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Tra manicure gel, semipermanente e fertilità esiste un collegamento importante. Alcune sostanze, infatti, dal 1° settembre 2025 sono considerate illegali e non possono più entrare a far parte di smalti e gel per unghie, utilizzati per le manicure semipermanenti.
Lo vieta il Regolamento europeo, che in base ad alcune evidenze scientifiche le considera oggi tossiche per la salute umana e con possibili effetti nocivi sulle capacità riproduttive. Le nuove regole valgono non solo per i cosmetici che saranno prodotti da questo momento in poi, ma anche per quelli già in uso e in vendita, che sono fuorilegge e quindi andrebbero evitati.
Cosa cambia dal 1° settembre
Il 1° settembre 2025 entra infatti in vigore il Regolamento Ue 2025/887, valido in tutti i Paesi dell’Unione, compresa l’Italia. Questo vieta l’impiego di due sostanze, il Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide e il Dimethyltolylamine, per la produzione di smalti semipermanenti, gel costruttori e primer. I primer sono sostanze che hanno la funzione di preparare la lamina dell’unghia, sulla quale saranno poi applicati i prodotti per la manicure semipermanente, per rendere il risultato più durevole.
Il divieto è motivato dal fatto che l’Echa, ossia l’Agenzia europea per le Sostanze chimiche, in seguito a sperimentazioni animali svolte dal Comitato di valutazione dei rischi, ha stabilito che queste due sostanze vanno classificate come “presunte tossiche”.
Dal 1° settembre 2025 sono quindi considerate di categoria 1B, ossia fanno parte dell’elenco delle sostanze “cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione”, quindi pericolose per la salute umana. Se utilizzate in età fertile e in particolare in gravidanza potrebbero avere effetti tossici sul feto in crescita.
Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide e Dimethyltolylamine non saranno quindi più utilizzati per la produzione di gel, primer e smalti semipermanenti. Non solo: i prodotti già in circolazione che li contengono saranno rimossi dal commercio, anche per quelli già aperti.
I possibili danni nell’uso di queste sostanze
Le sperimentazioni condotte in laboratorio hanno rilevato una serie di effetti nocivi sui feti di cavie, in particolare sviluppo sessuale precoce, anomalie comportamentali, problemi di peso, aumento della mortalità e altre alterazioni che hanno indotto gli esperti a pensare che tali danni potrebbero comparire anche nei feti umani.
Il documento dell’Echa, in particolare, riferisce di atrofia ai testicoli e netta diminuzione del numero di spermatozoi nei feti maschi delle cavie, con un crollo della fertilità.
Nei feti di sesso femminile le sostanze hanno provocato irregolarità del ciclo mestruale e una riduzione del periodo favorevole all’accoppiamento. Questi effetti nocivi sono stati registrati con l’impiego ad alti dosaggi per brevi periodi.
L’uso di quantità più ridotte, ma nel lungo periodo, hanno fatto registrare nei feti degli animali studiati letargia, comportamenti anomali, aumento di peso e altre alterazioni metaboliche.
Le sostanze vietate
Sono due le sostanze considerate pericolose per le correlazioni tra manicure gel, semipermanente e fertilità.
- Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide o TPO: è un foto-iniziatore utilizzato per la produzione di gel e smalti semipermanenti. Questo, dopo essere stato applicato sull’unghia, attivato da luce UV o LED, trasforma il prodotto liquido in una resina solida, assicurando tenuta e durata
- Dimethyltolylamine (Dimetil-4-toluidina o N,N- dimetil-4-metilanilina) o DMTA, è un condizionante per unghie che si impiega per favorire l’adesione di smalti, gel o primer.
È importante che si imparino e si ricordino bene questi due nomi e sigle, che per legge non devono più comparire nei prodotti per unghie.
Quali rischi si sono corsi finora
Nel leggere queste notizie, è normale che una donna in età fertile, già in attesa o che stia progettando una gravidanza, possa preoccuparsi nel caso in cui abbia fatto la manicure con sostanze ritenute pericolose.
Ma quali rischi si corrono? “Fino in fondo non lo sappiamo, ma purtroppo tante cose che si fanno in gravidanza possono nuocere al feto e alla sua fertilità futura”, avverte la professoressa Rossella Nappi, ordinaria di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Pavia – IRCCS Policlinico San Matteo. “La regola deve essere mangiare sano, muoversi il giusto ed evitare il più possibile di assumere o di utilizzare sostanze che non sono davvero necessarie, privilegiando strategie il più naturali possibile. Questa regola d’oro andrebbe applicata sempre, ma in gravidanza ancora più”.
Cosa accade ai vecchi smalti e come faccio a sapere che non sono più utilizzati
Anche il nostro Paese ha recepito le nuove norme e la Federazione nazionale piccole e medie imprese ha diffuso la normativa secondo la quale i prodotti contenenti TPO e DMTA non dovranno più essere utilizzati.
In realtà, i produttori seri di smalti semipermanenti avrebbero dovuto già da tempo eliminare le due sostanze dalla fabbricazione, perché si parlava degli studi condotti e del divieto addirittura nel 2023.
Se, quindi, una donna si è rivolta per la manicure a un centro estetico in regola, da diverso tempo non avrebbe dovuto correre il rischio di entrare in contatto con questi ingredienti pericolosi. Poiché, però, dal 1° settembre il divieto è ufficiale, non ci sono più scuse: i centri estetici devono usare prodotti TPO e DMTA-free.
Consigli utili per chi usa lo smalto semipermanente
Ecco qualche consiglio per non correre rischi se si desidera continuare a regalarsi una manicure semipermanente sicura.
- Leggere con attenzione l’elenco degli ingredienti (INCI) che compare sulla confezione di uno smalto, prima di farselo applicare. Se si leggono i nomi delle sostanze vietate, non usarlo
- Scegliere smalti prodotti senza TPO e DMTA, che esistono già in commercio. Meglio ancora, cercare smalti che riportano in etichetta la dicitura “5-free”, “7-free” o “10-free”, che indicano l’assenza di ingredienti dannosi come TPO e DMTA, ma anche di altri ancora controversi come formaldeide, toluene o ftalati
- Prestare attenzione a quello che si acquista personalmente (sia nel punto vendita sia online), ma anche a quello che viene proposto dall’estetista
- Ricordare di recarsi sempre in centri seri e professionali, anche a costo di spendere qualcosa in più
- Mantenere sempre una comunicazione chiara e diretta con l’estetista
Il ginecologo è sempre il punto di riferimento in caso di dubbio.
La manicure in gravidanza
È normale avere mani curate, per questo sono molte le donne che anche in gravidanza decidono di fare la manicure. Nei nove mesi è però essenziale seguire poche regole di sicurezza:
- evitare i prodotti semipermanenti che richiedono tempi di rimozione lunghi, con sostanze che possono danneggiare la struttura dell’unghia ed essere anche in parte assorbiti dall’organismo. Preferire la manicure tradizionale
- utilizzare prodotti di qualità, quindi privi di sostanze ancora dubbie come formaldeide, toluene e plastificanti (come bisfenolo A e ftalati). Si utilizzano negli smalti per renderli più resistenti, ma ci sono studi in corso per saperne di più sulla loro tossicità, anche se le dosi che entrerebbero in contatto con l’organismo sono molto basse
- dalla 37a settimana in poi, o comunque all’avvicinarsi della data del parto, sarebbe meglio avere unghie naturali senza smalto o per lo meno preferire una lacca che si possa rimuovere facilmente con semplice acetone o solvente per unghie
- durante il parto può essere necessario che venga applicato il saturimetro per rilevare il livello di ossigenazione dell’organismo, che si collega a un’unghia che deve essere priva di smalto.
“In generale è giusto non allarmarsi, ma essere al corrente delle normative e richiedere le informazioni necessarie quando si fanno delle procedure estetiche” conclude la professoressa Nappi.
In breve
Smalti, gel e primer utilizzati per la manicure semipermanente dal 1° settembre 2025 non possono più contenere due sostanze ritenute nocive per la fertilità del feto. In generale, comunque, in gravidanza è bene ricorrere alla manicure tradizionale
Fonti / Bibliografia
- TPO in Nail Products – Questions & Answers - European CommissionThis Q&A intends to clarify frequently misunderstood points such as the treatment of professional use, the role of CLP classification data, and the difference between the Cosmetics Regulation and REACH.
- Rossella Nappi - Home Page
- Guida alla normativa sulla ricostruzione unghie in Italia - ValItalia PMIIl 30 giugno scade il termine entro il quale ciascun datore di lavoro è tenuto alla verifica del monte ferie maturato nel corso del 2023 dai propri dipendenti.