Tumori della prostata: svelata la mappa dei geni responsabili

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 10/11/2015 Aggiornato il 10/11/2015

La mappa delle mutazioni genetiche coinvolte nei tumori alla prostata aiuterà a personalizzare le cure, salvando la vita a molti uomini

Tumori della prostata: svelata la mappa dei geni responsabili

I geni responsabili del tumore alla prostata sono stati decifrati. Grazie a questa scoperta, sarà possibile mettere a punto farmaci più mirati per combattere questa malattia che oggi colpisce circa 42mila italiani ogni anno. Il tumore della prostata è la neoplasia più frequente nel sesso maschile e rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati a partire dai 50 anni di età. L’anticipazione diagnostica permette un trattamento tempestivo, ma spesso l’identificazione della malattia arriva troppo tardi.

Identificati i geni coinvolti

La mappa genetica messa a punto da ricercatori britannici e americani può aiutare ad anticipare la diagnosi. L’hanno chiamato la “Stele di Rosetta” e consiste in un elenco completo delle mutazioni genetiche coinvolte nello sviluppo di tumore alla prostata metastatico. Grazie al fatto che i geni responsabili del tumore alla prostata sono stati decifrati, si possono personalizzare le cure a seconda delle alterazioni genetiche presenti nel tumore.

Coinvolti anche in altri tumori

I ricercatori hanno raccolto i campioni di 150 malati con carcinomi alla prostata metastatici resistenti ai trattamenti standard. In quasi due terzi, sono state identificate alterazioni di una molecola che interagisce con l’ormone maschile androgeno. Il 20% aveva mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2, noti per il ruolo nello sviluppo del cancro al seno e all’ovaio. Studi dell’Institute of Cancer Research e al Royal Marsden di Londra hanno messo in luce che questa categoria di neoplasie alla prostata può essere curata con i medicinali PARP-inibitori. Inoltre sono state individuate mutazioni nuove per il cancro alla prostata, tra cui quelle legate ai geni PI3K e RAF, contro i quali esistono già cure in sperimentazione.

Più facile individuare chi è a rischio

Gli scienziati hanno compiuto un’analisi completa del genoma: i geni responsabili del tumore alla prostata sono stati decifrati ed è emerso che l’8% dei partecipanti era nato con errori del DNA che li predisponevano a sviluppare un carcinoma prostatico. La mappa servirà, dunque, anche a individuare le persone da sottoporre a screening genetico. A differenza di altre forme tumorali, infatti, per queste malattie non esiste un programma di screening di massa. La malattia non ha sintomi specifici e ben definiti. Per questo, molte volte, si arriva a una diagnosi tardiva. Delle 35mila nuove diagnosi che si registrano ogni anno in Italia, circa la metà interessa un uomo ultra60enne. 

 

 

 

 
 
 

lo sapevi che?

 Quasi il 90% degli uomini con tumore alla prostata presenta mutazioni genetiche. La sopravvivenza per questi tumori si attesta oggi intorno al 91% a 5 anni dalla diagnosi.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Latti vegetali: si possono dare a un bimbo di 12 mesi in alternativa al latte vaccino?

23/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

I latti vegetali, quelli che si trovano negli scaffali del supermercato, a base per esempio di avena o soia o cocco, hanno composizione e calorie non in linea con le raccomandazioni delle società scientifiche, quindi non vanno bene per i bambini piccoli.  »

Stipsi in gravidanza: si può usare la magnesia?

23/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La magnesia si può utilizzare occasionalmente in caso di stitichezza conclamata, tenendo comunque presente che in gravidanza l'attività intestinale rallenta e che, se le feci non sono particolarmente dure, si può anche attendere l'evacuazione spontanea, magari aiutandosi con un microclisma.   »

Betabloccanti: si possono assumere in gravidanza?

23/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

I beta-bloccanti andrebbero sospesi entro la 12^ settimana di gravidanza e non perché causino malformazioni, ma in quanto possono interferire sui meccanismi grazie a cui il feto si adatta all'ipossia senza correre rischi.   »

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti