Etichette degli alimenti: quello che c’è da sapere

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 20/08/2013 Aggiornato il 20/08/2013

Spesso sono scritte in caratteri piccolissimi, ma le informazioni che contengono le etichette degli alimenti sono un’importante guida per migliorare la qualità degli acquisti

Etichette degli alimenti: quello che c'è da sapere

Le etichette sono la carta d’identità degli alimenti attraverso le quale il consumatore ricava informazioni importanti: alcune sono specifiche del tipo di prodotto alimentare, mentre altre sono comuni a tutti i prodotti. Impariamo a decifrarle per una spesa più consapevole.

Informazioni obbligatorie

– Denominazione di vendita del prodotto: è il nome del prodotto.

– Elenco degli ingredienti: deve essere in ordine decrescente rispetto al peso: il primo della lista sarà quello più rappresentato quantitativamente poi gradualmente tutti gli altri.

– Quantità: indica la quantità netta di prodotto senza la tara.

– Norme per la conservazione: a + 4° C in frigorifero; a – 18° C per i surgelati; in luogo fresco e asciutto per i prodotti non deperibili.

– Durata/data di scadenza: per le etichette degli alimenti la legislazione permette due formule distinte: la data di scadenza vera e propria e il termine minimo di conservazione (Tmc). La data di scadenza fornisce il limite ultimo di conservazione di un prodotto, al superamento della quale il prodotto può diventare dannoso perché potrebbe andare incontro ad alterazioni microbiologiche pericolose per l’organismo. Al contrario, il Tmc “da consumarsi preferibilmente entro…” si utilizza per i prodotti più stabili e rappresenta la data entro la quale il prodotto mantiene le caratteristiche ottimali. Superata quella data, pur rimanendo commestibile, la qualità del prodotto comincia a decadere.

– Nome del produttore: è il nome di chi lo ha fatto, del confezionatore o del venditore ed è il responsabile della commercializzazione del prodotto.

– Sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento.

– Data di produzione: quando non viene riportata, bisogna far riferimento al “lotto” che rappresenta il “codice identificativo” di una certa quantità di prodotto.

– Organismi geneticamente modificati (Ogm): l’indicazione sull’etichetta è obbligatoria per i prodotti che hanno un contenuto di Ogm superiore allo 0,9 %. Tutte le sostanze di origine Ogm devono essere indicate nell’elenco degli ingredienti con la dicitura “geneticamente modificato”.

– Origine: l’indicazione del Paese o della regione d’origine è obbligatoria per alcune categorie di prodotti quali la carne, la frutta e la verdura.

– Additivi: per legge sostanze naturali o artificiali devono essere indicate nelle etichette degli alimenti, specificandone oltre al nome anche la funzione (conservante, antiossidante, addensante). La legge autorizza l’uso solo di alcune sostanze e in precise quantità. La presenza di molti additivi può significare scarsa qualità degli ingredienti, quindi meglio scegliere i prodotti che ne contengono meno.

Informazioni facoltative

Sono tutte quelle informazioni che il produttore non è obbligato per legge a dover dichiarare sulla confezione.

– Etichettatura nutrizionale: è l’indicazione del contenuto in principi nutritivi e delle calorie per 100 g di prodotto o per porzione di alimento. Al momento è obbligatorio solo per i prodotti dietetici, ma presto (a partire dal 13 dicembre 2016) lo diventerà per tutti i prodotti.

– Fotografie e disegni: la scelta grafica dell’etichetta è libera, purché il risultato non rischi di trarre in inganno il consumatore. 

In breve

POSSONO ESSERCI ANCHE INDICAZIONI SPECIFICHE

Sulle etichette degli alimenti puoi anche trovare i marchi di qualità relativi alle certificazioni di origine del prodotto come DOP, IGP, STG, oppure la dicitura “da agricoltura biologica” per indicare che la coltivazione avviene impiegando esclusivamente prodotti di origine vegetale per i trattamenti alle piante e ai frutti, quindi senza l’impiego di sostanze chimiche. 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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