Rapporti sessuali: meglio dopo doppio tampone negativo

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 28/08/2020 Aggiornato il 28/08/2020

Secondo gli urologi sembra escluso il rischio di contagio, ma prima di riprendere i rapporti sessuali meglio aspettare di fare il doppio tampone. Tra le possibili conseguenze della malattia può esserci anche l'infiammazione dei testicoli

Rapporti sessuali: meglio dopo doppio tampone negativo

La Società italiana di urologia sta portando avanti uno studio per la valutazione delle alterazioni ormonali e della spermatogenesi() nei pazienti affetti da Covid-19. Secondo gli esperti la presenza del coronavirus nel liquido seminale, riscontrata nel 15% dei pazienti con infezione, può causare alterazioni nella produzione degli spermatozoi e nella funzione endocrina dei testicoli. Prima di riprendere i rapporti sessuali consigliano il doppio tampone.

Riduzione di testosterone

Dati preliminari mostrano come il Sars-Cov-2 possa determinare un’infiammazione su base vascolare, provocando gli stessi sintomi dell’orchite: dolore, vistoso gonfiore del testicolo e arrossamento dello scroto. Questo, a lungo termine, può creare le condizioni per un ipogonadismo, con conseguente ridotta produzione di testosterone. L’infezione, inoltre, può diminuire il desiderio sessuale, ma non vi sono prove che sia sessualmente trasmissibile. È vero però che il virus si trasmette attraverso i baci; chi ha avuto il Covid, deve quindi aspettare il secondo tampone negativo prima di riprendere i rapporti sessuali.

I dati sono contrastanti

Alcuni studi farebbero pensare a un possibile coinvolgimento del testicolo nel corso dell’infezione, probabilmente mediato da un’infiammazione locale o sistemica che potrebbe consentire a un’alta carica virale di superare la barriera emato-testicolare. A oggi però sono ancora poche le indagini condotte e pochi i campioni di pazienti coinvolti, per accertare la presenza del virus nel liquido seminale. I dati attualmente a disposizione non hanno dunque una completa validità scientifica oggettiva. Tuttavia, come per tutte le conseguenze post-Covid in generale, vanno considerati come una base di partenza in attesa di studi più ampi e attendibili che sono già in corso.

 

 
 
 

Da sapere!

Secondo Walter Artibani, segretario generale Siu, per quanto riguarda l’impatto sulla vita di coppia, non c’è alcun meccanismo fisio-patologico che colleghi il Covid alla disfunzione erettile. A provocare un calo del desiderio potrebbero essere l’aumento di prolattina e i ridotti livelli di testosterone collegati, oltre all’impatto sull’equilibrio psicologico.

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