Se lui ha la depressione post parto

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 17/05/2013 Aggiornato il 17/05/2013

La depressione post parto non è un problema solo delle donne. Sempre più uomini, infatti, vivono un disagio emotivo e psicologico dopo la nascita del bambino. Come affrontare la situazione?

Se lui ha la depressione post parto

La nascita di un figlio è un evento gioioso, ma anche un enorme cambiamento per tutta la famiglia e la depressione post parto materna è un disturbo che si declina anche al maschile, colpendo i neopapà.  Secondo una recente ricerca inglese, più del 4% degli uomini che hanno appena avuto un figlio ne soffre, contro il 10% delle donne. La ricerca è stata condotta dalla Oxford University su un campione di 38 neopadri con bambini di appena tre mesi. Una quota significativa di questi neopapà dava chiari segni di tristezza cronica, scarsa comunicazione con il bebè e trascuratezza. Se da una parte, dunque, i padri di oggi si prendono cura più che in passato dei figli, dall’altra un buon numero di loro viene sopraffatto, nei primi mesi di vita del bambino, da un senso di inadeguatezza, tristezza e  solitudine. La depressione post parto maschile è quindi un fenomeno sempre più diffuso, di cui si parla però poco e che si tende culturalmente a “minimizzare” perché il maschio è ancora considerato il “sesso forte”.

Un problema con tante cause

La depressione maschile post parto nasce da una serie di fattori. Spesso il problema scaturisce da un confronto tra l’attuale situazione e quella che l’ha preceduta: la coppia stava vivendo un momento passionale, c’era un senso di affinità e di appagamento totali. La nascita del figlio spezza inevitabilmente l’idillio perché la nuova situazione richiede alla donna un’attenzione totale per il piccolo. Non solo: molto spesso vi è un parallelo calo di desiderio sessuale della compagna, che conduce l’uomo a un senso di frustrazione. Spesso, poi, la donna, assorbita dalle gioie e dalla fatica della maternità, non dà peso al disagio del partner. Insomma, l’uomo si può sentire sempre più solo e trascurato. Questa sensazione peggiora se la neomamma tende a escludere il compagno dalle normali azioni di vita quotidiana relative alla cura del bebè.

La compagna può essere d’aiuto

La depressione post parto maschile va innanzitutto riconosciuta e affrontata. Il primo passo è parlarne con la propria compagna e con il medico, che saprà consigliare l’uomo sui passi da fare. È importante che il padre sia coinvolto e si interessi fin da subito alla cura del bebè, occupandosi di piccoli compiti quotidiani: dal cambio del pannolino al bagnetto. Se ci si sente “goffi” o inadeguati, bisogna provarci comunque, chiedendo aiuto alla compagna. Se è lei a escludere il partner dalla cura del bambino, bisogna parlarle con dolcezza e farle capire che, invece, è molto importante essere complici anche dal punto di vista della genitorialità. Esistono poi tecniche specifiche di rilassamento, terapie comportamentali e di gruppo, cioè basate sull’auto-aiuto da parte di padri che già hanno sofferto dello stesso problema. Se tutto ciò non bastasse, si può ricorrere alle cure farmacologiche con l’aiuto di uno psicoterapeuta. 

 

In breve

IL PAPA' DEVE SENTIRSI COINVOLTO FIN DALLA gravidanza

Il futuro papà dovrebbe essere coinvolto nei vari “appuntamenti” che conducono alla nascita del bambino: dalle visite al corso preparto. Poi, appena nato il bimbo, il padre deve imparare a occuparsi di lui (cambiandogli il pannolino, facendogli il bagnetto…).

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Influenza con variante K: può causare (anche) la cistite?

22/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio.   »

Tampone vaginale: può essere pericoloso in gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti