Covid in gravidanza, ci sono pericoli per il neonato?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 04/03/2022 Aggiornato il 04/03/2022

Il Covid in gravidanza non causa danni allo sviluppo neurologico del bambino, ma può provocare un lieve ritardo motorio e sociale. Il vaccino eviterebbe tutto questo

Covid in gravidanza, ci sono pericoli per il neonato?

Quando una donna scopre di aver contratto il Covid in gravidanza, il pensiero corre subito al bambino che aspetta. Il timore che corra dei rischi è grande, perché è noto che molte infezioni durante l’attesa possono influire negativamente sullo sviluppo fisico e nervoso del feto. Il dubbio è ancora più insistente nel caso appunto del Covid-19, una malattia recente e poco nota.

Il Covid in gravidanza è pericoloso?

In merito alla pericolosità, per il feto, del Covid in gravidanza, uno studio sembra essere rassicurante. L’esposizione al virus durante la vita intrauterina non dovrebbe danneggiare lo sviluppo neurologico del nascituro. I neonati venuti al mondo durante i mesi di pandemia potrebbero presentare, a sei mesi, uno sviluppo lievemente inferiore nelle abilità sociali e motorie rispetto ai bambini nati prima della pandemia. Lo sostiene uno studio della Columbia University Irving Medical Center, uscito su Jama Pediatrics, che analizza i risultati dei test di monitoraggio dello sviluppo di 255 bambini nati al Morgan Stanley Children’s Hospital e all’Allen Hospital di NewYork tra marzo e dicembre 2020.

In che modo il Covid in gravidanza può danneggiare il feto?

In generale, i bambini nati da donne che contraggono infezioni virali durante la gravidanza corrono un rischio maggiore di deficit dello sviluppo neurologico. Di conseguenza, gli esperti che hanno condotto lo studio pensavano di rilevare alcuni problemi nello sviluppo del sistema nervoso anche nei bambini le cui madri avevano contratto il Covid in gravidanza. In realtà i ricercatori non hanno trovato alcun segnale che suggerisse che l’esposizione al Covid in utero fosse collegata a deficit dello sviluppo neurologico. Tuttavia, nei test di monitoraggio dello sviluppo, i bambini nati in epoca Covid avevano punteggi leggermente più bassi in aree come le abilità motorie e sociali. Non si trattava di grandi differenze ma solo piccoli cambiamenti nei punteggi medi tra i gruppi. Le capacità di comunicazione o di risoluzione dei problemi risultavano invece inalterate.

Covid in gravidanza, che cosa si può fare?

Le donne che si ammalano di Covid in gravidanza ma non hanno disturbi o li hanno molto lievi, non hanno bisogno né di ricovero in ospedale né di farmaci particolari. Se hanno la febbre possono assumere un medicinale antipiretico adatto alla gestazione, per esempio il paracetamolo, solo se necessario. Le donne in attesa positive e ricoverate in ospedale dovrebbero essere trattate con eparina a basso peso molecolare a meno che non sia previsto il parto entro 12 ore. Se si rischiano complicanze importanti, un team di specialisti prende in carico la gestante e le offre tutte le cure opportune, se necessario anche il sostegno respiratorio. Se la donna positiva al Covid-19 è in prossimità del travaglio di parto, riceve il ospedale tutte le cure necessarie, ricorrendo anche al cesareo e all’epidurale. Può contare sulla presenza di una persona, il partner per esempio, sempre nell’osservanza delle misure di sicurezza.

 

 

 
 
 

In sintesi

Quali sono i sintomi del Covid in gravidanza?

Una donna che ha contratto il Covid in gravidanza non mostra sintomi diversi dal resto della popolazione generale. In otto casi su dieci è asintomatica. Negli altri casi manifesta solitamente febbre, tosse, stanchezza. Solo raramente si sono verificate forme più serie con polmonite e compromissione respiratoria.

Come si può prevenire il Covid in gravidanza?

Al momento la donna in attesa dovrebbe cercare di mettere in atto tutte le misure raccomandate per non infettarsi con il Covid-19, in modo ancora più attento rispetto alla popolazione generale. Deve quindi indossare la mascherina, lavare le mani in modo accurato con sapone e acqua calda, disinfettandole spesso con soluzioni apposite. In casa dovrebbe dare aria spesso agli ambienti e disinfettare le superfici, evitando di incontrare altre persone negli ambienti chiusi e spostandosi a piedi o con un mezzo proprio. In merito al vaccino, ci sono ancora studi in corso sull’opportunità di riceverlo durante la gravidanza., ma quelli effettuati finora non hanno rilevato controindicazioni. Ogni donna dovrebbe parlarne con il proprio ginecologo.

 

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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