Capezzoli in gravidanza: quando cambiano e come prepararli all’allattamento

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 20/11/2025 Aggiornato il 20/11/2025

Per l'azione degli ormoni, la pelle diventa più scura, l'areola si allarga, la zona è dolente e sensibile. Se il fastidio è intenso oppure si notano noduli, è meglio parlarne con il ginecologo.

Capezzoli in gravidanza: quando cambiano e come prepararli all’allattamento

I cambiamenti nella tonalità della cute, nelle dimensioni e nella maggiore sensibilità dei capezzoli in gravidanza sono una delle prime indicazioni che il concepimento si è verificato e che l’embrione si è annidato nell’utero e si prepara allo sviluppo.

La zona del seno è infatti profondamente coinvolta nei mutamenti che coinvolgono il corpo durante i nove mesi, perché soggetta a modifiche strutturali e funzionali che portano alla produzione di latte con il quale si nutre il neonato.

Il colore nei primi giorni e nelle prime settimane

I cambiamenti dei capezzoli in gravidanza si possono notare fin dai primi giorni dopo il concepimento. Anche se non è stato ancora eseguito il test di gravidanza, la donna può accorgersi che il seno è gonfio, un po’ come succede nella sindrome premestruale quando si attende il flusso.

I capezzoli però divengono più sensibili anche allo sfioramento e al contatto con reggiseno e indumenti. Anche la colorazione delle areole si fa più intensa a causa degli ormoni della gravidanza: da rosata diventa progressivamente rosa scuro o rossastro e la circonferenza aumenta.

Questo cambiamento si nota soprattutto nelle donne che hanno capezzoli piccoli e di colore chiaro. Può però verificarsi anche se la pigmentazione della cute è più scura oppure olivastra: in questo caso, da rosso o marroncino tende a diventare rosso cupo o decisamente marrone.

Il cambiamento del colore dei capezzoli in gravidanza è dovuto all’azione di ormoni, come gli estrogeni e il progesterone, che modificano anche le dimensioni del seno.

In particolare, sui capezzoli agisce l’ormone lattogeno placentare o HPL (Human Placental Lactogen), che aumenta l’afflusso di sangue ai capezzoli rendendo più scura la pigmentazione.

In queste prime settimane diventano più evidenti anche i tubercoli di Montgomery, piccole formazioni in rilievo presenti sui capezzoli stessi. Hanno la funzione di produrre una sostanza grassa che idrata la pelle di areola e capezzolo, rendendola più elastica e resistente in vista della trazione esercitata dall’atto della suzione del neonato.

Quando cambiano

I cambiamenti che coinvolgono i capezzoli in gravidanza si possono notare fin dal primo trimestre, con la modificazione della tonalità della cute e un primo leggero aumento delle dimensioni. Con il passare delle settimane, il seno continua a prepararsi all’allattamento per l’effetto di estrogeni, progesterone e prolattina, che agiscono sui lobuli e sui dotti galattofori rendendoli più maturi. Il capezzolo diviene più grande, sporgente e turgido con il passare delle settimane, in modo che il bambino sia facilitato quando dovrà avviare la suzione.

Con il procedere della gravidanza, il seno continua a essere più voluminoso e dolente, mentre i capezzoli sono sempre sensibili. Le condizioni possono essere diverse da donna a donna. Alcune notano cambiamenti minimi nelle dimensioni del seno, altre devono indossare reggiseni specifici per la gravidanza o addirittura acquistare nuovi modelli di due taglie in più. Queste differenze sono legate a caratteristiche individuali e non influiscono in alcun modo sulla capacità del seno di produrre latte.

Cosa aspettarsi

I cambiamenti del seno e dei capezzoli in gravidanza non riguardano solo le dimensioni e il colore. L’azione degli ormoni prodotti dalla placenta nei nove mesi può modificarne anche la sensibilità e rendere il seno dolorante.

La donna avverte spesso prurito nella zona del seno e dei capezzoli. Questa sensazione è dovuta al fatto che la pelle si tende per assecondare l’aumento di volume. Per alleviare questo fastidio, che è assolutamente comune tra le gestanti, è utile applicare mattina e sera creme emollienti e nutrienti, che idratano i tessuti e li rendono più elastici. Possono essere suggerite dal medico oppure dal farmacista.

Anche avere i capezzoli doloranti è piuttosto comune e non deve preoccupare, perché fa parte dei cambiamenti ai quali questa zona è soggetta in gravidanza. Gli ormoni aumentano le dimensioni e la sensibilità della zona a seguito dell’adattamento dei tessuti mammari alla gestazione e alla preparazione all’allattamento. Il dolore al seno in gravidanza si avverte maggiormente nella zona ascellare, ai lati del seno e attorno ai capezzoli. Non ci si deve preoccupare quindi, ma è bene parlarne con il ginecologo che, durante la visita periodica, effettua anche un attento esame del seno.

È bene segnalare al medico, con maggiore urgenza, la presenza per esempio di un nodulo, che potrebbe essere semplicemente dovuto all’ingrossamento di una ghiandola mammaria. Anche in gravidanza è però opportuno effettuare periodicamente manovre di autopalpazione al seno come quelle che si effettuano per la prevenzione del tumore al seno.

Serve per individuare eventuali modificazioni strutturali che possano sembrare anomale e parlarne con il ginecologo.

Un altro segnale che potrebbe destare preoccupazione è notare le coppe del reggiseno inumidite da un liquido color giallo chiaro. Non ci si deve preoccupare: si tratta del colostro, un liquido secreto dalle ghiandole mammarie che costituisce il primo nutrimento del neonato. Il colostro è ricco di proteine, zuccheri, vitamine, anticorpi e povero di grassi per soddisfare il fabbisogno nutrizionale del bambino appena nato. Indica che le ghiandole mammarie sono attive e ha anche la funzione di ammorbidire e preparare la pelle dei capezzoli all’allattamento al seno.

Prepararli per prevenire le ragadi

I capezzoli in gravidanza andrebbero preparati all’atto della suzione del bambino, che in alcuni casi potrebbe causare la formazione di ragadi. Si tratta di piccole spaccature sull’areola, molto dolorose, che sanguinano e poi formano piccole crosticine sul capezzolo. Queste faticano a cicatrizzare perché le ferite si riaprono quando il bambino si attacca al seno per nutrirsi. Applicare sui capezzoli un po’ di colostro aiuta la cicatrizzazione, ma è più importante prevenire le ragadi già durante la gravidanza.

  • Per prevenire le ragadi è opportuno non lavare il seno troppo spesso con detergenti schiumogeni: impoveriscono lo strato di acqua e grassi dei capezzoli che li rende elastici
  • Se si notano le perdite di colostro dai capezzoli, non eliminare questo prezioso liquido, ma applicarlo su tutta l’areola con delicati movimenti rotatori
  • Cercare di lasciare il seno scoperto, senza reggiseno, per permettere alla pelle di respirare
  • Applicare sostanze emollienti specifiche, che vengono indicate dal ginecologo
  • Afferrare delicatamente il capezzolo tra il pollice e l’indice ed effettuare un leggero movimento di rotazione, in senso orario e antiorario

Questi trattamenti preventivi si dovrebbero iniziare a partire almeno dalla metà della gravidanza. In caso di dubbi, il ginecologo è sempre il principale punto di riferimento.

Photo by CottonBro Studio for pexels

 
 
 

In breve

I capezzoli sono soggetti a cambiamenti durante la gravidanza. Diventano più grandi e più scuri, possono essere dolenti e sensibili. Vanno curati con attenzione per prevenire le ragadi in allattamento

 

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