A cura di “La Redazione”Pubblicato il 28/07/2017Aggiornato il 28/07/2017
Lo stress in gravidanza può trasmettersi al feto attraverso il liquido amniotico e favorire la comparsa di disturbi
Lo stress in gravidanza può ripercuotersi sulla salute del bimbo. Come precisano gli studiosi dell’Università di Zurigo e dell’Istituto Max Planck di Monaco, che hanno firmato lo studio pubblicato sulla rivista Stress, sotto accusa ci sono solo periodi di stress cronico e duraturo e non episodi di stress momentanei (sebbene per le future mamme l’ideale sarebbe non essere sottoposte a episodi di stress di alcun genere).
Attraverso il liquido amniotico
Gli studiosi spiegano che lo stress in gravidanza se cronico – ovvero continuato nel tempo – può trasmettersi al feto attraverso il liquido amniotico e non è escluso che potrebbe favorire l’insorgenza di problemi di salute per il piccolo. Al contrario sembrerebbe che uno stress momentaneo non sia in grado di influire particolarmente sul feto.
Effetti negativi solo se cronico
Per giungere a questi risultati gli studiosi hanno esaminato un gruppo di donne incinte, misurando l’aumento degli ormoni dello stress nel sangue in concomitanza con l’amniocentesi. Hanno così concluso che uno stress momentaneo della donna non influenza in alcun modo la quantità degli ormoni dello stress nel liquido amniotico mentre, in caso di stress cronico, la donna presenta livelli alterati degli ormoni dello stress e questi risultano in eccesso anche nel liquido amniotico, dove sembrano accelerare la crescita del feto. Spiega Ulrike Ehlert, lo psicologo che ha coordinato lo studio, “un’eccessiva accelerazione della crescita fetale potrebbe avvenire a spese del corretto sviluppo degli organi”.
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