A cura di “La Redazione”Pubblicato il 19/08/2019Aggiornato il 20/08/2019
Dal punto di vista strettamente medico, non ci sono controindicazioni a cercare, anche poco tempo dopo il parto, il secondo figlio. I tempi però cambiano se il primo bebè è nato per via naturale o con il cesareo
In genere, per fare il secondo figlio è consigliabile aspettare almeno sei mesi se si è avuto il parto naturale o un anno se il parto è stato cesareo. In questo modo, infatti, si concede il tempo necessario all’organismo per riprendersi dalla fatica (e nel caso del cesareo, alla ferita dell’utero di rimarginarsi bene) prima di mettere in cantiere un secondo figlio e sostenere un’altra gravidanza.
Incinta anche se si allatta
Tra l’altro, è utile sapere che è possibile rimanere incinta anche mentre si allatta. La nutrizione al seno, infatti, non è un contraccettivo affidabile come troppo spesso si pensa. È vero che l’ovulazione è contrastata dall’azione della prolattina (l’ormone della lattazione) ma, in realtà, soltanto in parte. Può sempre capitare che l’ovaio riprenda a funzionare, rendendo possibile il concepimento e l’avvio di una nuova gravidanza. Questo può capitare soprattutto quando le poppate iniziano a diradarsi o se la produzione di latte diminuisce improvvisamente.
In breve
È IMPORTANTE CHIEDERSI IL PERCHE’
Prima di programmare una seconda gravidanza, la coppia dovrebbe interrogarsi seriamente sulle motivazioni che la spingono in questa direzione. Farlo “solo” per dare un fratellino o una sorellina al grande o perché lo fanno anche gli amici non è una buona motivazione.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita. »
Nelle donne che seguono un'alimentazione vegane è comune la carenza di vitamina B12, quindi l'assunzione di integratori che la contengono diventa indispensabile. Ma se il deficit è lieve e la dieta include anche alimenti di origine animale non ci sono rischi per lo sviluppo del feto.
»
Sono gli adulti a dover trovare il modo di mediare i conflitti tra fratelli, anche pretendendo con affettuosa fermezza il rispetto di alcune regole base, prima tra tutte il divieto di offendersi con parolacce e insulti vari. »
I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio. »
Se la nausea si protrae oltre il primo trimestre, interferendo pesantemente sulla qualità della vita, diventa opportuno valutare opzioni terapeutiche che abbiano una maggiore efficacia rispetto ai tradizionali rimedi naturali. »
Il lasso di tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo contaminato e l'eventuale comparsa di sintomi da intossicazione dipende dal tipo di agente infettivo coinvolto. »
Bisogna sempre attendere l'8^ settimana prima di pronunciarsi rispetto al destino di una gravidanza e anche qui con un margine di errore dell'1% sull'esito favorevole dello sviluppo embrio-fetale. L'aspetto importante è che questo processo di selezione sia rispettato e compreso dalla donna. »
La scarsa tolleranza al magnesio potrebbe essere dovuta al fatto che non è ciò di cui si è carenti perché l'organismo, se ha bisogno di qualcosa, di solito ne fa tesoro. »
Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi. »