Compiti a casa: servono davvero durante l’anno e per le vacanze?

Elisa Carcano A cura di Elisa Carcano Pubblicato il 11/12/2018 Aggiornato il 11/12/2018

Compiti a casa: si cambia. Almeno per le vacanze. In vista della chiusura natalizia delle scuola meno carichi di lavoro per gli studenti

Compiti a casa: servono davvero durante l’anno e per le vacanze?

“Vorrei sensibilizzare il corpo docente e le scuole a un momento di riposo degli studenti e delle famiglie affinché vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie”. Lo ha detto ieri il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, che ha annunciato per i prossimi giorni una circolare “per la diminuzione dei compiti durante le vacanze, compiti che gravano sugli impegni delle famiglie e quindi vorrei dare un segnale. Penso a questi giorni di festività e ai ragazzi e alle famiglie che vogliono trascorrerle insieme”.

Divisi anche gli insegnanti

I compiti, cioè lavoro da fare per le vacanze che dovrebbero essere, invece, sinonimo di riposo. Partendo da questa semplice constatazione, per alcuni insegnanti i compiti sono inutili, perché i tempi di riposo devono valere per tutti, insegnanti e alunni. Per contro, ci sono accaniti sostenitori dei compiti per le vacanze. E spesso ci sono alunni che portano a casa tanti compiti anche per brevi ponti. Ma forse per rinfrescare e tenere vivo quello che è stato fatto in classe sarebbe sufficiente dedicare ai compiti a casa un’ora al giorno, con costanza, per non dimenticare quanto fatto a scuola.

Perché sì

Chi sostiene l’utilità dei compiti a casa, ritiene che i compiti servano anche a far sì che il bambino abbia un impegno al di fuori dell’ambito scolastico, si abitui cioè a un lavoro continuato che deve proseguire anche a casa.

Perché no

Dall’altra parte, anche tra gli stessi insegnanti, c’è chi ritiene che i compiti a casa non abbiano un senso in se stessi, quanto piuttosto come rinforzo di quanto svolto in classe. Il principio è quello che il bambino già lavora in classe e dunque non ha senso assegnare ulteriore lavoro da svolgere a casa: sarebbe solo un ulteriore affaticamento.

La verità sta nel mezzo

Come sempre, anche in fatto di compiti il giusto – forse – sta nel mezzo: nessuno mette in discussione a priori la loro utilità, ma alle volte i compiti sono davvero troppi e si perde lo scopo per il quale vengono assegnati. Sarebbe quindi utile trovare di volta in volta la soluzione migliore e permettere ai bambini sì di imparare, ma salvaguardando i loro spazi e il loro tempo libero, così importanti a questa età. Ai genitori dunque spetta il compito, da un lato di non essere troppo protettivi nei confronti dei figli, fidandosi del lavoro degli insegnanti, dall’altro di instaurare un dialogo costruttivo con i docenti, per il bene dei bambini. Un altro consiglio importante è di non cancellare gli impegni extra scolastici dei figli per il timore che non riescano a svolgere i compiti.

 

 

 
 
 

In breve

Un incubo per molti bambini e genitori

I compiti a casa sia durante l’anno sia nelle vacanze che si avvicinano per molti bambini, e conseguentemente anche per i genitori, rappresentano un vero incubo. Possibile che dopo ore passate sui banchi di scuola si debba studiare anche a casa? E le vacanze, come dice la parola stessa, non dovrebbero essere di totale riposo? 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti