A cura di “La Redazione”Pubblicato il 26/01/2017Aggiornato il 26/01/2017
È made in Italy il primo orgasmometro per donne, lo strumento che misura l’intensità dell’orgasmo femminile da 1 a 10
Argomenti trattati
Al Congresso della Siams (Società italiana di andrologia e medicina della sessualità) è stato presentato un nuovo strumento per misurare in modo semplice e veloce l’intensità dell’orgasmo femminile: l’ orgasmometro.
Come funziona
Si tratta di un test, ideato per la prima volta da un gruppo di ricercatori italiani, capace di valutare il grado di piacere delle donne durante un rapporto sessuale con una scala che va da 1 (nessun tipo di piacere) a 10 (il massimo del godimento). Emmanuele Jannini, presidente Siams e coordinatore del gruppo di studiosi che ha inventato l’ orgasmometro, spiega che il test è stato progettato in modo che le donne possano fermarsi a riflettere sul proprio orgasmo ed essere in grado di misurare l’intensità del piacere provato tramite una valutazione graduata.
Testato su 500 donne
Lo studio sull’orgasmo femminile è stato condotto su un campione di circa 500 donne con o senza problemi sessuali e ha evidenziato che un punteggio inferiore a 5 era associato a un minor piacere e maggiori possibilità di disturbi sessuali. Dalla ricerca è emerso anche che il piacere aumenta se maggiore è la sensazione per le donne di sentirsi lubrificate.
Anche per risolvere eventuali problemi
L’orgasmometro per le donne è uno strumento molto utile non solo per valutare l’intensità dell’orgasmo femminile ma anche per conoscere meglio se stesse e il proprio corpo e individuare eventuali problemi sessuali Conclude Jannini: “Troppo spesso si è parlato, anche a sproposito, del piacere femminile. È arrivato il momento di indagarlo meglio”.
lo sapevi che?
Due italiane su tre si dicono insoddisfatte della propria vita sessuale.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico. »
Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi. »
La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente. »
Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza. »
La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati. »
Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto. »
In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »