Selfie-mania: chi sono le persone davvero più a rischio?

Apparterrebbero a 3 categorie distinte i soggetti a rischio di selfie-mania. E non c’entra tanto il narcisismo. Ecco quali sono

Selfie-mania: chi sono le persone davvero più a rischio?

Inutile negare la selfie-mania. Praticamene tutti, almeno una volta nella vita, hanno ceduto al richiamo del selfie. Un conto però è farlo ogni tanto, magari in occasione di una festa o di un momento speciale. Un altro è essere contagiati dalla cosiddetta “selfie-mania”, ossia farsi autoscatti in continuazione, in qualsiasi contesto e situazione. In quest’ultimo caso, la colpa sarebbe di una sorta di richiamo irresistibile, dettato da tre diversi tipi di esigenze. Questo perlomeno è quanto suggerisce un recente studio condotto da un team di ricercatori statunitensi, della Texas Tech, pubblicato sulla rivista Visual Communication Quarterly.

Non si tratta sempre e solo di narcisismo

A differenza di quanto pensano in molti, non tutte le persone che si scattano autoritratti senza sosta e poi li pubblicano sui social network sono animati dalla stessa esigenza. Non si tratta sempre di puro e semplice narcisismo. La voglia di mettersi in mostra, di attirare l’attenzione su di sé e di piacere sarebbero solo le più apparenti delle motivazioni e riguarderebbero una minima parte di coloro che “soffrono” di selfie-mania.

I comunicatori

Secondo lo studio americano, le persone attratte irrimediabilmente dai selfie appartengono a tre categorie ben distinte: i comunicatori, gli autobiografici e i promotori di se stessi. I primi ricorrono ai selfie per veicolare determinati messaggi e invitare il proprio pubblico a riflettere e discutere su precise tematiche. Spesso i loro autoritratti hanno un valore civico o sociale e mirano a generare una conversazione fra amici e conoscenti. Per esempio, appartengono a questo gruppo le mamme che, in risposta alle polemiche sull’allattamento in luoghi pubblici, postano foto di sé che allattano ovunque o i personaggi famosi che si immortalano mentre votano.

Gli autobiografi

Gli autobiografi, come dice il nome stesso, usano i selfie alla stessa stregua delle fotografie, ossia con lo scopo di documentare ciò che accade nella loro vita. Attraverso gli autoritratti nelle diverse situazioni che vivono, in qualche modo, cercano di fissare in maniera tangibile gli episodi più salienti della loro vita e di conservare così i ricordi più importanti, senza necessariamente rincorrere consensi e like. Si tratta forse della motivazione più comune fra i selfie-maniaci, che accomuna i personaggi famosi alla gente comune.

I promotori di sé

Infine, i promotori di se stessi utilizzano selfie e social network per farsi pubblicità e acquistare un seguito di fan. Per questo, scattano fotografie ovunque, ma ovviamente pubblicano solo gli scatti più belli o maggiormente in grado di catalizzare l’attenzione. “Sono le persone che amano documentare tutta la loro vita ma nel condividerla, mirano a presentarsi in una luce positiva” hanno confermato gli studiosi.

 

 

 
 
 

In breve

 

QUANDO DIVENTA RISCHIOSA

Finché non compromette la vita personale e le relazioni, la selfie-mania non è pericolosa. È nel momento in cui occupa molto tempo e fa assumere eccessiva importanza al mondo virtuale che diventa rischiosa.

 

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