Alcol in gravidanza: attenzione ai pericoli della sindrome feto-alcolica

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 27/10/2021 Aggiornato il 27/10/2021

Consumare alcol in gravidanza, anche in piccole quantità, è molto pericoloso sia per la gestazione stessa sia per la salute futura del bebè che rischia la sindrome feto-alcolica

Alcol in gravidanza: attenzione ai pericoli della sindrome feto-alcolica


Molte donne incinte pensano che bere un bicchiere di vino o una birra ogni tanto non sia pericoloso per il loro bambino. E, invece, lo è. L’alcol in gravidanza andrebbe completamente evitato perché può avere conseguenze negative sulla gestazione stessa e sulla salute futura del bebè. In alcuni casi, può dare origine alla sindrome feto-alcolica (FAS e FASD), una malattia molto seria.

Un’indagine per indagare il fenomeno

Secondo le stime ufficiali, circa il 50-60% delle donne che aspettano un bambino consuma alcolici e circa 30mila piccoli ogni anno nascono con una sindrome feto-alcolica. Per indagare la diffusione e l’incidenza del fenomeno in Italia, il ministero della Salute ha deciso di avviare il progetto pilota “Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato di FASD e FAD”, iniziato nel 2019. Cinque le regioni coinvolte (Lazio, Marche, Sicilia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia), con l’obiettivo di monitorare il consumo di alcol in gravidanza, informare sui rischi dell’assunzione di alcol nei nove mesi e formare operatori sanitari e assistenti sociali sulla prevenzione, la diagnosi e il trattamento della sindrome feto-alcolica.

Perché l’alcol in gravidanza è pericoloso

Ma per quali ragioni l’alcol in gravidanza è così pericoloso? Occorre sapere che questa sostanza attraversa facilmente la placenta e arriva all’organismo del bebè, che però non possiede l’alcol deidrogenasi, l’enzima che permette di metabolizzare e smaltire l’etanolo. Di conseguenza, tutto l’alcol ingerito dalla mamma arriva al piccolo, impattando su ogni sua cellula e provocando danni a molti organi, principalmente al cervello.

Quali effetti provoca

L’assunzione di alcol in gravidanza può aumentare il rischio di aborti  soprattutto nel secondo trimestre e favorire parti pretermine e sottopeso alla nascita. Inoltre, può:
– interferire sui normali processi di sviluppo fisico e/o intellettivo,
– causare carenze vitaminiche con ripercussioni sullo sviluppo del nascituro;
– aumentare il rischio di problemi di attenzione e iperattività che diventano evidenti solo con la crescita;
– predisporre alla comparsa, in età adulta, di un deficit cognitivo, con una minore capacità di memoria.

Che cos’è la sindrome feto-alcolica

 In alcuni casi, il consumo di alcolo in gravidanza può provocare la sindrome feto-alcolica, che può manifestarsi alla nascita o negli anni successivi. A livello fisico causa alterazioni soprattutto della testa e del volto, come pieghe agli angoli degli occhi, fessure oculari strette, strabismo, naso corto e piatto. Inoltre, i bambini colpiti possono presentare malformazioni cardiache e un ritardo rilevante nell’età ossea media, che si riflette in valori inferiori alla media di altezza, peso corporeo e circonferenza craniche.
A livello psicologico e neurologico possono essere presenti: ritardo dello sviluppo mentale, disturbi del linguaggio e dell’udito, disturbi dell’attenzione e della memoria, disturbi della motricità fine, disturbi del sonno e riflesso di suzione ridotto, iperattività e impulsività.

 

 
 
 

Da sapere!

Ovviamente, i rischi aumentano all’aumentare delle quantità bevute, ma sono elevati anche in caso di consumi limitati: qualsiasi assunzione di alcol in gravidanza è, dunque, rischiosa. Non è vero che un bicchiere di birra o di vino sono innocui: allo stato attuale delle conoscenze non è possibile definire un valore soglia sicuro. L’ideale, quindi, è non bere affatto.

 

Fonti / Bibliografia

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