Papà 2.0: come è bello occuparsi del bebè

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 08/09/2014 Aggiornato il 08/09/2014

Anche gli uomini si impegnano con i loro figli piccoli, soprattutto nel gioco e nello svago. Ma le mamme vorrebbero più aiuto con i pannolini e le faccende domestiche

Papà 2.0: come è bello occuparsi del bebè

I papà 2.0 sono sempre più collaborativi e partecipi quando in casa arriva un bebè. Lo dice una ricerca promossa da Huggies, famosa marca di pannolini, e condotta intervistando 300 coppie. Le domande poste hanno riguardato le abitudini quotidiane delle famiglie con bimbi piccoli sulle quattro aree principali di attività: nutrizione, sonno, igiene, e gioco. Il dato rilevante è che i papà 2.0 partecipano sempre di più alla vita dei loro bambini, fin da quando sono appena nati.

Sempre più presenti

Quasi tutti i giorni giocano attivamente con i loro bebè (per 21,5 giorni al mese), li intrattengono mentre mangiano (per 20,5 giorni al mese), gli mettono il pigiama (16,3 giorni) e li portano a letto (19 giorni). Poi gli piace anche molto guardare i cartoni insieme alla tv (18,6 giorni) e nel 75 per cento dei casi ricordano quale è stata la prima parola pronunciata dal figlio. Percentuale che aumenta fino al 77 per cento nei casi di papà più giovani e cresce fino al 79 per cento con il salire del livello di istruzione. In ogni caso, la prima parola maggiormente pronunciata rimane sempre “mamma” (nel 56,4 per cento dei casi).

Ma non abbastanza

La cosa che non fanno praticamente mai, invece, è lavare i vestiti dei bambini, compito delegato quasi sempre alle mamme (nel 79 per cento dei casi). Insomma, questi papà 2.0 ancora non danno una mano nelle faccende domestiche relative alla gestione del bambino, ma sono molto più partecipi dal punto di vista emotivo e affettivo. Aiutano nei lavori in casa solo per 1 ora e mezza al giorno, in media.

Molta strada da fare

La ricerca mostra senza dubbio che nella cultura italiana gli stereotipi di genere sono molto duri a morire, ma è certo anche il fatto che qualcosa si sta muovendo tra i papà e che il rapporto con i loro bambini sta diventando sempre più ricco, almeno sul piano delle relazioni, e il legame padre figlio è molto più articolato e complesso rispetto a un tempo. I padri sono diventati più collaborativi e più attenti anche agli aspetti materiali del crescere un figlio e delegano di meno alle madri che, dall’altro lato, si aspettano una collaborazione sempre maggiore dai loro compagni.

Un concorso per loro

Huggies ha dedicato proprio a questi nuovi padri, che non si tirano certo indietro quando c’è un pannolino da cambiare, il concorso intitolato “A prova di papà”. In palio una fornitura di pannolini o una polizza assicurativa di tre anni per il bebè, si può partecipare fino al 31 dicembre 2014. Maggiori informazioni si possono ottenere sul sito www.huggies-superdry.it

In breve

GIOCO SI’, LAVORO NO

I papà 2.0 amano impegnarsi con i loro bambini fin dalla più tenera età e sono molto più coinvolti emotivamente nel rapporto con i figli. Ma è ancora molto bassa la percentuale di chi si occupa anche degli aspetti più materiali nella gestione dei figli e delle faccende di casa. Il papà, spesso, gioca con il bambino e lo accompagna nelle sue attività, ma chi lava e stira i vestiti è ancora la mamma. 

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