Soffocamento: troppi i bimbi che muoiono in Italia

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 08/06/2016 Aggiornato il 08/06/2016

Si chiama disostruzione pediatrica la tecnica che evita che un bimbo muoia per soffocamento di corpo estraneo. Spesso, però, gli adulti non sanno come fare. A insegnare quali manovre eseguire ci sono corsi tenuti da professionisti, che ora si possono basare anche su un nuovo manuale illustrato

Soffocamento: troppi i bimbi che muoiono in Italia

Un manuale per far conoscere in modo capillare le manovre salvavita da adottare in situazioni di emergenza. Troppo spesso i bambini ingeriscono o inalano oggetti come monete e parti di giocattoli che provocano il blocco respiratorio e la tempestività dell’intervento è fondamentale per salvare la vita ai piccoli. Il manuale messo a punto da Francesco Pastore, pediatra, mira proprio a formare genitori, insegnanti e tutti quelli che si occupano della cura e della sorveglianza dei bimbi, in modo tale da evitare che incidenti come questi siano mortali.

Muore un bimbo a settimana

In Italia, ogni settimana, un bambino muore per soffocamento dopo aver inalato cibo o corpi estranei come monete, caramelle, bottoni, parti di giocattoli, che finiscono in gola, bloccando il respiro. “Quella che potrebbe sembrare una fatalità ineluttabile ­- osserva Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) – è tuttavia un’emergenza che si può e si deve evitare, se si considera che il più delle volte questi eventi si svolgono sotto gli occhi sgomenti di un adulto impreparato a intervenire”. Questi incidenti rappresentano quasi un terzo delle cause di morte accidentale tra zero e quattro anni, riducendosi poi a circa l’11% e il 5% rispettivamente nelle fasce d’età 5-9 anni e 10-14 anni.

Un manuale per informare

Per evitare che tali incidenti finiscano con il soffocamento e la morte del bambino, è stato realizzato un manuale a cura di Francesco Pastore, pediatra di famiglia, formatore nazionale Pblsd (Pediatric Basic Life Support Defibrillation) e istruttore Aha (American Heart Association). L’opera si è avvalsa anche della collaborazione di Marco Squicciarini, esperto del ministero della Salute per le manovre di rianimazione in età pediatrica e del Gruppo di lavoro per il sostegno alla genitorialità Sipps. “Il manuale – spiega Pastore – segue le linee guida Ilcor 2015 sulla rianimazione cardiopolmonare nel lattante, bambino e adulto, sulle manovre di disostruzione per lattante, bambino e adulto e sull’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno per laici. L’obiettivo – ha aggiunto – è di diffondere in modo capillare, attraverso i pediatri, le semplici manovre salvavita, come nei casi di soffocamento. Infatti, è ormai risaputo quanto il soccorritore occasionale sia decisivo nei primi momenti per salvare una vita”.

Per prevenire gli incidenti

Il manuale verrà utilizzato per l’organizzazione di corsi in tutta Italia, a cura di una rete di istruttori di centri di formazione accreditati presso le centrali operative 118 di varie regioni. Nell’ambito del progetto, saranno realizzati anche video, poster e materiali informativi sia sulla rianimazione cardiopolmonare, sia sul primo soccorso pediatrico e sulla prevenzione degli incidenti, prima causa di morte e invalidità in età evolutiva. “In questo modo sarà possibile sfruttare l’incisività e l’efficacia pedagogica delle immagini per mostrare a tutti le manovre e le modalità corrette con cui affrontare un’emergenza, qualunque ne sia la dinamica responsabile”.

Una manovra utile

Una delle manovre più efficaci in caso di soffocamento in bambini, che non siano neonati, è la seguente: portare entrambe le mani, chiuse a pugno, alla bocca dello stomaco, subito sotto le ultime coste, e dare fino a 5 colpi verso di sé (ovvero verso l’interno e verso l’alto).

ECCO LE PRINCIPALI MANOVRE DA ESEGUIRE SE IL BIMBO RISCHIA DI SOFFOCARE

 

In breve

CHIAMARE IL 118

Per evitare che incidenti come questi siano mortali è fondamentale non perdere tempo e non lasciarsi prendere dal panico. Sarebbe bene che tutti coloro che si occupano di bambini imparassero come si agisce in queste situazioni. Nel dubbio, chiamare subito il 118.

 

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