Papà: perché non capisce che la mamma è ansiosa?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 22/07/2013 Aggiornato il 22/07/2013

Dopo l’arrivo del piccolo è del tutto normale che la mamma sia un po’ ansiosa. Il papà, però, spesso non la capisce. Ecco perché...

Papà: perché non capisce che la mamma è ansiosa?

Piccolo, indifeso, fragile. Così il neonato appare agli occhi della mamma. È del tutto normale, dunque, che sia un po’ ansiosa. Tuttavia, il papà spesso non capisce i sentimenti e i comportamenti della compagna, giudicandola eccessivamente apprensiva e timorosa.

Un compito difficile

Per la mamma accudire il bebè è un istinto naturale. Questo non significa, però, che sappia sempre cosa fare e come farlo. Al contrario, spesso le capita di essere preda dei dubbi, di non avere idea di come prendersi cura del piccolo e interpretarne bisogni e desideri e quindi di diventare ansiosa.

I momenti più critici

Sono tanti i momenti critici che possono mettere a dura prova la sicurezza e le certezze della mamma. Per esempio, quando il bimbo piange disperato e non si capisce cos’abbia; quando ha il naso chiuso; quando non cresce a sufficienza; quando si rifiuta di mangiare; quando non dorme e così via. In questi frangenti, è del tutto normale non sapere come comportarsi e diventare ansiosa.  

L’uomo ha un ruolo diverso

Il papà, però, spesso non capisce le insicurezze della mamma. Del resto, il suo modo di rapportarsi al bimbo è diverso. In genere, sta con lui poche ore al giorno e non vive in maniera diretta la sua quotidianità e i suoi problemi. Non è lui che deve occuparsi di soddisfare tutte le esigenze del piccolo e di risolvere tutti i piccoli problemi. In un certo senso, dunque, il papà sente meno il peso della responsabilità della gestione pratica del bebè. Ecco perché, può far fatica a comprendere fino in fondo quello che prova la mamma. Oltretutto, occorre considerare che gli uomini, solitamente, per carattere tendono più facilmente delle donne a sdrammatizzare, ridimensionare, “lasciar andare”. Di conseguenza, quello che per la compagna può essere un reale problema, per lui può essere una piccola cosa.

I rischi per la coppia

Queste differenze di carattere e atteggiamento possono creare problemi all’interno della coppia. Il papà non riesce a capire perché la donna è sempre ansiosa con il bebè e può finire con il sentirsi demotivato, messo da parte e in secondo piano. La donna, dal canto suo, non si sente appoggiata e sostenuta dal partner, così può agitarsi ancora di più o allontanarsi. Per il bene della famiglia, invece, è importante che i genitori parlino apertamente di quello che provano e di che cosa si aspettano l’uno dall’altro. In questo modo è più facile trovare dei punti di incontro, evitando conflitti che possono avere ripercussioni negative sul benessere famigliare.

In breve

L’UOMO DEVE OFFRIRE IL SUO AIUTO

Una mamma prova spesso ansia per il suo piccolo. Il papà non sempre capisce il perché, così possono nascere incomprensioni. Per questo, è importante che l’uomo chieda alla sua compagna come si sente e si offra di aiutarla anche dal punto di vista pratico.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Carenza di vitamina B12 in gravidanza: ci sono rischi per il bambino?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nelle donne che seguono un'alimentazione vegane è comune la carenza di vitamina B12, quindi l'assunzione di integratori che la contengono diventa indispensabile. Ma se il deficit è lieve e la dieta include anche alimenti di origine animale non ci sono rischi per lo sviluppo del feto.   »

Litigi ingestibili tra fratelli: che fare?

23/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Sono gli adulti a dover trovare il modo di mediare i conflitti tra fratelli, anche pretendendo con affettuosa fermezza il rispetto di alcune regole base, prima tra tutte il divieto di offendersi con parolacce e insulti vari.   »

Influenza con variante K: può causare (anche) la cistite?

22/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio.   »

Come faccio a togliere la poppata notturna a un bimbo di un anno?

18/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Per indurre il bambino a rinunciare a bere il latte durante la notte può essere una buona strategia sostituirlo gradualmente con l'acqua.  »

Nausea fortissima che si protrae oltre il 1° trimestre: che fare?

18/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Se la nausea si protrae oltre il primo trimestre, interferendo pesantemente sulla qualità della vita, diventa opportuno valutare opzioni terapeutiche che abbiano una maggiore efficacia rispetto ai tradizionali rimedi naturali.   »

Salmone scaduto: dopo quanto possono comparire i sintomi di un’intossicazione?

17/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Il lasso di tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo contaminato e l'eventuale comparsa di sintomi da intossicazione dipende dal tipo di agente infettivo coinvolto.   »

Camera gestazionale più piccola dell’atteso: proseguirà la gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Bisogna sempre attendere l'8^ settimana prima di pronunciarsi rispetto al destino di una gravidanza e anche qui con un margine di errore dell'1% sull'esito favorevole dello sviluppo embrio-fetale. L'aspetto importante è che questo processo di selezione sia rispettato e compreso dalla donna.   »

Gravidanza e poca tolleranza nei confronti dell’integrazione di magnesio

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La scarsa tolleranza al magnesio potrebbe essere dovuta al fatto che non è ciò di cui si è carenti perché l'organismo, se ha bisogno di qualcosa, di solito ne fa tesoro.  »

Tampone vaginale: può essere pericoloso in gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti