Strofinacci, un ricettacolo di batteri

Laura de Laurentiis A cura di Laura de Laurentiis Pubblicato il 07/08/2019 Aggiornato il 08/08/2019

Dovrebbe essere l'ambiente della casa dove l'igiene regna sovrano... e invece la cucina è un covo di batteri. Ecco come evitare sgradite sorprese

Strofinacci, un ricettacolo di batteri

Gli strofinacci da cucina sono l’habitat ideale per la proliferazione dei microbi, soprattutto se sono umidi. Dopo le spugnette da cucina, accusate di nascondere una quantità di batteri simile a quella contenuta nelle feci, pure gli strofinacci sono finiti sul banco degli imputati con l’accusa di trasmettere infezioni. È quanto emerso da una ricerca condotta dall’Università di Mauritius, secondo cui il 49% degli asciugamani da cucina è contaminato da batteri. Questo significa che toccare uno strofinaccio e poi portarsi le mani alla bocca potrebbe esporre al rischio di infezioni.

Più pericoli con i “multiuso”

La concentrazione di batteri negli strofinacci varia a seconda di alcune variabili, tra cui il numero di persone che li utilizzano, la presenza di bambini in casa e la destinazione d’uso. A quest’ultimo proposito, è stato osservato che gli strofinacci utilizzati solo per asciugare i piatti o solo per asciugarsi le mani hanno cariche batteriche inferiori di quelli multiuso, cioè impiegati per asciugare anche superfici,  per afferrare i manici delle pentole o per coprire oggetti o frutta. L’umidità rappresenta un ulteriore fattore di rischio: sugli strofinacci asciutti i microbi sono meno a loro agio.  Per finire, è emerso anche che nelle famiglie in cui si segue una dieta vegetariana gli strofinacci sono un ricettacolo di microbi meno significativo rispetto a quelli delle famiglie “carnivore”.

Gli stessi microbi che si trovano nelle feci

L’indagine ha consentito anche di stabilire quali sono i microbi più rappresentati negli strofinacci contaminati: si tratta dei batteri coliformi, gli stessi contenuti nelle feci. Sono inoltre stati isolati stafilococchi aurei. Entrambi i tipi di microbi sono espressione di una mancanza di igiene o, comunque, della cattiva abitudine di utilizzare per troppi giorni di seguito lo stesso strofinaccio, senza oltretutto dispiegarlo dopo l’uso in modo che abbia la possibilità di disperdere l’umidità. Il pericolo cui si è esposti è di sviluppare disturbi gastrointestinali, come nausea, vomito, diarrea.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Gli strofinacci andrebbero lavati almeno a 60 gradi aggiungendo all’acqua un prodotto disinfettante per tessuti.

 

 

Fonti / Bibliografia

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