Cuore in gravidanza: sempre sotto controllo

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 17/10/2018 Aggiornato il 17/10/2018

La gravidanza può essere rischiosa per le donne con una malattia cardiaca, perché sottopone il cuore a uno stress supplementare

Cuore in gravidanza: sempre sotto controllo


Il cuore in gravidanza è sottoposto a un surplus di lavoro e se presenta dei problemi può avvertire maggiormente la fatica. Questo può provocare un aumento della frequenza cardiaca, un rischio per le donne che hanno già un problema cardiaco, dall’aritmia  all’ipertensione, valvulopatie o problemi all’aorta. Per questo motivo, gli esperti raccomandano maggiore attenzione e controlli sulla salute cardiovascolare anche prima dell’inizio della gravidanza.

L’indagine su quasi 6.000 donne incinte

Durante l’ultimo Congresso europeo di cardiologia sono stati presentati i risultati di un’indagine condotta su 5.739 donne incinte selezionate da 138 centri sparsi in 53 paesi. Ad avere problemi in gravidanza erano soprattutto le donne che avevano già un’insufficienza cardiaca, facevano uso di farmaci anticoagulanti o il cui cuore faceva fatica a pompare il sangue.

Un fattore di rischio più alto

La gravidanza oggi è sicura per la maggior parte delle donne affette da una malattia cardiaca. Tuttavia, rispetto alle donne in buona salute, quelle con malattie cardiache, in particolare ipertensione arteriosa polmonare, hanno un rischio 100 volte maggiore di morte o insufficienza cardiaca e un rischio più elevato di complicanze ostetriche, tra cui parto prematuro, pre-eclampsia e sanguinamento post-partum. Tutto questo si riflette anche sulla salute del nascituro, con un tasso di complicanze per il neonato che va dal 18 al 30 per cento.

Non superare le 40 settimane di gestazione

Tra le principali raccomandazioni dell’European society of cardiology (Esc) per la salute del cuore in gravidanza, c’è quella di non prolungare la gestazione oltre le 40 settimane. Oltre questo tempo, infatti, non vi è alcun beneficio aggiuntivo per il bambino e si possono invece avere effetti negativi, quindi è consigliabile indurre il parto o praticare un taglio cesareo.

 

 

 
 
 

Da sapere!

La percentuale di donne considerate ad alto rischio dall’Organizzaziobe mondiale della sanità che hanno affrontato una gravidanza è salita dall’1% del 2007 al 10% del 2018. Questo è dovuto ai miglioramenti della chirurgia cardiaca, che permettono a più donne con cardiopatie congenite di raggiungere l’età riproduttiva.

 

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