Si può fare la tinta in gravidanza?

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 11/05/2026 Aggiornato il 12/05/2026

Non ci sono divieti assoluti ma occorre scegliere con attenzione la colorazione da usare dal momento che durante i nove mesi il cuoio capelluto è molto delicato e l'uso di tinture non adatte può provocare fastidiose irritazioni.

tinta in gravidanza


Fare il colore o no durante i nove mesi? Non sussiste un vero e proprio divieto all’uso della tinta in gravidanza. Le tinture per capelli, quelle che vengono usate in salone e i trattamenti di impiego domestico, non mettono a rischio la salute del feto. Possono essere però, come del resto qualsiasi altro prodotto cosmetico, una potenziale fonte di irritazione per la donna che nei nove mesi vive una condizione di maggior sensibilità anche a livello del cuoio capelluto.

Il problema per altro non riguarda solo la presenza nelle tinture dell’ammoniaca: ci sono altre sostanze che possono rendere il prodotto aggressivo e quindi non adatto all’impiego in gravidanza. L’utilizzo di formulazioni di qualità, a casa come in salone, rappresenta la scelta migliore, sempre e in modo particolare in una fase delicata come la gravidanza.

Anche se i recenti divieti scattati il 1° di maggio che hanno escluso o limitato sostanze ritenute potenzialmente cancerogene e tossiche per la riproduzione non riguardano in modo specifico il settore delle colorazioni, sono la testimonianza chiara dell’impegno del mondo cosmetico verso la sicurezza dei consumatori. Vale in ogni caso la pena adottare sempre qualche precauzione durante i nove mesi per tutelare al massimo salute e benessere: il consiglio dell’esperto Michele Rinaldi, esperto in colorazione naturale e titolare di due saloni a Milano e a Senago.

Quali marche usare

I recenti divieti scattati il 1° di maggio che hanno messo al bando o limitato nell’impiego alcune sostanze ritenute potenzialmente cancerogene o tossiche per la riproduzione, non riguardano in modo specifico il mondo della colorazione per capelli.

Mostrano in ogni caso con chiarezza l’impegno della cosmetica nei confronti della sicurezza dei consumatori. Questo nel momento in cui si utilizzano prodotti di marche note, acquistati in canali ufficiali, che garantiscano il pieno rispetto della normativa vigente sui cosmetici. Un’avvertenza che vale sempre e a maggior ragione in una fase delicata come quella della gravidanza quando il particolare assetto ormonale del periodo predispone a una maggior sensibilità a livello della cute e anche del cuoio capelluto.

In tema di tinte in gravidanza è più che mai opportuno quindi indirizzarsi verso formulazioni messe a punto per rispettare al massimo i capelli e il cuoio capelluto minimizzando i rischi di reazioni.

 

 

Hight Sensitivity Plus di Bionike è la tinta studiata per offrire maggiore tollerabilità e favorire la riduzione del rischio di sensibilizzazione alle tinture e il rischio di reazione in soggetti allergici, grazie all’innovativa molecola ME-PPD°. Contiene inoltre SymSitive®, speciale attivo che contribuisce ad attenuare discomfort, pizzicori e bruciori del cuoio capelluto. Formula senza conservanti, profumo, resorcina, parafenilendiammina e ammoniaca.

La tinta Biokap Nutricolor, senza ammoniaca a con il 90% di ingredienti naturali, contiene il complesso Tricorepair a base di proteine del riso, derivato del salice ed acidi lipofili di frutta. E’ arricchita con olio di Argan da agricoltura biologica, nutre i capelli e li rende più morbidi e luminosi.

Le tinture Sanotint nella versione Sensitive escludono la presenza non solo dell’ammoniaca ma anche della parafenilendiammina e della resorcina. Disponibili in 15 toni, sono facili da usare e assicurano perfetta copertura dei capelli bianchi per una colorazione brillante e duratura.

La tinta Capelli Frais Monde è senza ammoniaca e sfrutta la protezione naturale di aloe, camomilla e ginseng per offrire un’azione colorante delicata e una copertura totale dei capelli bianchi nel pieno rispetto della delicatezza della cute. In 32 toni.

Ci sono poi tutte le tinte esclusivamente a base di erbe tintorie, polveri coloranti vegetali di cui la più conosciuta è l’hennè rosso, ricavato dall’arbusto lawsonia inermis, che regala ai capelli sfumature rosso rame.

«C’è un intero patrimonio di erbe, piante e semi e radici che già i Maya e gli Egizi riducevano in polvere e utilizzavano per colorare i capelli» spiega Rinaldi, esperto nella colorazione vegetale e titolare del salone Spa per capelli a Senago.

«Le più note sono la camomilla che dà riflessi di un biondo caldo e il mallo di noce ma ce ne sono molte altre meno conosciute come la robbia, il sandalo rosso, l’arancio e il campeggio, un’erba dell’America Centrale chiamata anche “sangue del diavolo” proprio perché la sua capacità di regalare sfumature ramate. Aiutano a dare luce e intensità al biondo il rizoma della curcuma, il rabarbaro, la frangula, il crespino mentre il frassino esalta il castano e il karkadè dà ai capelli una nota sul viola».

Ideale in gravidanza sarebbe affidarsi a un parrucchiere che abbia conoscenza delle erbe tintorie che non sono esenti, come qualunque altra sostanza, da un possibile rischio di reazioni irritative e allergiche soprattutto nel primo trimestre.

Per le tinte fai da te sono disponibili tinte a base di polveri tintorie vegetali.

 

Privo di ammoniaca e ossidanti, arricchito di elementi nutrienti, questo il Gel Riflessante Nero L’Erbolario rispetta la struttura dei capelli che, dopo il trattamento, risultano soffici e pieni di vitalità. La presenza dell’indaco ravviva i riflessi neri regalando lucentezza alla chioma.

Con o senza ammoniaca?

Si tende a pensare che la componente più dannosa presente nelle tinte sia l’ammoniaca anche per via del suo odore pungente e molto sgradevole. Non a caso molti marchi cosmetici hanno deciso quindi di eliminarla dalle loro formule coloranti. In realtà l’ammoniaca produce per lo più un danno estetico: apre infatti le squame di rivestimento del capello perché i pigmenti possano penetrare e rischia quindi impoverire il capello nella sua naturale struttura protettiva rendendolo più arido, fragile e facile alla rottura. Va quindi evitata a prescindere, e soprattutto in allattamento quando il capello risente delle variazioni ormonali che tendono a indebolirlo.

Quando si parla di possibili reazioni irritative e allergiche, che possono essere più frequenti in gravidanza, la sostanza maggiormente incriminata in questa direzione è la parafenilendiammina, non un vero e proprio pigmento ma un componente che viene impiegato nelle tinture ad ossidazione per sviluppare il colore. Se in passato nella produzione delle colorazioni non si prestava particolare attenzione alla quantità di parafenilendiammina presente in formula, oggi il quantitativo viene ridotto al minimo necessario, restando sempre limiti previsti dalla severa normativa europea in materia.

Questo comunque non esclude che soggetti predisposti possano sviluppare reazioni irritative e allergiche a questa sostanza che si manifestano sotto forma di bruciori, arrossamenti, sensazioni di pizzicore fino a manifestazioni più severe. Questa possibilità, come visto, aumenta in gravidanza soprattutto nel primo trimestre, fase in cui l’organismo deve fare i conti con un assetto del tutto nuovo e può risultare quindi più fragile. Questo suggerisce che sarebbe opportuno evitare la tinta in gravidanza nel primo trimestre. 

A casa o dal parrucchiere?

La scelta se fare la tinta in gravidanza a casa oppure dal parrucchiere è del tutto personale: in entrambi i casi occorre tenere presente alcune precauzioni.

  • La sensibilità cutanea è maggiore nel primo trimestre di gravidanza: che si decida per il salone o per procedere da sole, meglio evitare la tinta nei primi tre mesi e rimandarla al secondo.
  • In entrambi i casi è bene scegliere una tinta adatta all’uso in gravidanza. Se si procede da sole, prima di usare la tinta così come qualsiasi altro prodotto cosmetico, sarebbe opportuno chiedere il parere del ginecologo, del dermatologo o del medico di fiducia.
  • Nel caso ci si rivolga al salone è importante fare presente sempre la propria condizione in modo che sia il professionista a scegliere la formulazione più adatta: meglio in ogni caso porre domande per essere certe che la tinta da usare risponda ai criteri di delicatezza richiesti dal periodo.

Rischi

Il primo elemento da tenere in considerazione è che tingersi i capelli non comporta nessun rischio per il feto. Non esistono infatti più in commercio tinte che contengano sostanze potenzialmente tossiche per il feto. La questione riguarda quindi solo ed esclusivamente la madre e va ricordato che in gravidanza la prudenza è sicuramente importante: in un momento così delicato, caratterizzato da fluttuazioni ormonali che possono portare a una maggior sensibilità e a risposte inattese anche ai prodotti cosmetici da sempre utilizzati, è proprio la prudenza a suggerire di non ricorrere alle tinture chimiche e lo stesso si può dire anche per la fase dell’allattamento.

Gli ingredienti ammessi in cosmetica sono accuratamente selezionati e controllati perché siano sicuri: la legge offre quindi una valida tutela a chiunque ne faccia uso. Ma non va mai dimenticato che qualsiasi cosmetico può provocare una reazione irritativa o allergica, sempre e a maggior ragione in una fase delicata come quella dell’attesa dove la sensibilità dell’organismo è massima.

Nel caso della tinta va tenuto presente poi che il processo di colorazione implica la necessaria presenza nelle tinture a base chimica di sostanze che per loro stessa natura possono essere irritanti per le cuti più sensibili.

Non a caso si consiglia sempre prima dell’impiego di una tinta, a casa come dal parrucchiere, di fare un test preventivo che consiste nell’applicare in una zona delicata, come ad esempio all’interno del polso, una minima dose di tintura; se dopo 24 ore non compaiono segni di qualsiasi tipo sull’area interessata si può procedere alla colorazione. Questo testimonia che le tinte a base chimica, cosiddette ad ossidazione, sono prodotti potenzialmente irritanti e che risulta quindi opportuno evitare in gravidanza.

Le precauzioni da prendere

Quando si decide di colorare i capelli a casa, è bene adottare alcune precauzioni che valgono sempre, e a maggior ragione se si è in attesa.

Le spiega l’esperto:

  • meglio se possibile, tenere aperte le finestre in modo che l’odore, sicuramente meno intenso nelle tinte vegetali ma comunque presente, possa infastidire. Le donne in gravidanza, infatti, presentano una maggior sensibilità agli odori
  • nella fase di preparazione e applicazione della tinta è sempre bene usare i guanti in genere presenti nella confezione delle tinte
  • mettere una buona dose di una crema ricca sulla fronte all’attaccatura dei capelli evita non solo di macchiare la pelle ma anche di scongiurare possibili reazioni da contatto in un’area delicata come il viso
  • il tempo di posa va sempre rispettato scrupolosamente: tenere la tinta più del dovuto non è garanzia di un colore più intenso. Al contrario può provocare antiestetici viraggi di tono nonché esporre il cuoio capelluto a un maggior rischio di irritazioni
  • al termine del tempo di posa è importante procedere a un lavaggio molto accurato con acqua tiepida per eliminare qualsiasi traccia di colore che non solo può macchiare ma anche irritare restando troppo a lungo a contatto con la testa.
  • per preservare il più a lungo possibile la brillantezza e l’intensità del colore evitando di doverlo ripetere troppo spesso è importante usare per la cura prodotti specifici per i capelli tinti. Dopo ogni shampoo serve un balsamo o una maschera nutriente e restitutiva per apportare idratazione e mantenere ben compatte le squame del capello in modo che la luce riflettendosi faccia apparire vivo e lucente il colore
  • Attenzione a non esagerare con la temperatura dell’acqua durante il lavaggio. Meglio anche usare il phon a temperatura minima e limitare al minimo l’uso della piastra: il calore intenso e diretto inaridisce il capello e sbiadisce la tinta.
 
 

In breve

Occorre prudenza con le tinte in gravidanza non tanto perché possono far male al feto quanto per evitare possibili rischi di reazioni irritative e allergiche nella mamma. Sarebbe opportuno evitarle nel primo trimestre, il più a rischio, e farle dal secondo in poi scegliendo le formule più delicate, che escludono ammoniaca e agenti irritanti come parafenilendiammina, oppure quelle a base di polveri tintorie 100% naturali. 

 

 

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