Le più belle filastrocche e poesie sulla Befana da insegnare ai bambini

Angela Bruno A cura di Angela Bruno Pubblicato il 21/12/2025 Aggiornato il 07/01/2026

Sono divertenti e facili da imparare: rime allegre sulla simpatica vecchina che ogni anno arriva con piccoli doni per tutti i bimbi buoni, accompagnate da filastrocche e poesie anche sui Re Magi.

Filastrocche Befana

Le filastrocche e le poesie sull’Epifania mettono in versi le caratteristiche principali della vecchina che arriva nella notte del 6 gennaio portando dolciumi ai bimbi buoni e carbone a quelli che hanno combinato qualche marachella.

L’abbigliamento povero, le calze bucate e il fatto di arrivare volando sulla scopa con la sua gerla piena di doni sono senza dubbio gli aspetti che vengono più spesso messi in luce sia nelle filastrocche divertenti che nelle poesie d’autore.

Ma non è l’unica protagonista dell’Epifania: ci sono anche i tre Re Magi che portano in dono a Gesù Bambino oro, incenso e mirra. Anche a loro sono dedicate tante poesie d’autore da leggere insieme ai nostri bambini.

Filastrocche famose

Forse la filastrocca sulla Befana più famosa, che quasi tutti i bimbi conoscono, è:

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
col cappello alla romana,
viva viva la Befana!

Ci sono però altre filastrocche celebri che i nostri bambini possono imparare nell’attesa dell’Epifania.

La Befana

Vecchia, dev’essere vecchia davvero
sono 2000 anni che cammina.
Proprio non so come faccia la vecchina
a portare con sé un negozio intero.
Dentro quel sacco ce ne son di cose:
trombe, trenini, bambole e pistole
palle e fucili quante se ne vuole.
Son faccende, a dir poco misteriose.
Come scenda, ad esempio, negli oscuri
e stretti fori dei camini e vada
per monti e valli, lungo la sua strada,
e nessuno dimentichi e trascuri.
(Massimo Grillandi)

La Befana

Con la diaccia tramontana
è arrivata la Befana
e gironzola in calzini
tra comignoli e camini
che l’aspettano impalati,
sorridenti e affumicati.
“Qui” un comignolo l’avverte
“c’è un piccin che si diverte
tutto il giorno: un fannullone!”.
“Ecco, cenere e carbone!”.
“Qui c’è un bimbo giudizioso?
Ecco un dono generoso,
ma al fratello negligente
lascio subito un bel niente.
C’è una bimba vanerella?
Ecco qua la paperella,
ma il giocattolo più bello
lo regalo a un orfanello:
per un attimo il sorriso
tornerà sul mesto viso.
(E. Zedda)

La Befana con il razzo

La Befana quest’anno è arrivata a bordo di un razzo,
con armadi zeppi di doni.
Davanti ad· ogni armadio, c’era un robot elettronico
con tutti gli indirizzi dei bambini.
Non solo dei buoni, ma di tutti: perché bambini cattivi
non ne esistono, e la Befana, finalmente, lo ha imparato.
(Gianni Rodari)

La Befana

Viene, viene la Befana
da una terra assai lontana,
così lontana che non c’è…
la Befana, sai chi è?
La Befana viene viene,
se stai zitto la senti bene:
se stai zitto ti addormenti,
la Befana più non senti.
La Befana, poveretta,
si confonde per la fretta:
invece del treno che avevo ordinato
un po’ di carbone mi ha lasciato.
(Gianni Rodari)

Filastrocche divertenti

L’aspetto buffo della Befana si presta bene anche a buffe filastrocche, che con le loro rime piaceranno sicuramente a tutti i bambini.

Accadde alla Befana

Mentre andava la befana
nella casa di un bambino,
s’impigliò con la sottana
sopra il bordo del camino.
Per lo strappo il grosso sacco
le sfuggì, cadde di sotto,
non restò nemmeno un pacco
che non fosse tutto rotto.
“Che disastro, che disdetta”
sotto il cielo cupo e bigio,
mormorava la vecchietta.
“Ci vorrebbe un bel prodigio”.
Poi, facendo un gran sorriso,
verso il cielo volse gli occhi
ed il sacco, all’improvviso,
fu ancor pieno di balocchi.
“Che un bambino attenda invano
non sia mai, parola mia”
disse la befana, piano.
Poi riprese la sua via.
(Maria Loretta Giraldo)

È tornata la Befana

Sulle spalle ha tanti sacchi
e li posa sui camini
tira fuori sorridente
i regali per i bambini.
Bambole e trenini
giostre e orsacchiotti,
dischi e grembiulini,
dolci e biscottini.
Ma più bello ancora
essa sa donare
una grande gioia
che non si può scordare.
(C. Rosselli)

La Befana

La befana vien pianino
cala giù per il camino,
porta ai bimbi che son buoni
tante chicche, tanti doni.
Ma se buoni non sarete,
nella calza troverete,
come chicchi, come doni,
aglio, cenere e carboni.
(M. Maltoni)

Mi hanno detto

Mi hanno detto, cara Befana,
che tu riempi la calza di lana,
che tutti i bimbi, se stanno buoni,
da te ricevono ricchi doni.
Io buono sono sempre stato,
ma un dono mai me l’hai portato.
Anche quest’anno nel calendario
tu passi proprio in perfetto orario,
ma ho paura, poveretto,
che tu viaggi in treno diretto:
un treno che salta tante stazioni
dove ci sono bimbi buoni.
Io questa lettera ti ho mandato
per farti prendere l’accelerato!
O cara Befana, prendi un trenino
che fermi a casa d’ogni bambino,
che fermi alle case dei poveretti
con tanti doni e tanti confetti.
(di Gianni Rodari)

La Befana

Sono una nonna simpatica e strana
grandi e piccini mi chiamano Befana.
Porto sempre gli stessi vestiti,
ormai logori, vecchi e scuciti.
Sopra la gonna mi metto il grembiule
che tiro fuori dal vecchio baule.
Quando arriva l’Epifania
inizio a lavorare con energia.
Per le calze di tanti colori
preparo chicche di mille sapori.
In un lungo calzettone
metterò aglio, cipolla e carbone.
La testa mi copro con lo scialle
poi sistemo il sacco sulle spalle.
Sono una nonna simpatica e strana
grandi e piccini mi chiamano Befana!
(Patrizia Nencini)

Giungerà all’Epifania

M’han detto: “la Befana
non è poi tanto lontana,
sulla scopa è già per via
giungerà all’ Epifania!
Porterà pei bimbi buoni
chicche, dolci, panettoni
e milioni di altri doni”.
Lietamente la calzetta
preparai con grande fretta:
la Befana qui passò
la mia casa visitò
tutto questo mi portò…
(Iolanda Colombini)

Chi sarà?

Toglie addobbi agli alberelli,
ai presepi i pastorelli,
lascerà dietro una scia
tutta di malinconia.
Ma ai bambini più piccini
donerà calze e dolcini.
È, da sempre, la più anziana.
Chi sarà? Ma è la…
(Teresa Zaccuri)

Alla Befana

O Befana, Befanina,
non passare tanto in fretta,
non scordar la mia casina,
non scordar la mia calzetta!
Al cicchetto ho preparato
un pugnel di fave e fieno,
un canestro ti ho lasciato
di cicchetti tutto pieno.
Tu, venendo a notte fonda,
quando dormo e penso a te,
la mia calza fai ben tonda;
sarò lieto come un Re!
(Mario Giusto)

Filastrocche Befana

Foti di revac film’s&photography da Pexels

Poesie d’autore sulla Befana

Anche tanti autori famosi hanno messo in versi i loro pensieri più profondi sull’Epifania e sulla figura della Befana.

La Befana

Vien da lontano, per le vie nevose,
lascia giù, al cancello del giardino,
il somarello, e tra le sue calzette
una ne sceglie per ciascun bambino
e gliela porta: e sal dritta e sicura
per ogni stanza, sia pur chiusa e scura.
In ogni stanza di bambini buoni
entra pian piano, e il loro sonno spia:
e ai piedi del lettino lascia i suoi doni.
(Piero Calamandrei)

Era sempre lei

Nonna, ai tuoi tempi c’era la Befana?
E la nonna sorride e dice: “Sì
Se mi ricordo! L’alba era lontana,
era ancor notte, non spuntava il dì:
ma presto andavo accanto al focolare
dov’era la mia calza ad aspettare…”
Mamma, ai tuoi tempi la Befana c’era?
E la mamma sorride e dice: “Si.
Era d’inverno, ma come primavera
mi pareva che fosse quel bel dì…
Mi alzavo quasi all’alba, in tutta fretta
e correva a cercar la mia scarpetta…”
E passa il tempo, il mondo avanti va:
e la Befana antica è ancora qui;
per i monti valli e isole e città
ritorna come un tempo, in questo dì;
è sempre lei, non può mutare più
perché c’è sempre al mondo gioventù.
(Alessandro Galante Garrone)

La Befana

Discesi dal lettino
son là presso il camino,
grandi occhi estasiati,
i bimbi affaccendati
a metter la calzetta
che invita la vecchietta
a portar chicche e doni
per tutti i bimbi buoni.
Ognun chiudendo gli ochi,
sogna dolci e balocchi;
e Dori, il più piccino,
accosta il suo visino
alla grande vetrata
per veder la sfilata
dei Magi, su nel cielo,
nella notte di gelo.
Quelli passano intanto
nel lor gemmato manto,
e li guida una stella
nel cielo, la più bella.
Che visione incantata,
nella notte stellata!
E la vedono i bimbi,
come vedono i nimbi
agli Angeli festanti
ne’ lor candidi ammanti.
(Guido Gozzano)

La Befana

Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso, or più lontano.
Piano, piano, piano, piano.
Chi c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Chi c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda… Tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda… Ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! Tre calze e tre lettini…
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolano le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitano le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra:
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda… Tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti…
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila…
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana va sul monte.
Ciò che vede e ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sul bianco monte.
(Giovanni Pascoli)

La Befana è una vecchietta

Vien da lontano, per le vie nevose,
lascia giù, al cancello del giardino,
il somarello, e tra le sue calzette
una ne sceglie per ciascun bambino
e gliela porta: e sal dritta e sicura
per ogni stanza, sia pur chiusa e scura.
In ogni stanza di bambini buoni
entra pian piano, e il loro sonno spia:
e ai piedi del lettino lascia i suoi doni.
(Jolanda Restano)

Poesie sull’Epifania

L’Epifania tradizionalmente è il giorno che ricorda l’arrivo dei Re Magi da Gesù Bambino per rendergli omaggio con i loro doni: oro, incenso e mirra. Proprio loro sono i protagonisti di alcune poesie sull’Epifania.

Epifania

Pastorelli, pastorelli,
con in braccio la cornamusa
e gioia sul viso diffusa,
dove andate così snelli?
Udiste forse qualche nuova
che il cuore vi muova?
E voi Re Magi dalla rossa sella
che camminate dietro la stella,
portando un sacco di doni,
e parete così buoni
con la barba e l’occhio mite,
chi cercate? Dite, dite,
e i tesori a chi li offrite?
Oh, se andate a Betlemme
con quel corteo di gemme
deh, pigliatemi con voi!
Ch’io lo veda il fanciullino
fasciato nel pannolino,
tra l’asino e il bue suoi,
che gli fiatano vicino!
(Angiolo Silvio Notaro)

I Re Magi

Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro.
(Gabriele D’Annunzio)

Filastrocche Befana

Foto di iessephoto da Pixabay

Epifania

Non ho come i magi
che sono dipinti sulle immagini
dell’oro da recarti.
Dammi la tua povertà.
Non ho neppure, Signore,
la mirra dal buon profumo
né l’incenso in tuo onore.
Figlio mio, dammi il tuo cuore.
(Francis Jammes)

Natale sulla Terra

Dallo stesso deserto, nella stessa notte,
sempre i miei occhi stanchi si destano
alla stella d’argento, sempre,
senza che si commuovano
i Re della vita, i tre magi,
cuore, anima, spirito.
Quando ce ne andremo di là
dalle rive e dai monti,
a salutare la nascita del nuovo lavoro,
la saggezza nuova,
la fuga dei tiranni e dei demoni,
la fine della superstizione,
ad adorare – per primi! –
Natale sulla terra.
(Arthur Rimbaud)

Epifania

Eran partiti da terre lontane:
in carovane di quanti e da dove?
Sempre difficile il punto d’avvio,
contare il numero è sempre impossibile.
Lasciano case e beni e certezze,
gente mai sazia dei loro possessi,
gente più grande, delusa, inquieta:
dalla Scrittura chiamati sapienti!
Le notti che hanno vegliato da soli,
scrutando il corso del tempo insondabile,
seguendo astri, fissando gli abissi
fino a bruciarsi gli occhi del cuore!
Naufraghi sempre in questo infinito,
eppure sempre a tentare, a chiedere,
dietro la stella che appare e dispare,
lungo un cammino che è sempre imprevisto.
Magi, voi siete i santi più nostri,
i pellegrini del cielo, gli eletti,
l’anima eterna dell’uomo che cerca,
cui solo Iddio è luce e mistero.
(David Maria Turoldo)

I Tre Santi Magi

I tre santi Re Magi dall’Oriente
chiedono in ogni piccola città:
“Cari ragazzi e giovinette,
dite, la strada per Betlemme è per di qua?”.
Né i giovani né i vecchi non lo sanno
e i tre Re Magi sempre avanti vanno;
ma una cometa d’oro li conduce
che lassù chiara e amabile riluce.
La stella sulla casa di Giuseppe
ecco s’arresta: là devono entrare.
Il bovetto muggisce, il bimbo strilla,
e i tre Re Magi prendono a cantare.
(Heinrich Heine)

Quanto manca a Betlemme?

Quanto manca a Betlemme?
Siete quasi alla meta.
Troveremo una stalla
sotto una stella cometa?
Il bimbo appena nato
potremo visitare?
Levando il chiavistello
ci lasceranno entrare?
L’asino, il bue, le pecore potremo accarezzare?
Gesù Bambino che dorme potremo contemplare?
Se lo accarezzeremo si sveglierà?
Saprà che siam venuti apposta fino qua?
I Re ricchi doni
e noi invece nulla,
solo sorrisi e lacrime offriamo alla tua culla.
Per tutti i bimbi stanchi pianger Maria dovrà.
Disteso sulla paglia il bimbo dorme già.
Dio in braccio alla madre,
bambini nel capanno
dormono come dorme chi ha il cuore senza affanno!
(Frances Chersteron)

In copertina foto di sara150578 da Pixabay

 
 
 

In breve

Per festeggiare con allegria il 6 gennaio, un modo sicuramente originale è insegnare ai bimbi delle poesie a tema, simpatiche o d’autore.

 

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