Tumore e metastasi: il rischio è scritto nel Dna

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi Pubblicato il 22/07/2020 Aggiornato il 22/07/2020

Il rischio di sviluppare metastasi potrebbe essere scritto nel Dna fin dalla nascita, ancora prima del manifestarsi del tumore

Tumore e metastasi: il rischio è scritto nel Dna

Tumore e metastasi, cioè il ripresentarsi del tumore a distanza in altre parti del corpo, è un problema sempre al centro delle ricerche scientifiche per trovare nuove cure.

Personalizzazione delle terapie

Il futuro delle terapie antitumorali va nella direzione della personalizzazione. Una strada che viene percorsa sulla base della variante del gene che si eredita, che potrebbe determinare anche il rischio di metastasi. In pratica, il rischio di sviluppare metastasi potrebbe essere scritto nel Dna fin dalla nascita.

Al centro il gene ApoE

Tutto questo dipenderebbe dal gene ApoE, che finora è stato studiato soprattutto per il suo legame con l’Alzheimer. Queste nuove rivelazioni arrivano da uno studio condotto sul melanoma dai ricercatori della Rockefeller University di New York, pubblicato sulla rivista Nature Medicine.

Facilita le metastasi

Il legame tra tumore e metastasi appare ora più chiaro. ApoE è presente in tutte le cellule del corpo e produce una proteina che interferisce in vari meccanismi che permettono alle cellule tumorali di formare metastasi, come la capacità di generare nuovi vasi sanguigni, crescere in profondità nei tessuti sani e resistere agli assalti delle difese immunitarie.

Ci sono più varianti di questo gene

Esperimenti condotti sui topi infatti dimostrano che i portatori della variante ApoE4 sviluppano tumori della pelle più piccoli che difficilmente formano metastasi. Rispetto ai portatori delle varianti ApoE2 e ApoE3, i topi con ApoE4 hanno più cellule immunitarie in grado di combattere il cancro e meno vasi sanguigni che nutrono il tumore.

Studi sul melanoma

Simili risultati sono stati trovati analizzando i dati genetici relativi a più di 300 pazienti colpiti da melanoma: i portatori della variante ApoE4 sono quelli che vivono più a lungo, quelli con ApoE2 hanno più facilmente metastasi e sopravvivono per meno tempo, mentre quelli con ApoE3 si collocano nel mezzo. Le informazioni relative ai pazienti, incrociate con gli esperimenti sui topi, dimostrano infine che i portatori di ApoE4 reagiscono meglio alle terapie che rinforzano il sistema immunitario.

 
 
 

 

Da sapere!

 

Il Dna contiene le informazioni per costruire e far funzionare l’organismo, ma anche per trasmettere i geni da una cellula all’altra.

Fonti / Bibliografia

  • Common germline variants of the human APOE gene modulate melanoma progression and survival | Nature MedicineCommon germline variants of the APOE gene are major risk modifiers of neurodegenerative and atherosclerotic diseases1–3, but their effect on cancer outcome is poorly defined. Here we report that, in a reversal of their effect on Alzheimer’s disease, the APOE4 and APOE2 variants confer favorable and poor outcomes in melanoma, respectively. Mice expressing the human APOE4 allele exhibited reduced melanoma progression and metastasis relative to APOE2 mice. APOE4 mice exhibited enhanced anti-tumor immune activation relative to APOE2 mice, and T cell depletion experiments showed that the effect of APOE genotype on melanoma progression was mediated by altered anti-tumor immunity. Consistently, patients with melanoma carrying the APOE4 variant experienced improved survival in comparison to carriers of APOE2. Notably, APOE4 mice also showed improved outcomes under PD1 immune checkpoint blockade relative to APOE2 mice, and patients carrying APOE4 experienced improved anti-PD1 immuno...
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