Caffè in gravidanza: poco non fa danni

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 13/01/2016 Aggiornato il 08/11/2019

Cosa non mangiare in gravidanza? Il caffè non rientra tra gli alimenti proibiti. In modiche quantità, il bimbo non ne risente

Caffè in gravidanza: poco non fa danni

Sono diversi i cibi e le bevande “vietate” durante i nove mesi della gravidanza, ma il caffè non rientra più nelle sostanze proibite se consumato in quantità moderate. Già un recente studio ha tranquillizzato sul rapporto tra consumo di caffè e obesità del bambino, negando il legame. Ora però la rassicurazione è più generale, sul benessere del bambino, grazie alla ricerca del Nationwide Children’s Hospital, pubblicata sulla rivista American Journal of Epidemiology.

Un tempo se ne beveva di più

Gli studiosi hanno esaminato la dieta di 2.197 donne in attesa di un bimbo, che hanno preso parte al Collaborative Perinatal Project, un progetto che si è svolto negli Usa tra il 1959 e il 1974. Questo lasso di tempo è stato un periodo in cui il consumo di caffè durante la gravidanza era più diffuso di quanto lo sia oggi e c’era poca preoccupazione per quanto riguarda la sicurezza della caffeina.

Nessun problema al bimbo una volta nato

La conclusione è stata che, quando il consumo di caffeina durante i nove mesi è stato modesto, non è stato capace di influenzare in nessun modo lo sviluppo intellettivo del bambino, né, come si temeva, di provocare aborti, nascite premature o problemi alla nascita.

Analizzata la caffeina nel sangue

A questa conclusione gli scienziati sono giunti analizzando la quantità di paraxantina, il metabolita della caffeina che fa da spia della presenza della sostanza nei campioni di sangue prelevati alle donne che hanno partecipato alla ricerca.

Un ampio monitoraggio

All’epoca le intenzioni dello studio promosso dal Collaborative Perinatal Project erano varie: si trattava di un ampio monitoraggio, rimasto un caposaldo nella storia dell’epidemiologia americana, della salute delle mamme e dei figli per comprendere come la prima influenzi la seconda.

Anche le capacità cognitive non ne risentono

Ed è sfruttando i dati dei colleghi che li hanno preceduti che gli scienziati del Nationwide Children’s Hospital hanno potuto ora assolvere la caffeina dall’accusa di danneggiare le abilità cognitive dei bambini: il quoziente di intelligenza accertato con appositi test a 4 anni e poi a 7 non sembra in alcun modo influenzato dalla quantità di paraxantina individuata nel sangue materno.

Troppo non va bene

I risultati sulle 1.207 donne in gravidanza hanno portato alla conclusione che sono solo le donne che bevono molti caffè ad avere conseguenze sul peso dei neonati o sul momento della loro nascita.

In breve

NON PIÙ DI 2 TAZZINE AL GIORNO

Nel complesso i risultati sono rassicuranti per le donne in gravidanza che consumano moderate quantità di caffeina, ovvero l’equivalente di 1 o 2 tazzine di caffè al giorno. La Food Standards Agency (Fsa) britannica raccomanda comunque alle  future mamme di fare attenzione anche a tè, cioccolata, cola ed energy drink, tutte bevande contenenti caffeina.

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HC

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Tutti figli maschi: casualità o genetica?

24/06/2022 Gli Specialisti Rispondono di Professor Paolo Gasparini

Ogni fecondazione costituisce una storia a sé e ogni volta si hanno le stesse probabilità di concepire un maschio o una bambina. È, dunque, sempre il caso a "tirare i dadi".  »

Concepimento: dopo due mesi non si è ancora verificato, c’è da preoccuparsi?

16/06/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Non fa bene alla fertilità di coppia farsi prendere dall'ansia del risultato immediatamente dopo aver deciso di avere un figlio. Non è, infatti, automatico che la gravidanza inizi quando viene decisa, ma questo non è affatto preoccupante.  »

Distacco amniocoriale che non si riassorbe con il passare delle settimane

14/06/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In presenza di un distacco amniocoriale che non si risolve non serve intensificare i controlli, mentre sono utili il riposo e un'alimentazione che favorisca l'attività dell'intestino, perché la stipsi può favorire la comparsa prematura di contrazioni uterine.   »

Fai la tua domanda agli specialisti