Tumori ai testicoli, uomini troppo spesso vittime dei tabù

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 10/05/2018 Aggiornato il 02/08/2018

Diagnosi precoce sempre molto difficile a causa dei tabù per i tumori ai testicoli o al pene. Gli uomini faticano a sottoporsi a visite specialistiche e spesso sono i problemi di infertilità a rivelare la presenza di gravi patologie

Tumori ai testicoli, uomini troppo spesso vittime dei tabù

In tema di prevenzione, gli uomini risultano ancora troppo restii a sottoporsi a visite specialistiche. Questa tendenza, condizionata da tabù e scarsa cultura della prevenzione, porta a diagnosi spesso tardive. Gli uomini scoprono così di essere affetti da tumori ai testicoli o al pene solo quando si sottopongono, per esempio, a visite per problemi di infertilità.

Poche visite specialistiche

I dati di accesso a visite urologiche degli uomini sono allarmanti e non accennano a migliorare. Nel corso della propria vita ben otto uomini su dieci non si sottopongono nemmeno a una visita specialistica. Come sottolinea Roberto Salvioni, direttore del reparto di Chirurgia Urologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, stupisce questa tendenza prettamente maschile di recarsi dall’oncologo solo in presenza di una patologia ormai in fase avanzata. Non è raro, prosegue Salvioni, che la diagnosi di tumori ai testicoli o al pene avvenga quasi per caso, contestualmente a visite per problemi di infertilità.

Emergenza Hpv

I dati in tema di tumori maschili non fanno che sottolineare l’emergenza. Nel resoconto relativo al 2017 sono attesi circa 2.500 nuovi casi di tumori da Papilloma virus, che equivalgono all’1% di tutti i tumori maschili riscontrati. Occorre però fare una distinzione dettata dalle fasce di età. Sotto i 50 anni, infatti, questo tipo di problema è abbastanza frequente e rappresenta il 12% di tutti i casi riscontrati. Discorso diverso per gli over 50, per i quali questa forma di neoplasia risulta molto rara.

I giovani sono più a rischio

In tema di tumore ai testicoli, il trend non cambia e sono sempr i giovani a correre i rischi maggiori. In generale, i dati dimostrano un preoccupante +1,9% annuo di crescita delle percentuali di incidenza. L’infezione da Hpv aumenta di 4-8 volte il rischio di andare incontro a patologie più gravi. Il consiglio degli esperti non può che essere quello di vaccinare i ragazzi contro il Papilloma virus.

Gli accorgimenti salvavita

Per invertire la tendenza dell’aumento di tumori maschili sarebbero sufficienti un paio accorgimenti “salvavita” da introdurre a partire dal decimo anno di età. In prima battuta, è fondamentale iniziare i ragazzi a tutta una serie di pratiche atte a monitorare lo stato di salute dei genitali attraverso l’autopalpazione. A ciò occorre affiancare una corretta e costante pulizia delle zone intime, soprattutto nel periodo delle prime esperienze sessuali e, in particolare, per gli uomini che alla nascita non sono stati circoncisi. Infatti, nelle popolazioni in cui questa pratica è presente, il rischio di tumore al pene è molto basso. Ciò è dovuto all’assenza del prepuzio che, in chi non è circonciso, tende a trattenere secrezioni, portando a irritazioni croniche, da cui possono svilupparsi problemi più gravi.

 

 

 
 
 

DA SAPERE

In Italia, le percentuali di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si assestano intorno al 90% per tumori ai testicoli e intorno al 74% dei casi per quanto riguarda i tumori al pene.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Piccolissima con coliche ravvicinate: che fare?

26/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati.   »

In spiaggia libera cosa può mangiare una bimba di 11 mesi?

25/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti.   »

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

22/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

20/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Fai la tua domanda agli specialisti