Quando nasce un figlio nasce anche un papà

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 13/05/2022 Aggiornato il 16/05/2022

Arriva il lungo congedo di paternità di Nestlé che favorisce anche la mamma: Nestlé Baby Leave

Quando nasce un figlio nasce anche un papà

Con l’obiettivo di consentire a tutta la famiglia di dedicare tempo ed energie al nuovo arrivo, in un periodo particolarmente delicato non solo per la crescita del bambino, ma anche per quella dei genitori, il Gruppo Nestlé in Italia e le Organizzazioni Sindacali degli alimentaristi  hanno sottoscritto un accordo che istituisce la “Nestlé Baby Leave”, un congedo retribuito di 3 mesi (12 settimane consecutive) di cui potrà usufruire, in occasione della nascita di un figlio o dell’adozione di un minore, il papà lavoratore oppure il secondo caregiver, secondo un approccio che intende supportare il percorso di genitorialità di tutte le coppie di genitori, a prescindere dal loro genere.

Come funziona il congedo di paternità?

La necessità di questo nuovo congedo è confermata anche dalla scienza che riconosce i grandi benefici che comporta per un padre il concedersi lo stesso ruolo accudente della madre, dimostrando anche come i bambini cresciuti con i padri accanto siano più sereni e più felici. Come spiega Alberto Pellai (nella foto),  medico, psicoterapeuta e ricercatore, Dip. Scienze Biomediche, Università degli Studi di Milano: “Il coinvolgimento e la presenza costante del padre nelle prime settimane di vita del bambino offrono numerosi vantaggi a tutte le persone che appartengono al nucleo all’interno del quale quel bambino viene accolto”.

prof. alberto pellai

Sono molti i benefici di un papà presente, per esempio: “Funge anche da potente stabilizzatore emotivo per l’altro genitore”, aggiunge Pellai. “Molte ricerche evidenziano come tra i fattori di protezione principale nei confronti del rischio di depressione post-partum della mamma ci sia la capacità del neopapà di coinvolgersi attivamente, sin dai primi giorni, nell’accudimento e nella cura del bambino. Il papà coinvolto e presente non è un “mammo”, ovvero un sostituto delle funzioni materne, bensì è un padre a tutti gli effetti che impara a costruire un modello di co-genitorialità in cui l’interdipendenza, il supporto e la cooperazione reciproca tra i due genitori diventa una risorsa fondamentale per la costruzione del nuovo equilibrio di vita e di coppia”.

È un cambiamento che investe positivamente ogni componente della famiglia, contribuendo anche a un’evoluzione della relazione affettiva. Ed è evidente che nella sfera lavorativa di entrambi i genitori questo tipo di iniziative fa emergere un nuovo equilibrio positivo.
“I neogenitori che collaborano (entrambi e fin da subito) alla cura e crescita del proprio bambino, possono generare nuovi equilibri anche rispetto ai propri progetti professionali e sfuggire a quelle aspettative ancorate a pregiudizi, stereotipi e tradizioni che spesso hanno portato a ri-suddividere compiti, ruoli e aspettative in modo differente, non equilibrato e non negoziato tra madre e padre”, sottolinea Pellai.

Che cos’è Nestlé Baby Leave?

La nuova parental policy di Nestlé nasce, infatti, anche dalla consapevolezza del difficile contesto sociale e culturale che caratterizza il nostro Paese in materia di genitorialità condivisa e gender balance. Da sempre attenta a queste tematiche, con la “Nestlé Baby Leave” l’azienda mira a scardinare gli stereotipi che considerano, tuttora, la cura del figlio in età neonatale come una responsabilità esclusivamente femminile, offrendo una misura concreta rivolta a valorizzare la genitorialità delle persone, anziché costituire una delle cause del divario di genere nel mondo del lavoro.

Una misura innovativa perché, come spiega Pellai: “Il congedo di paternità di durata trimestrale aiuterà gli uomini ad abitare la propria paternità con maggiore consapevolezza emotiva e a costruire un legame di attaccamento positivo ed efficace con il proprio bambino. Al tempo stesso permetterà alle donne di coinvolgersi più serenamente nel proprio progetto di maternità e di affrontarlo con più risorse da mettere in gioco nel processo di conciliazione famiglia-lavoro, un processo che finalmente vede protagonisti nelle scelte e nella costruzione di nuovi equilibri anche gli uomini”.

 

 

 
 
 

In sintesi

Quanti giorni spettano al papà per la nascita di un figlio?

Trasformare il maschile per cambiare il mondo è una sfida della società e anche responsabilità delle aziende virtuose. Sfida che Nestlé ha raccolto già da tempo e che ora va ad ampliare: la nuova policy rappresenta infatti un importante passo in avanti non solo rispetto ai dieci giorni previsti attualmente dalla legislazione italiana, ma anche rispetto alle politiche adottate finora dall’azienda stessa che, già dal 2012 e per prima in Italia, ha introdotto due settimane aggiuntive di congedo retribuito per il lavoratore padre o secondo caregiver, misura che dal prossimo mese verrà superata dalla “Nestlé Baby Leave”.

 

 

 

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