Babysitter: quali domande fare, come sceglierla e quanto costa all’ora

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli Pubblicato il 01/09/2023 Aggiornato il 01/09/2023

Una baby sitter può essere davvero un aiuto prezioso per una famiglia, ma i dubbi possono essere tanti? Dove trovarla? Che domande fare per conoscersi meglio? E come scegliere la baby sitter giusta?

Baby sitter

Chi si occupa di accudire i bambini quando entrambi i genitori lavorano, i nonni sono lontani o non disponibili? Le soluzioni sono due: asilo nido o baby sitter. Molte famiglie optano per la tata perché si tratta di un aiuto molto più flessibile e pratico, perfetto anche quando il bimbo è malato. Ma come trovarla? E soprattutto quali sono i costi?

Come capire se è una brava baby sitter?

La stragrande maggioranza delle famiglie italiane ha bisogno di una baby sitter. A dirlo è un sondaggio di Sitly.it, piattaforma di ricerca baby sitter presente in Italia dal 2013, secondo cui il 78% dei genitori intervistati necessita di una baby sitter per poter tornare al lavoro. La regione con la richiesta più alta è la Lombardia, seguita da Lazio, Emilia Romagna, Sicilia, Toscana, Piemonte e Veneto. Ma com’è la baby sitter ideale? Sempre stando al sondaggio deve essere affidabile, disponibile e paziente.
Secondo gli esperti, è importante che la tata sia gentile ed educata con grandi e piccoli e che sappia comunicare con i bambini: non deve urlare né parlare con una voce acuta, ma deve avere sempre un tono calmo e pacato. Deve inoltre essere la prima a dare il buon esempio seguendo le regole della casa, deve dimostrare di comprendere le emozioni del bambino e deve empatizzare con lui. La brava baby sitter è in grado anche di comunicare con i genitori, dando un resoconto dettagliato di ciò che ha fatto durante il giorno con i bambini. Per capire se è la scelta giusta, basta osservare i propri figli quando si torna a casa: se sono allegri e spensierati, se raccontano ciò che hanno fatto, se hanno già mangiato quando l’ora della cena è passata, allora probabilmente si tratta della baby sitter giusta.

Dove trovare una babysitter?

Molti genitori hanno delle figure di riferimento a cui rivolgersi in caso di necessità, come ad esempio famigliari, nonni, amici o vicini di casa. Questo però non è scontato, inoltre non sempre possiamo contare sull’aiuto fornito in maniera occasionale da queste persone: soprattutto se abbiamo bisogno di una presenza costante avremo bisogno di rivolgerci ad una tata. Ma dove trovare una brava baby sitter? È utile sapere che ci sono dei siti specializzati che si occupano proprio di mettere in contatto le baby sitter e le famiglie che hanno bisogno di questa figura professionale. Tra i più conosciuti ci sono ad esempio Sitly,it, che è forse la piattaforma più nota, ma anche Le Cicogne, Sitterlandia, Babysits e Top Tata.
Non bisogna però trascurare il potere del passaparola e le pagine Facebook di quartiere, su cui spesso possiamo trovare annunci di baby sitter che lavorano nelle vicinanze oppure sulle quali possiamo chiedere i contatti di tate della zona, spesso suggeriti da persone che possono anche raccontare la propria esperienza lasciando così un prezioso feedback. Ci sono poi le bacheche di scuole, asili e biblioteche, che spesso si rivelano una buona fonte di contatti utili.

Come scegliere la babysitter giusta?

Ogni famiglia ha le sue esigenze, quindi anche i criteri di giudizio per scegliere la baby sitter potrebbero essere diversi. Si può valutare ad esempio l’età della candidata: non ci sono regole assolute, ma in molti ritengono che l’età ideale sia all’incirca tra i 25 e i 45 anni, in modo da poter contare su una persona con esperienza ma con tutta l’energia necessaria per giocare e divertirsi con i bambini. Tenete poi in considerazione anche le mansioni che la baby sitter dovrà svolgere: avrà a che fare con un neonato o con un bambino in età scolare? Dovrà essere d’aiuto anche nei compiti oppure cucinare? Le variabili sono davvero tante! Un elemento che potrebbe fare la differenza, soprattutto se la tata dovrà occuparsi di bimbi piccoli, potrebbe essere l’aver frequentato un corso di disostruzione pediatrica. Non sentitevi in imbarazzo a chiedere referenze dei precedenti datori di lavoro: saranno importanti per capire il livello di esperienza e le attitudini della persona che avete di fronte. Fate quindi tutte le vostre valutazioni, ma non dimenticate di affidarvi anche all’istinto! Si tratta di una persona a cui affiderete i vostri bambini e con cui dovrete collaborare riguardo alla loro educazione, quindi dovrà ispirarvi un sentimento immediato di fiducia.

Quali domande fare al colloquio con la babysitter?

Il primo colloquio con le candidate che avrete individuato per il ruolo di tata del vostro bambino o dei vostri bambini potrà avvenire anche telefonicamente. Questo primo, breve appuntamento servirà ad ottenere alcune informazioni importanti, come ad esempio la reale disponibilità della baby sitter, la sua flessibilità di fronte ad eventuali “emergenze” o disguidi dell’ultimo minuto, se ha la patente e da quanto tempo, se ha referenze da mostrare. Non dimenticate di chiarire quali sono le vostre esigenze e quali sarebbero le mansioni che vorreste che svolgesse, in modo da capire se siete allineati. Si può poi passare ad un incontro di persona, nel corso del quale si possono porre alcune domande che ci permetteranno di capire se è la baby sitter giusta per la propria famiglia. Alcune domande che si possono porre? Vediamole insieme:

  • Da quanto tempo fai la baby sitter?
  • Perché fai questo lavoro? Cosa ami di più di questa professione?
  • Con quali fasce di età hai più esperienza?
  • Quali sono i motivi per cui si è interrotto il precedente rapporto di lavoro?
  • Come organizzeresti un pomeriggio o una giornata con il bambino?
  • Pensi che i bambini debbano essere sgridati o puniti?
  • Come reagiresti di fronte ad un capriccio prolungato?
  • Cosa faresti con un bambino che non vuole mangiare, dormire o lavarsi?
  • Quale pensi che sia il momento più difficile che hai vissuto come baby sitter?
  • Hai mai dovuto affrontare una situazione di emergenza o di pericolo?
  • Come agiresti in caso di incidente, ad esempio una botta in testa, un taglio o una scottatura?

Babysitter, quanto costa all’ora?

Quando ci si chiede quanto costa una baby sitter bisogna considerare che ci sono molti fattori che possono incidere. Il prezzo del suo lavoro, infatti, può variare in base a:

  • esperienza della baby sitter;
  • età della baby sitter;
  • età del bambino o dei bambini da seguire;
  • il numero di bimbi di cui deve prendersi cura;
  • la presenza di eventuali animali in casa;
  • se vengono richiesti altri servizi come l’aiuto per i compiti, cucinare, svolgere le faccende domestiche o accompagnare e riprendere i bambini in auto.

Ci sono poi due modalità per pagare la tata: a forfait o a ore. La tariffa a forfait viene in genere preferita quando la collaborazione è continuativa e prolungata, mentre si tende a pagare una tariffa oraria quando il rapporto è saltuario, per esempio in occasione di uscite serali dei genitori.
Secondo il sito Babysits, la tariffa oraria media in Italia nel 2023 è di 7,84 euro l’ora, ma questo prezzo può variare in base agli elementi che abbiamo elencato e anche alla zona geografica in cui ci si trova. A Milano e Venezia, ad esempio, la tariffa oraria arriva a 8,15 euro, mentre a Bari si spendono 7,47 euro l’ora. Secondo altre fonti, invece, la tariffa oraria media in Italia è di circa 10 euro, sempre con una differenza di costo tra il Nord e il Sud Italia. In generale, però, è bene sapere che non c’è un prezziario ufficiale, quindi il compenso può essere concordato tra le parti.

In copertina foto di Andrea Piacquadio da Pexels

 

In sintesi

Sono molte le famiglie che hanno bisogno del supporto di una baby sitter, ma come trovare la persona giusta per accudire i propri bambini? Quali sono le domande giuste da porre per conoscersi meglio? E infine: quanto costa una baby sitter all’ora? 

 

 

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