Bere alcol in gravidanza potrebbe diventare un reato

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 19/03/2014 Aggiornato il 19/03/2014

Che l’alcol in gravidanza sia dannoso per il feto ormai è risaputo. Meno noto, invece, è che la futura mamma che beve potrebbe commettere un reato

Bere alcol in gravidanza potrebbe diventare un reato


La notizia arriva dall’Inghilterra: la futura mamma che beve alcol potrebbe essere una criminale. Infatti, è stata definita criminale una madre inglese la cui figlia di 6 anni soffre di problemi cerebrali sin dalla nascita. La malattia della bambina pare sia stata determinata proprio dall’assunzione di alcol in gravidanza da parte della mamma. E, dunque, la madre avrebbe commesso un reato (consapevole) al feto.

Gli effetti dell’alcol sul feto

L’assunzione di alcol in gravidanza può generare il disturbo dello spettro fetale alcolico (Fasd). Questa sorta di sindrome è causa di diversi problemi fisici e ritardi mentali, tra cui si annoverano: anomalie nei tratti somatici, forma della nuca alterata, difficoltà uditive, problemi di peso, ritardo nella crescita, immunodeficienza, epilessia, apprendimento e linguaggio compromessi.

C’è la consapevolezza di danneggiare il bambino

L’aggravante dell’alcol in gravidanza, nel caso inglese e nella casistica analoga, è proprio la consapevolezza di danneggiare il feto. Infatti, le informazioni sanitarie e la diagnosi prenatale pongono l’accento chiaramente sul pericolo di assumere alcolici durante i nove mesi di attesa. Dunque, come sostiene il dottor Neil Sugarman, la mamma era ben conscia che avrebbe arrecato disagi fisici e psichici alla sua bambina. E così, afferma l’équipe medica inglese che ha in esame diversi casi simili, accade per moltissimi bambini ancora nel pancione. Il loro futuro verrebbe quindi definitivamente segnato dalla mamma, rea e obbligata a risarcire i danni al suo stesso figlio.

Mamme “leggere” o criminali?

Chi esagera con l’alcol in gravidanza, così come con il fumo, commette un’azione che sa essere dannosa per il feto e quindi compromettere la futura crescita sana del bambino. Il punto è che, salvo rarissimi casi, tutte le future mamme sono informate rispetto a tale pericolo. Dunque, la correlazione tra danno e responsabilità pare abbastanza evidente. Altrettanto vero è, però, che questo genere di sentenze apre un discorso decisamente ampio sui diritti della persona (un reato è tale perché lesivo dei diritti altrui) e sul momento in cui nasce una persona. Cosa significa? Che, in base a differenti fattori socio-culturali ed emotivi, il feto per alcuni non è ancora persona, mentre per altri lo è già dal momento stesso del concepimento

In breve

IMPORTANTE INFORMARE LE FUTURE MAMME SUI RISCHI

Certo è che, indipendentemente da ogni tipo di considerazione etico-legale, la sola arma contro il verificarsi di casi analoghi a quello inglese, è l’informazione capillare e trasversale. Un’informazione che deve essere chiara e precisa ma, soprattutto, toccare ogni fascia sociale sin dal primo momento dell’attesa.

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