Eiaculazione precoce: colpiti 5 milioni di italiani

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 19/05/2015 Aggiornato il 19/05/2015

Il disturbo sessuale più diffuso fra gli uomini resta l’eiaculazione precoce. Ecco di cosa si tratta e come può essere affrontata

Eiaculazione precoce: colpiti 5 milioni di italiani

Il mito del maschio latino vacilla. Sono sempre più numerosi, infatti, gli uomini italiani che soffrono di disturbi sessuali. Al primo posto fra i più diffusi continua a piazzarsi l’eiaculazione precoce, che riguarda circa cinque milioni di nostri connazionali.

Gli ultimi dati

Secondo un recente studio presentato a Madrid, condotto dall’università Federico II di Napoli, nella speciale classifica dei disturbi sessuali maschili più diffusi la prima posizione è occupata dall’eiaculazione precoce, che interessa il 17% dei maschi italiani. Segue la disfunzione erettile, che affligge il 13% degli uomini, pari a circa tre milioni.

Di che cosa si tratta

Per eiaculazione precoce si intende l’incapacità di esercitare un controllo efficace sulla propria eiaculazione, che avviene poco dopo la penetrazione (uno o due minuti), se non addirittura prima. I medici parlano di eiaculazione precoce quando sono presenti queste tre condizioni: 

  • l’uomo eiacula in seguito a stimolazione sessuale minima, prima o durante la penetrazione vaginale;
  • l’uomo ha uno scarso controllo sull’eiaculazione;
  • subentrano conseguenze negative a livello personale, come insoddisfazione e frustrazione.

Le cause sono diverse

Molti pensano che l’eiaculazione precoce sia un problema psicologico. In realtà, solo talvolta il problema è provocato da ansia da prestazione, insicurezza e problematiche legate alla vita di coppia. In altri casi, all’origine ci sono problematiche fisico-organiche come malattie infettive urologiche, malattie neurologiche, ipersensibilità del glande (la parte terminale del pene), fattori genetici e congeniti.

Esistono varie soluzioni

Oggi, trattare l’eiaculazione precoce è possibile. Esistono, infatti, diverse soluzioni. Innanzitutto, un farmaco specifico per questo disturbo: la dapoxetina. Si tratta di una molecola in grado di aumentare il livello della serotonina, un neurotrasmettitore che controlla l’eiaculazione e la risposta sessuale maschile. Più i suoi livelli sono alti e più l’uomo riesce a controllare l’eiaculazione. Si può ricorrere poi a creme anestetiche locali, per ridurre l’insensibilità del glande, e a terapie psicologiche. Anche adottare tecniche comportamentali durante l’atto sessuale può aiutare a controllarsi meglio.

L’approccio migliore è quello combinato

Un’altra ricerca presentata all’Eau, realizzata dall’università di Palermo, ha messo a confronto la psicoterapia con la dapoxetina. In totale, sono stati coinvolti 150 uomini. Il 60% di loro soffriva di eiaculazione veloce primaria, una patologia cronica che non dipende da ansia e stress. Tutti sono stati curati per 20 settimane. Di questi, 60 hanno ricevuto la dapoxetina, 60 il farmaco associato alla psicoterapia e 30 solo la psicoterapia. Dall’analisi dei risultati è emerso che la terapia è più efficace è quella combinata: gli uomini che sono stati trattati sia con i farmaci sia con l’approccio psicologico hanno registrato un aumento significativo della performance, da 74,3 a 600 secondi.

 

 

  

In breve 

UN PROBLEMA DELLA COPPIA

La maggior parte delle persone crede che l’eiaculazione precoce sia un problema solo maschile. Invece, questo disturbo si riflette in maniera negativa anche sulla vita della coppia e sulla qualità di vita della donna. Anche per questo va affrontato il prima possibile: non bisogna vergognarsi, ma chiedere aiuto al medico.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti