Prostata ingrossata: sintomi, fertilità e quando preoccuparsi. Il parere dell’esperto

Laura de Laurentiis A cura di Laura de Laurentiis Pubblicato il 23/01/2024 Aggiornato il 23/01/2024

L’intervento subito da re Carlo d’Inghilterra ha acceso i riflettori sui disturbi che possono colpire la prostata: e non è vero che, come erroneamente si ritiene, interessino solo gli anziani. Di fatto, anche negli uomini giovani questa ghiandola può andare incontro a problemi, mettendo a rischio la fertilità.

Prostata ingrossata: sintomi, fertilità e quando preoccuparsi. Il parere dell’esperto

Carlo d’Inghilterra è stato operato per un problema di prostata ingrossata, che gli aveva creato non pochi fastidi. Di buono c’è non solo che tutto si è risolto per il meglio, ma anche che quanto gli è accaduto ha messo in luce il delicato tema dei disturbi che possono interessare questa ghiandola, importantissima per la salute e la fertilità maschile. Di fatto, se la prostata si ammala può essere causa dell’impossibilità di procreare, mentre il suo aumento di volume può determinare la comparsa di sintomi spiacevolissimi.  

Della prostata si devono dunque preoccupare anche gli uomini giovani? Quali sono i disturbi che possono coinvolgerla portando a sterilità? Ci sono regole da seguire per conservarne a lungo il benessere? Lo abbiamo chiesto a un autorevole nome della nostra medicina, il professor Luca Carmignani, responsabile del reparto di Urologia, Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano e sostenitore del progetto SAM, dedicato alla salute maschile a cui ha dato vita la Fondazione Umberto Veronesi. 

Prostata: cos’è

La prostata è una ghiandola annessa all’apparato genitale maschile” spiega il professor Luca Carmignani.È  formata da una parte ghiandolare, a sua volta costituita da numerosissime microscopiche ghiandole, e da una parte muscolare. Si trova appena sotto la vescica e circonda il tratto superiore dell’uretra, il canale che attraversa il pene in tutta la sua lunghezza e da cui l’urina e il liquido seminale raggiungono l’esterno”. Il compito della prostata è concorrere alla produzione del liquido seminale e, in genere, fino ai 45 anni di età le sue dimensioni sono più o meno quelle di una castagna, con un peso di 20 grammi. Dai 45 anni in avanti inizia ad aumentare gradualmente di volume fino a dare luogo alla cosiddetta ipertrofia prostatica benigna. “Benigna” perché di fatto, anche se apre la strada a disturbi urinari, non comporta conseguenze irreparabili. “In questi giorni, di prostata e disturbi annessi si sta parlando tanto per l’intervento subito da Carlo d’Inghilterra”, sottolinea Carmignani, “e ironia della sorte vuole che un paio di secoli fa, la prostata ingrossata fosse proprio la “malattia dei re”. La ragione è semplice: solo i regnanti, grazie all’alimentazione più variata e ai comfort su cui potevano contare, raggiungevano l’età in cui la prostata inizia ad aumentare di volume”.  

Prostata ingrossata: che relazione c’è con fertilità e qualità del seme?

Ci sono problemi che riguardano la prostata che possono avere come conseguenza l’infertilità. “Negli uomini giovani, i disturbi che la coinvolgono e che possono compromettere il numero e l’efficienza degli spermatozoi, rendendo impossibile concepire, sono le prostatiti” afferma Luca Carmignani. Si parla di prostatite per definire qualsiasi infiammazione che coinvolga la prostata. “Le prostatiti sono quasi sempre dovute all’aggressione da parte di batteri o di altri agenti infettivi con cui gli uomini giovani, nella maggior parte dei casi, vengono in contatto attraverso i rapporti sessuali. I sintomi delle prostatiti permettono di formulare subito la diagnosi: dolore al basso ventre e a volte al pene, presenza di sangue nello sperma, bruciore quando si fa pipì. Di solito per controllarle viene prescritta una cura con antibiotici”. 

I danni di una prostatite sono quasi sempre reversibili: quando la malattia guarisce anche la fertilità viene recuperata. “Solo il virus della parotite, comunemente detta orecchioni, può causare un’infiammazione della prostata così violenta da comportare una sterilità non risolvibile, quindi definitiva.” spiega Carmignani. 

“Con l’avanzare dell’età, è invece l’eventuale ingrossamento della prostata ad aprire la strada al rischio di infertilità e questo può essere un vero problema, visto che oggi non sono pochi gli uomini che decidono di avere un figlio dopo i 50 anni”. Il professore poi precisa che non è necessario che l’aumento di volume della prostata sia estremamente significativo per compromettere la possibilità di concepire. “A volte anche un ingrossamento contenuto può creare un’ostruzione dei dotti deferenti (cioè i canali attraverso cui gli spermatozoi al momento dell’eiaculazione vengono emessi all’esterno) e quindi impedire all’uomo di procreare”. 

Ipertrofia prostatica benigna  

Per quanto riguarda l’ipertrofia prostatica benigna, esattamente quella che ha costretto re Carlo a sottoporsi all’intervento, è una condizione definita fisiologica perché è la risultante di un processo di trasformazione naturale che coinvolge la ghiandola. “In genere, la prostata comincia ad aumentare di volume intorno ai 45 anni di età per raggiungere, a mano a mano che il tempo passa, dimensioni via via più importanti”. 

Sintomi prostata ingrossata e quando preoccuparsi 

“Si stima che tra i 40 e i 50 anni di età sia interessato da ipertrofia prostatica circa l’8 per cento della popolazione maschile”, continua il professore, “ma la percentuale sale almeno al 90 per cento tra gli over 80. Nei casi peggiori può raggiungere un peso anche superiore ai 300 grammi. La diagnosi viene fatta mediante la visita urologica ed eventualmente l’ecografia”. 

Non si muore di prostata ingrossata, però la qualità della vita peggiora sensibilmente per i disturbi legati alla minzione (fare pipì) che automaticamente si associano all’ipertrofia. “In particolare, i sintomi della prostata ingrossata si manifestano con l’urgenza di urinare, la necessità di farlo con grande frequenza e di alzarsi anche più volte di notte per andare in bagno, lo sgocciolio dopo aver fatto pipì, l’indebolimento del getto che può rendere difficile iniziare a svuotare la vescica e poi riuscirci completamente”. Il professor Carmignani sottolinea inoltre che la prostata ingrossata può impedire la produzione di spermatozoi validi e questo spiega perché sia così importante anche per l’uomo non rimandare troppo nel tempo la decisione di diventare padre. 

Ipertrofia prostatica: la cura 

Cure vere e proprie non ce ne sono, nel senso che non esistono medicine in grado di riportare la prostata alle sue dimensioni originarie, mentre sono disponibili farmaci che possono migliorare i sintomi. Si può contare anche su integratori, in particolare contenenti l’estratto di una pianta originaria degli Stati Uniti, la serenoa repens, che possono ridurre, sia pure non in maniera davvero soddisfacente, il volume della ghiandola. 

“L’intervento chirurgico attraverso cui si asporta una porzione della ghiandola rimane ancora la soluzione che meglio aiuta a risolvere i problemi legati all’ingrossamento. Oggi esistono tecniche mininvasive, con il laser o in laparoscopia, che assicurano buoni risultati esponendo a pochi rischi”. Va detto, però, che l’intervento di resezione della prostata rende nella maggior parte dei casi impossibile l’eiaculazione, mentre saltuariamente possono persistere disturbi urinari (anche se meno accentuati di prima). 

“L’operazione non ha come conseguenze né la perdita del desiderio né il deficit dell’erezione, però comunque non è più possibile procreare, se non optando per le tecniche di fecondazione medicalmente assistita, che consentono di prelevare gli spermatozoi direttamente dai testicoli. Va ricordato, inoltre, che prima dell’intervento sulla prostata si può ricorrere alla crioconservazione degli spermatozoi. Per questo ci si deve far guidare dagli operatori del reparto di urologia a cui ci si affida.” spiega Carmignani.

Prostata: calendario controlli

“I controlli sulla prostata vanno effettuati, insieme ad altre indagini, sia quando una coppia non riesce a concepire, per verificare che l’infertilità non dipenda dall’uomo, sia ogni  uno-due anni (a giudizio del medico curante) a partire dai 45 anni di età per scoprire tempestivamente l’eventuale presenza di un carcinoma. Se invece c’è una familiarità per tumore alla prostata i controlli vanno iniziati prima” dice il professor Luca Carmignani.  Le indagini base sono la visita urologica e il dosaggio nel sangue dell’antigene prostatico specifico, più noto come PSA. “È una particolare sostanza, una glicoproteina per la precisione, che viene prodotta dalla prostata per aumentare la motilità degli spermatozoi. I suoi valori, se troppo alti rispetto alla soglia di normalità, sono indicatori della presenza di un tumore”. I valori normali in un uomo giovane non devono superare i 2,5 ng/ml (nanogrammi per millilitro di sangue), mentre in un uomo di 70 anni il limite è 4 ng/ml. “Nel caso in cui l’esame del sangue evidenzi valori più alti del desiderabile si devono fare altre indagini, prima tra tutte la risonanza magnetica” afferma il professor Carmignani.

Prostata: il benessere

“Esattamente come per tutti gli altri organi del corpo, anche la possibilità di conservare il benessere della prostata nel tempo è strettamente legato allo stile di vita. “Le regole da seguire, che possono aiutare a rallentare il processo di ingrossamento del suo volume, mantenendola efficiente il più a lungo possibile sono le stesse che tengono lontani diabete, arteriosclerosi, ipertensione, che sono tutte malattie da iniziare a prevenire quando si è giovani” spiega il dottor Carmignani. “Partendo dal presupposto che i fattori che favoriscono la prostata ingrossata sono il sovrappeso, il fumo, la vita sedentaria, l’alimentazione scorretta (troppi grassi animali e troppi zuccheri semplici), il consumo eccessivo di alcol, si possono comprendere facilmente quali indicazioni sia importante seguire”.

Dunque, l’elenco è ormai ben noto:

  • non bere alcolici (salvo un bicchiere di vino al giorno),
  • non fumare,
  • mantenere il proprio peso ideale,
  • seguire un’alimentazione varia e ben bilanciata, ragionevolmente calorica (poca carne, pochi formaggi, molta verdura)
  • fare movimento con regolarità.

“E naturalmente sottoporsi regolarmente ai controlli di cui abbiamo parlato”.    

 
 
 

In breve

Nell’immaginario comune è ben radicata l’idea che i disturbi legati alla prostata siano una “esclusiva” della quarta età. Ma le cose non stanno così: anche in un uomo giovane questa ghiandola può dare problemi che vanno a ripercuotersi sulla sua fertilità.   

 

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