultati implicano che le donne sono più sensibili degli uomini alla morfina, e mettono in evidenza la presenza di non poche differenze di genere nei circuiti coinvolti nella modulazione del dolore.

Il ruolo degli ormoni

Nelle diversità tra uomo e donna nella percezione del dolore un ruolo di una certa importanza sembrano ricoprirlo gli ormoni. “Alcuni studi suggeriscono che le differenze di prevalenza e di percezione del dolore possono essere in parte spiegate dal diverso assetto anatomico e ormonale, ipotesi supportata sia dal fatto che alcune di queste differenze sembrano attenuarsi alla fine della vita riproduttiva, sia dal riscontro che alcune condizioni di dolore moderato, come quello mestruale, sono accompagnate da variazioni ormonali”, spiega lo studioso.

Verso una medicina di genere

L’organismo maschile e quello femminile percepiscono, quindi, il dolore in modo diverso. Non solo: lo studio del dolore e della sua percezione da parte dei due sessi ha messo in evidenza, soprattutto negli ultimi anni, che il sesso femminile è più soggetto a condizioni cliniche caratterizzate da dolore cronico: nelle rappresentanti del “gentil sesso”, infatti, quest’ultimo si presenta più frequentemente e più persistentemente rispetto agli uomini. Diversità di non poco conto che hanno portato questo settore della ricerca a mettere in evidenza sempre di più le cosiddette “differenze di genere”: “La presenza di molte più donne che uomini sofferenti di dolore cronico ha fatto sì che clinici e ricercatori ponessero sempre più attenzione al fattore sesso. Ciò ha permesso di acquisire numerose informazioni soprattutto sull’influenza degli ormoni gonadici e sulle strutture del sistema nervoso coinvolte nel dolore”, spiega Corcione. Diverse ricerche sono inoltre in corso  per comprendere le differenze tra i due sessi nella risposta ai farmaci: “Più recentemente – conclude lo studioso – sono stati studiati altri aspetti molto importanti come la differenza di genere nella risposta alle terapie, permettendo la scoperta di differenze sostanziali nell’uso di molti farmaci”.

 

 

 

 

 
 
 

In breve

 SOTTOVALUTATO IL DOLORE DELLE DONNE?

Il dolore cronico di cui le donne soffrono in modo più ricorrente e più persistente rispetto agli uomini viene ancora oggi troppo spesso sottovalutato e non adeguatamente trattato.

 

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