Bonding prenatale, le emozioni positive che favoriscono lo sviluppo del bebè

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 01/10/2020 Aggiornato il 01/10/2020

Parlare con il proprio bambino, appoggiare le mani sul pancione, fargli ascoltare suoni, formulare pensieri positivi e gioiosi. Ecco che cos’è il bonding prenatale

Bonding prenatale, le emozioni positive che favoriscono lo sviluppo del bebè

Avvolto nella penombra dell’utero, cullato dai movimenti materni, rassicurato dal pulsare ritmico del cuore: il feto è al sicuro e protetto, ma tutt’altro che “isolato” dal mondo che lo attende. Lo dicono gli esperti: un bambino che sta crescendo nel ventre della mamma ha già una netta percezione dei suoni e delle sensazioni che provengono dall’ambiente esterno, i quali svolgono un ruolo essenziale nel suo sviluppo neurologico non appena il piccolo sviluppa i sensi. Sono queste le basi su cui si fonda il bonding prenatale.

Comunicazione emotiva che dà benessere

Il feto insomma è già un bambino intelligente e socievole che prova emozioni, a seconda di quello che gli viene trasmesso dall’ambiente esterno, non solo attraverso i suoni e le luci che intravvede, ma avverte le sensazioni positive che derivano dal comportamento di mamma e papà. È il presupposto del bonding prenatale, ossia il legame esistente tra il bimbo in crescita nell’utero e i genitori.  Secondo gli esperti di medicina prenatale, il legame esiste già nelle prime settimane di gravidanza. Come la donna attraverso la placenta fornisce al figlio ossigeno e nutrimento per crescere, così entrambi i genitori attraverso il bonding prentale instaurano con il feto una comunicazione emotiva fatta di pensieri positivi e di accudimento. Il piccolo ne trae enorme beneficio in termine di sviluppo neurologico e cognitivo, si sente rassicurato, avverte già l’amore che lo circonda.

Viene stimolato lo sviluppo del bambino

Una comunicazione fatta di sensazioni positive e di stimoli è essenziale per lo sviluppo cognitivo e anche il benessere del feto. Molti studi hanno dimostrato che un bimbo in formazione, che vive in un ambiente dove sono presenti molti stimoli esterni come musica, conversazione di persone, attività fisica della mamma, interazione tra i genitori nascono con un sistema nervoso più formato: i coetanei che, invece, nella vita intrauterina hanno ricevuto meno stimoli appaiono meno reattivi. Le ecografie hanno mostrato che il feto reagisce con più movimenti quando ascolta musica, soprattutto classica, quando avverte la voce della mamma o sente le carezze e i “colpetti” sull’addome, reagendo con una maggiore attività. Il piccolo che, attraverso un bonding prenatale attivo, è già parte della famiglia quando è ancora nell’utero, sarà un bambino più reattivo, più calmo, più creativo e più felice.

La corrispondenza affettiva

Un bambino che è stato atteso e desiderato ha già ottime chances di avere genitori che si prendono cura di lui nel pancione anche con parole dolci e coccole. Tutti i genitori possono attivare le proprie modalità di bonding prenatale, che si rivelano momenti di dolcezza e di crescita emozionale anche per la coppia. La comunicazione passa attraverso il parlare al bambino nel pancione, con voce dolce e rassicurante, carezzando l’addome o dando piccoli colpetti con delicatezza, facendo ascoltare musica o suoni della natura, recitando filastrocche che il piccolo mostrerà di riconoscere appena nato. Anche il papà può coccolare il bimbo, accarezzando il ventre della compagna e parlando al piccolo, semplicemente dicendo “Ciao, sono il tuo papà”, “non vedo l’ora di giocare con te” e frasi simili. Sono espressioni tutt’altro che banali: il bebè una volta al mondo saprà riconoscere anche la voce del padre e tutto questo si traduce in una fonte di benessere e sicurezza.

L’empatia profonda

Secondo gli esperti di bonding prenatale esiste anche una terza via attraverso la quale la donna invia messaggi benefici al proprio bambino. È la comunicazione empatica, fatta non di parole e suoni ma semplicemente di pensieri positivi. La futura mamma che, in posizione di relax oppure durante una passeggiata, pensa con gioia al futuro che la aspetta, anticipa con la mente le coccole e l’accudimento al figlio. Un esercizio utile di visualizzazione è immaginare di avere già il bebè tra le braccia, cullandolo e coccolandolo. In questo modo la donna invia senza saperlo messaggi che gli fanno bene. Questi viaggiano sul filo dei neurotrasmettitori, soprattutto serotonina ed endorfine, che aumentano nell’organismo materno nelle situazioni di calma e serenità e che trasmettono benessere anche al bambino.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Anche un po’ di attività fisica in gravidanza giova allo sviluppo del feto. Se la donna sta bene, il nuoto per gestanti, la ginnastica dolce, la camminata migliorano il benessere psico-fisico della donna con conseguenze positive anche sul bambino.

Fonti / Bibliografia

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