Giochi Olimpici: come spiegarli ai bambini

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli Pubblicato il 04/02/2026 Aggiornato il 04/02/2026

Una storia che arriva da lontano, simpatiche mascotte e tanti sport spettacolari da seguire insieme con il fiato sospeso: le Olimpiadi di Cortina 2026 sono l'occasione giusta per spiegare questo evento ai bambini

Giochi Olimpici

Ogni quattro anni i migliori atleti del mondo si riuniscono in un unico luogo per sfidarsi in moltissime discipline, ma senza dimenticare i valori di unione e fratellanza. Si tratta delle Olimpiadi, nate in tempi antichi e arrivate fino ai nostri tempi con il loro carico di valori e di spettacolarità.

Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 sono l’occasione giusta per spiegare ai bambini la storia dei Giochi Olimpici, la differenza tra Olimpiadi e Paralimpiadi e per fare il tifo per i propri atleti preferiti!

La storia dei Giochi Olimpici

Le Olimpiadi hanno origini davvero antiche, che risalgono a circa 3.000 anni fa. I primi giochi olimpici si svolsero intorno al 776 a.C. a Olimpia, nel Peloponneso, ed è proprio da qui che deriva il nome Olimpiadi.

In origine si trattava di gare di corsa dedicate a Zeus, in cui si sfidavano i campioni di diverse città della Grecia; non potevano partecipare stranieri, donne e schiavi. Nel corso del tempo si aggiunsero altre discipline come il lancio del disco e del giavellotto, la lotta, il salto in lungo, il pugilato e la corsa dei carri.

Nel 393 d.C. l’imperatore Teodosio abolì tutte le feste pagane, comprese le Olimpiadi, che però furono fatte rivivere nel 1894 dal barone francese Pierre de Coubertin, dirigente sportivo e pedagogo, con l’idea di riunire atleti e spettatori da tutto il mondo per promuovere non solo lo sport, ma anche la pace internazionale.

A questo proposito fondò il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e diede vita alle prime Olimpiadi dell’epoca moderna nel 1896 ad Atene. Visto il successo dei Giochi, venne stabilito di ripeterli ogni quattro anni in una città diversa.

Olimpiadi vs Paralimpiadi

Le Paralimpiadi sono riservate ad atleti che hanno una disabilità e in genere si svolgono subito dopo i Giochi Olimpici sia estivi che invernali.

La loro storia è più recente; nascono infatti nel 1948 da un’idea del neurologo inglese Ludwig Guttman, esperto in lesioni spinali, che immaginò di poter accelerare il recupero dei suoi pazienti – ex soldati feriti durante la Seconda Guerra Mondiale – proprio grazie allo sport.

Diventarono internazionali nel 1952 e arrivano in Italia nel 1960 con le Olimpiadi di Roma. Prevedono prove adattate a diverse disabilità, come ad esempio il volley seduto, il rugby in carrozzina e la corsa con guida per non vedenti. Attualmente le Paralimpiadi comprendono 28 discipline ufficiali: 22 per i Giochi estivi e 6 per quelli invernali.

Olimpiadi e Paralimpiadi invernali 

Le Olimpiadi invernali nascono nel 1924 a Chamonix, in Francia, con le prime discipline legate agli sport nordici e al ghiaccio. Nel corso del tempo le discipline sono aumentate fino alle attuali 16.

Le Paralimpiadi invernali sono nate invece nel 1976 in Svezia con lo stesso spirito delle Paralimpiadi, quello di offrire alle persone con disabilità la possibilità di gareggiare ad alti livelli anche nelle discipline sportive invernali. Sono previsti cinque sport: sci alpino, sci di fondo, biathlon, Hockey su slittino e curling su carrozzina.

Le Olimpiadi invernali di Cortina 2026 

Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio 2026, mentre i Giochi Paralimpici Invernali 2026 avranno luogo dal 6 al 15 marzo 2026. In programma per i Giochi Olimpici ci sono 16 discipline sportive con 116 competizioni, con la novità dello sci alpinismo, che si aggiunge agli sport più tradizionali.

Si tratta di un’edizione particolare, spesso definita la prima “Olimpiade diffusa” perché le sue gare non si svolgeranno in una sola località, ma saranno distribuite tra Milano, Cortina e le montagne della Valtellina e del Trentino – Alto Adige, con la cerimonia di chiusura a Verona.

Sport olimpici più conosciuti

Gli sport olimpici estivi sono circa 35, sia individuali che di squadra. Ci sono sport acquatici come nuoto in piscina, nuoto in acque libere, nuoto sincronizzato, tuffi e pallanuoto, ma anche atletica leggera con le sue varie discipline, basket, volley indoor e beach, boxe, canoa, canottaggio, vela, equitazione, scherma, golf, calcio, ginnastica artistica e ritmica, ciclismo, judo, skateboarding, tennis, arrampicata sportiva, rugby a 7 e molti altri ancora.

Il programma può variare leggermente da edizione a edizione con sport aggiuntivi opzionali. Gli sport più appassionanti da guardare insieme ai bambini in genere sono il nuoto, la ginnastica artistica, l’atletica leggera, il judo e la pallavolo, molto dinamici e adatti per scatenarsi con il tifo per i propri beniamini. Sono molto spettacolari anche alcune nuove discipline come ad esempio le gare di arrampicata sportiva, surf, skateboarding e BMX freestyle.

Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 prevedono 16 sport olimpici invernali, con il debutto dello sci alpinismo. In totale si potranno seguire competizioni di:

  • sci alpino
  • sci di fondo
  • sci freestyle
  • biathlon
  • bobsleigh
  • slittino
  • curling
  • pattinaggio di figura
  • pattinaggio di velocità
  • hockey su ghiaccio
  • combinata nordica
  • short track
  • skeleton
  • salto con gli sci
  • snowboard
  • sci alpinismo.

Simboli e Mascotte olimpiche più popolari

Le Olimpiadi sono ricche di simboli da conoscere e spiegare ai bambini e di simpatiche mascotte che sapranno conquistare anche i più piccoli.

I cinque cerchi olimpici

Questo simbolo è semplice e profondo allo stesso tempo. I cinque cerchi sono raffigurati su fondo bianco e sono blu, giallo, nero, verde e rosso. I colori non sono scelti a caso: li selezionò Pierre de Coubertin nel 1913 per richiamare le bandiere di ogni continente.

La spiegazione non ufficiale vuole che i cinque cerchi rappresentino inoltre i cinque continenti, intrecciati per rappresentare lo spirito di fratellanza che dovrebbe animare atleti e spettatori.

La fiamma olimpica

La fiamma olimpica è la protagonista di un rituale che si ripete ad ogni edizione: viene accesa a Olimpia, in Grecia, poi viene portata di corsa fino alla città sede dei Giochi con una staffetta che coinvolge diversi corridori, detti tedofori.

Quando la fiamma arriva a destinazione e accende il braciere che resterà acceso per tutta la durata dei Giochi hanno ufficialmente inizio le Olimpiadi.

Tina e Milo, le mascotte di Milano Cortina 2026

Le mascotte di questi giochi olimpici invernali sono due ermellini, Tina e Milo, disegnati dai bambini di una scuola calabrese. Il nome di Tina, l’ermellina bianca, è un diminutivo di Cortina: è creativa e crede nella potenza della bellezza e della natura. Milo – il suo nome viene da “Milano” – ha il manto scuro e una particolarità: è nato senza una zampetta, ma questo non gli impedisce di saltare e superare ogni ostacolo. È la mascotte delle Paralimpiadi.

A questi due animaletti si aggiungono i Flo, sei piccoli bucaneve che formano una squadra curiosa e irresistibile, simbolo di rinascita. Amano stare con gli amici e divertirsi, anche se talvolta questo li mette nei guai.

 
 

In breve

I Giochi Olimpici invernali sono alle porte: è l’occasione giusta per spiegare ai bambini cos’è lo spirito olimpico, la storia delle Olimpiadi e la differenza tra Olimpiadi e Paralimpiadi

 

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