Celiachia in gravidanza: se controllata, nessun rischio

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 28/10/2020 Aggiornato il 28/10/2020

Solo una celiachia non diagnosticata e trattata correttamente può compromettere la fertilità e la gravidanza

Celiachia in gravidanza: se controllata, nessun rischio

La celiachia è una condizione sempre più diffusa, soprattutto nel sesso femminile. Le donne celiache, però, non devono temere: questa intolleranza, se ben controllata, non impedisce di avere una vita normale. Anche la gravidanza è possibile, a patto di seguire una dieta priva di glutine.

È un’intolleranza al glutine

La celiachia è una malattia su base autoimmune. Dipende, infatti, da un funzionamento anomalo del sistema di difesa naturale. In pratica, nelle persone celiache, il sistema immunitario riconosce il glutine, un complesso di proteine contenute in alcuni cereali di uso comune (come frumento, orzo, segale e farro), come sostanza estranea. Di conseguenza, quando il glutine entra nell’intestino, innesca una risposta immunitaria esagerata, che porta alla produzione di anticorpi, che finiscono con l’attaccare l’organismo stesso. Il risultato è la comparsa di una lesione della mucosa intestinale, che ricopre tutto l’intestino e ne permette il corretto funzionamento. Nel tempo, vengono danneggiati anche i villi intestinali, le strutture che permettono l’assorbimento delle sostanze nutritive.

Problemi quando non è diagnosticata

La celiachia, di per sé, non compromette la gravidanza. Il problema è la celiachia non diagnosticata e, quindi, non trattata. Infatti, se la donna non sa di avere questa intolleranza permanente al glutine e, dunque, mangia alimenti che lo contengono, può non riuscire ad assorbire sostanze nutritive importanti per il concepimento e la gestazione, come calcio, ferro e folati. Senza dimenticare che gli autoanticorpi prodotti dal sistema immunitario possono arrivare a danneggiare anche le ovaie, la tiroide, gli organi riproduttivi e le cellule placentari. Di conseguenza, come ricordato dalla dottoressa Alessandra Graziottin, specialista in Ginecologia-Ostetricia e Oncologia potrebbero subentrare problemi di fertilità. Se la donna riesce a rimanere incinta, invece, potrebbe avere un rischio aumentato di anemia e problemi a carico del nascituro, come malformazioni del tubo neurale e problemi nello sviluppo scheletrico. Inoltre, secondo recenti studi, le donne celiache che non seguono una dieta gluten-free potrebbero avere maggiori probabilità di andare incontro a un aborto spontaneo nelle prime settimane di gravidanza. 

La soluzione è la dieta gluten-free

Per tutte queste ragioni, è fondamentale che le donne che sospettano di avere una celiachia o hanno disturbi anomali lo facciano presente al ginecologo e al medico prima del concepimento e anche durante la gravidanza. Se scoprono di essere effettivamente celiachie possono correre ai ripari, iniziando a seguire una dieta senza glutine.  L’ideale è cominciare la dieta gluten-free da sei mesi prima del concepimento, come spiegato dalla professoressa Nicoletta De Simone, del dipartimento per la tutela della salute della donna e della vita nascente del Policlinico Gemelli di Roma.

 

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Solo in alcuni casi, la celiachia causa sintomi caratteristici come diarrea cronica, mancanza di appetito, dolori addominali, malassorbimento. In altri, può provocare disturbi poco specifici che traggono in inganno, tipo afte in bocca, anemia, irregolarità mestruali, stanchezza. Ecco perché prima di cercare una gravidanza sarebbe bene sottoporsi a degli accertamenti.

 

Fonti / Bibliografia

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