Abbronzatura in gravidanza: le risposte a cinque domande

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 08/07/2013 Aggiornato il 08/07/2013

Si può prendere il sole? Ma che solare ci vuole? Con le giuste attenzioni l’abbronzatura in gravidanza non è certo un tabù

Abbronzatura in gravidanza: le risposte a cinque domande

Estate, tempo di sole, di mare e di tintarella. Anche durante l’attesa la voglia di mostrare un colorito ambrato non manca di certo. Perché rinunciarci allora? Basta procedere con cautela e stare al sole può diventare un piacere anche con il pancione. Ecco le risposte ai cinque dubbi più frequenti per l’abbronzatura in gravidanza.

Il sole in gravidanza è vietato?

Assolutamente no. Innanzitutto perché il sole, se preso con le dovute precauzioni, è un alleato della salute e del benessere della futura mamma: fissa la vitamina D  che dà forza alle ossa, stimola positivamente il sistema immunitario, modula in senso positivo l’umore. Certo occorre procedere con molta cautela nell’esposizione evitando le ore centrali della giornata quando il sole forte e il caldo intenso possono dare fastidio provocando cali di pressione e pericolosi svenimenti.

Quale protezione bisogna usare?

Sempre molto alta. La pelle risulta più sensibile e vulnerabile durante l’attesa e per questo è consigliabile utilizzare sempre, per il viso e per il corpo, protezioni alte, dal 30 al 50+, applicandole con generosità ogni due ore e sempre dopo il bagno.

È possibile evitare le macchie scure?

Il rischio maggiore dell’abbronzatura in gravidanza è proprio la comparsa delle macchie scure dovute a un eccesso di melanina, la sostanza che colora la pelle e che viene prodotta per effetto diretto dell’irraggiamento solare. Gli ormoni gravidici sollecitano la produzione del pigmento che tende ad accumularsi determinando la tipica colorazione a macchie. Applicare un solare ad altissima protezione soprattutto sul viso, le mani e il décolleté è la scelta più sicura per tenere a sotto controllo il problema.

È meglio coprire le gambe?

Se ci sono capillari dilatati e soprattutto a sera compaiono gonfiori e fastidiose sensazioni di pesantezza da evitare non è tanto il sole quanto il caldo diretto. L’ideale è prendere il sole nelle prime ore del mattino oppure verso sera, rinfrescando spesso le gambe o meglio ancora camminando con l’acqua ai polpacci per stimolare la circolazione.

La sera ci vuole il doposole?

Sempre, per regalare benessere e comfort alla pelle. In crema, in olio oppure in spray, i trattamenti doposole calmano rossori e piccole irritazioni, idratano, nutrono e rigenerano la pelle in modo che l’abbronzatura in gravidanza risulti uniforme, luminosa e a lunga durata.

In breve

AL SOLE CON LE DOVUTE PRECAUZIONI

Perché privarsi del piacere dell’abbronzatura in gravidanza? Con le giuste precauzioni stare al sole è possibile anche quando si aspetta un bebè. Certo, vanno evitate le ore più calde e ci si deve sempre proteggere con lo schermo di un solare ad altissima protezione, da mettere e rimettere spesso su viso e corpo.

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