Perché il papà non riesce a giocare con il piccolo

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 31/01/2012 Aggiornato il 31/01/2012

Può succedere che all'inizio il bambino fatichi a giocare con il padre perché sino a quel momento ha instaurato un rapporto privilegiato con la madre. Nel tempo le cose cambieranno

Perché il papà non riesce a giocare con il piccolo

Quando nasce il bebè, in un primo momento i padri sono euforici e assistono con stupore e ammirazione alla magia del rapporto madre-figlio. Ma è proprio questo sentirsi “spettatore” che fa insorgere subito dopo, nel papà, un senso di frustrazione e di esclusione. Per esempio può accadere che quando il bambino è più grandicello il papà non riesce a giocare con il piccolo.

Il padre fatica a instaurare subito un rapporto di fiducia con il figlio

Il papà si infatua subito del suo bambino, ma dato che il suo sentimento non viene immediatamente corrisposto perché all’inizio per il neonato è essenziale solo la figura materna, il suo innamoramento va gradualmente scemando. Il papà avverte un senso di distacco, dal punto di vista del coinvolgimento emotivo, fino a vedere il piccolo come una specie di “estraneo” o di “intruso”.  Questo senso di distacco si percepisce in diversi momenti della giornata, per esempio nel momento del gioco: il papà non riesce a giocare con il piccolo perché non è abituato in quanto fino ad allora ha passato poco tempo con lui.
Inoltre, trascorrendo poco tempo con il neonato a causa del lavoro, il neopapà si sente più impacciato nel prendere in braccio il bebè o nel cambiargli il pannolino e si trova spaesato di fronte ai suoi pianti improvvisi.

Pian piano le cose migliorano

Il sentimento di amore verso il bebè andrà comunque via via rafforzandosi con il passare del tempo e la complicità tra padre e figlio si cementerà grazie a momenti ed esperienze vissuti insieme. In altre parole, se per la mamma l’attaccamento nei confronti del figlio è istintuale, per il padre si basa invece sulla reciproca conoscenza e sulla condivisione di momenti ed esperienze.
È bene approfittare di ogni occasione per stare insieme al piccolo: per esempio, dargli da mangiare (se il bebè è allattato con il biberon), cambiarlo, coccolarlo, baciarlo. Con il passare dei mesi anche tra padre e figlio si instaurerà un rapporto di complicità. Questo è ciò che deve fare il papà, senza demoralizzarsi se, le prime volte, il piccolo scoppierà a piangere quando al posto della mamma si prenderà cura di lui il papà.

In breve

Il rapporto con il padre? Non è da subito immediato

Quando arriva l’età del gioco molti papà incontrano difficoltà a giocare con il figlio perché il bambino è molto più abituato a condividere il tempo con la mamma. Quello con il padre è un rapporto che si costruirà pian piano con il tempo.

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