Come evitare infezioni al mare e in piscina: consigli pratici per la salute dei bambini

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli Pubblicato il 23/06/2026 Aggiornato il 23/06/2026

Cambiare il costume dopo ogni bagnetto, indossare le ciabattine, asciugare bene le orecchie e sciacquarsi con acqua dolce sono alcune delle precauzioni più efficaci da mettere in pratica in estate.

Come evitare infezioni al mare e in piscina: consigli pratici per la salute dei bambini

Infezioni dermatologiche, intime o fastidi a orecchie e occhi (come la tipica otite del nuotatore) possono infatti essere all’ordine del giorno al mare o in piscina. Questo accade perché il mix di caldo, umidità e acque affollate favorisce il proliferare di funghi, virus e batteri.

Con le giuste attenzioni, però, è possibile limitare al minimo il rischio di contrarle e godersi i bagni in totale sicurezza.

Al mare, ad esempio, è bene far sempre indossare ai bimbi un costume per giocare sulla sabbia e cambiarlo ogni volta che si esce dall’acqua per non mantenere a lungo il tessuto umido a contatto con la pelle.

In piscina, invece, la massima attenzione va prestata ai pavimenti di docce e spogliatoi, dove è bene camminare indossando sempre un paio di ciabatte. In entrambi i casi, poi, è d’obbligo una doccia con acqua dolce dopo il bagno per eliminare sale, sabbia o tracce di cloro dal corpo, ricordandosi di asciugare con cura ogni piega della pelle e le orecchie.

Come prevenire le infezioni 

Oltre a seguire delle regole fondamentali per tutelare i bambini al mare e in piscina, bisognerebbe anche prevenire le infezioni con alcuni accorgimenti. 

Infatti basta ingoiare per sbaglio un po’ di acqua o entrare in contatto con acqua o sabbia contaminate per rischiare di contrarre infezioni gastrointestinali, alla pelle o alle parti intime.

Molte epidemie di diarrea, per esempio, sono strettamente collegate all’acqua in cui si nuota, dove vivono germi come il Cryptosporidium, la Giardia, la Sighella, il Norovirus, l’Escherichia coli. Nelle piscine normalmente vengono aggiunte all’acqua sostanze chimiche come il cloro per uccidere i germi, ma non sempre sono efficaci. Se utilizzate in modo appropriato, infatti, queste sostanze sono in grado di eliminare i germi nel giro di qualche minuto.

Alcuni, però, come per esempio il Cryptosporidium, riescono a sopravvivere per diversi giorni anche in acque trattate con i composti chimici. Prevenire le infezioni è però possibile con qualche semplice accorgimento, sia che si frequenti la piscina che il mare con i bambini.

In spiaggia

Molti bambini, soprattutto i più piccoli, spesso amano stare nudi in spiaggia. Secondo alcuni esperti, se non ci sono divieti di balneazione specifici che lo vietano, per un bimbo non è un rischio fare il bagno senza costumino, ma all’uscita dall’acqua vanno accuratamente asciugati con un asciugamano pulito e poi devono indossare un costume per giocare in spiaggia, onde evitare il contatto con la sabbia.

Se invece il bimbo fa il bagno con il costume, la raccomandazione migliore è quella di cambiarlo spesso. Il contatto prolungato della pelle e dei genitali con il costume umido può infatti favorire l’insorgere di infezioni o di irritazioni: dopo il bagno è bene asciugarsi completamente e indossare un costume asciutto.
Dopo una giornata al mare, inoltre, è d’obbligo fare la doccia: l’acqua dolce elimina il sale dalla pelle, mentre un po’ di detergente delicato aiuterà a eliminare virus e batteri presenti nell’acqua di mare.

In piscina

Piscina e bordo vasca sono in genere luoghi “sicuri” grazie al cloro e ai disinfettanti con cui è trattata l’acqua della piscina. Camminare scalzi negli spazi della piscina e negli spogliatoio, invece, espone al rischio di contrarre fastidiose infezioni ai piedi: per evitarlo è sufficiente indossare sempre delle ciabatte o delle infradito per spostarsi all’interno della piscina, negli spogliatoi e nelle docce.

Uno dei maggiori rischi a cui ci si espone facendo il bagno in piscina è quello di sviluppare disturbi che derivano dall’ingestione accidentale di piccole quantità di acqua, che può essere contaminata da secrezioni nasali o orofaringee, da contaminanti fecali o da squame di pelle e capelli. Parte della prevenzione, in questo caso, passa proprio da un corretto uso della piscina da parte di chi la frequenta:

  • non fare il bagno se si ha la diarrea
  • far indossare ai bambini che già lo utilizzano pannolini acquatici puliti
  • non usare l’acqua della piscina (o del mare) per fare i propri bisogni o per lavarsi
  • fare una doccia prima di entrare in piscina.
  • cambiare frequentemente il costume per non tenere il tessuto umido a contatto con la pelle e di fare una doccia dopo il bagno.

Le infezioni più frequenti

Le infezioni che si possono contrarre più comunemente, oltre a disturbi gastrointestinali dovuti all’ingestione accidentale di piccole quantità di acqua contaminata, sono infezioni intime e dermatologiche.

Intime

Il calore e il contatto prolungato con il costume inumidito con acqua salata o trattata possono creare un ambiente favorevole alla proliferazione di funghi e batteri, che possono dare luogo a infezioni genitali come candidosi, vaginosi batterica e micosi.

La sabbia e l’acqua salata, inoltre, possono irritare le mucose, causando bruciore intimo e contribuendo allo sviluppo di infezioni. Alcune buone abitudini possono limitare il rischio di incorrere in questi problemi:

  • dopo ogni bagno, sciacquare il corpo con acqua non trattata;
  • asciugarsi bene dopo il bagno in mare o in piscina usando un asciugamano asciutto e pulito;
  • cambiare il costume dopo il bagno in modo da evitare il contatto prolungato con il tessuto umido;
  • usare detergenti intimi delicati, che rispettino il pH naturale della zona;
  • evitare di sedersi direttamente sulla sabbia, usando un telo pulito o un asciugamano;
  • evitare di appoggiare costumi e indumenti intimi negli spogliatoi pubblici o nelle docce.

A orecchie e occhi

L’acqua che ristagna nei canali uditivi o il contatto diretto degli occhi con acqua clorata o batteri può causare fastidiosi disturbi:

  1. L’otite del nuotatore: un’infezione del condotto uditivo causata dall’umidità. Per prevenirla, asciuga sempre benissimo le orecchie dei bambini dopo il bagno, piegando la testa di lato, senza mai usare i cotton fioc.

  2. Congiuntiviti: gli occhi rossi e che bruciano sono frequenti in estate. Proteggi gli occhi dei piccoli con occhialini da nuoto ed evita che si strofino il viso con le mani piene di sabbia.

Dermatologiche

Una delle infezioni cutanee più frequenti che è possibile contrarre quando ci si bagna in acque con elevata carica batterica è l’impetigine, cioè un’infezione causata da stafilococchi e streptococchi.

Si manifesta con vescicole o croste su tutto il corpo, ma in particolare sul viso e sugli arti, che possono dare prurito, febbre e malessere generale. Spesso ha origine da una puntura di insetto: grattandosi il piccolo causa delle microlesioni della cute attraverso le quali i germi riescono a penetrare e a proliferare, dando origine a questa infezione che si diffonde facilmente per contatto o scambiandosi gli asciugamani usati.

Per evitare che l’impetigine si diffonda su tutto il corpo, va trattata tempestivamente seguendo i consigli del proprio pediatra, che potrebbe prescrivere:

  • soluzioni topiche da applicare sulle bollicine;
  • creme antibiotiche;
  • bendaggi sulle lesioni estese;
  • antibiotico somministrato per bocca.

Attenzione anche alle verruche, che si possono prendere in spiaggia oppure in piscina. L’ideale è non contrarre il virus, dato che questo problema tende ad essere recidivante, cioè a ripresentarsi nel tempo. Per evitarlo si dovrebbe:

  • pulire e asciugare bene i piedi con un asciugamano pulito, facendo attenzione anche agli spazi interdigitali (tra le dita)
  • indossare ciabatte o infradito all’interno della piscina o in spiaggia, soprattutto in spogliatoi e docce pubbliche
  • non far camminare scalzi i bambini sul bagnasciuga affollato o vicino alle docce della spiaggia, dove il virus della verruca prolifera facilmente.
 
 

In breve

Infezioni dermatologiche o intime, verruche e impetigine possono essere disturbi comuni dopo una giornata al mare o in piscina; con le giuste precauzioni, però, è possibile evitare problemi e vivere un’estate spensierata.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Piccola perdita in 13^ settimana di gravidanza: cosa può essere?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una leggera perdita "colorata" non deve destare preoccupazione: può verificarsi senza necessariamente rappresentare un segnale d'allarme.   »

Puntura di tafano (con reazione) in gravidanza: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico.   »

Gemelli: “colpa” della mamma o del papà?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti