Prostata: più del 50% degli uomini italiani ha problemi (e non lo dice!)

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 31/08/2017 Aggiornato il 31/08/2017

La prostata crea problemi a più di un italiano su due. E inoltre non mancano disturbi sessuali e di tutto l’apparato urologico. Pochi uomini, però, fanno controlli e prevenzione. Eppure basta osservare pochi fattori…

Prostata: più del 50% degli uomini italiani ha problemi (e non lo dice!)

I problemi alla prostata affliggono sempre più uomini. A rivelarlo un’indagine della Società italiana di urologia (Siu) condotta di concerto con 81 centri urologici su quasi 10mila italiani, legata alla campagna #Controllati 2016. Lo studio ha evidenziato come nel nostro Paese ben il 53% degli uomini conviva con problemi alla prostata e altri disturbi.

Le malattie più diffuse…

Dalla ricerca condotta dalla Siu è emerso che le malattie urologiche più diffuse sono l‘iperplasia prostatica benigna, la prostatite, il tumore alla prostata (53% della popolazione maschile), disturbi sessuali (il 15,5% degli uomini italiani ha una disfunzione erettile, il 7,5% soffre di eiaculazione precoce e il 7,6% accusa calo della libido) e patologie che riguardano i testicoli. A questi problemi si aggiungono in percentuali minori anche disturbi renali (calcoli o malattie oncologiche), o urinari, come la nicturia, la disuria, un senso di svuotamento incompleto della vescica, l’urgenza di fare la pipì e l’aumentata frequenza.

… ma nascoste

I sintomi vengono spesso trascurati per disattenzione o scarsa sensibilizzazione verso le questioni ‘intime’. Solo il 10%-20% degli uomini si sottopone a una visita di prevenzione e nove su dieci effettuano una visita solo in caso di gravi patologie. “I risultati emersi hanno rivelato una situazione sessuale critica tra i maschi di età compresa tra i 18 e i 75 anni che sembrano tornati agli anni Cinquanta, quando il rapporto tra padre e figlio non prevedeva si affrontassero questi temi e con il medico si parlava raramente”, spiega Vincenzo Mirone, segretario generale Siu, professore ordinario e direttore della Scuola di specializzazione in urologia dell’Università Federico II di Napoli.

Prevenzione in poche mosse

La prevenzione è semplice e a volte bastano davvero piccoli accorgimenti per scongiurare il peggio: bere molto, optare per una corretta alimentazione, prestare attenzione alla frequenza con cui si va ai servizi, a perdite involontarie o alla presenza di sangue nelle urine. Oltre a visite regolari dopo i 50 anni e visite intermedie in pubertà, età adulta e terza età. La prevenzione riduce la frequenza di patologie tumorali (a prostata, reni, vescica e testicolo) e patologie benigne (calcolosi urinaria, iperplasia benigna della prostata e prostatiti, infertilità e disfunzioni sessuali).

 

 

 

Forse non sai che…

Esiste un’app della Siu #Controllati sui disturbi urologici maschili, che fa acquisire una serie di conoscenze utili in tema di salute intima maschile, dai problemi di prostata alla disfunzione erettile. La app è inoltre dotata di un test per un’autovalutazione per rendersi conto del proprio stato di salute e individuale eventuali campanelli d’allarme a cui, spesso, non viene riservata la giusta attenzione.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

TSH oltre il limite: ci sono rischi in gravidanza?

14/02/2020 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un valore di TSH che supera di poco la soglia considerata ottimale non espone il feto a particolari pericoli. A patto però di assumere l'Eutirox e di controllare con regolarità la funzionalità tiroidea.   »

Ecografia, mammografia, autopalpazione: ecco le indagini per il seno

11/02/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Scoprire tempestivamente la presenza di un nodulo maligno nella mammella salva la vita. Tre sono le indagini che lo permettono.   »

Qual è stato il rapporto sessuale che ha portato al concepimento?

10/02/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Stabilire il giorno esatto del concepimento, in caso di più rapporti sessuali nello stesso mese, è davvero molto difficile in quanto il periodo ovulatorio è influenzato da più variabili.   »

Fai la tua domanda agli specialisti