Cosa non mangiare in gravidanza: la tabella delle prime settimane

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 31/10/2025 Aggiornato il 15/01/2026

Ci sono alcuni alimenti da evitare durante l'attesa. L’elenco completo con i consigli della dottoressa Laura Mazzotta, specialista in medicina preventiva.

Cosa non mangiare in gravidanza: la tabella delle prime settimane

Curare l’alimentazione è un gesto di attenzione verso se stessi, importante in qualunque momento della vita, che diventa fondamentale in gravidanza. Accanto a quello che si dovrebbe mangiare nei tre trimestri, è basilare fare attenzione anche a cosa non mangiare in gravidanza.

«Alcuni cibi e alcune bevande, infatti, possono essere un potenziale danno per la salute della donna e del feto» commenta la dottoressa Laura Mazzotta, medico estetico, specialista in igiene preventiva e nutrizione clinica presso il Poliambulatorio Aeste Medica di Ferrara. «A parte l’alcol, responsabile della sindrome feto-alcolica, il problema maggiore riguarda la possibile presenza nei cibi di microrganismi che possono determinare malattie anche gravi». Evitarli e adottare comportamenti corretti, dalla scelta alla conservazione fino alla preparazione, riduce il rischio.

Prime settimane di gravidanza

L’attenzione all’alimentazione dovrebbe essere una costante per tutto il periodo della gravidanza ma acquista un’importanza particolare nel primo trimestre, fase molto delicata di adattamento per il corpo.

È la ragione per cui anche la scelta degli alimenti, quelli da assumere e quelli da non mangiare in gravidanza, non dovrebbe mai essere considerata un aspetto marginale e trascurabile, bensì un elemento basilare per la salute sia della donna che del nascituro. Questo dà ragione del fatto che l’alimentazione in gravidanza è un tema che merita di essere affrontato, sin dalle prime fasi dell’attesa, con il supporto dei professionisti deputati che possono essere il ginecologo piuttosto che il nutrizionista.

Addirittura, l’attenzione alla nutrizione dovrebbe essere un aspetto da valutare già dal momento in cui si decide di avere un figlio per essere certe di arrivare al concepimento senza eventuali carenze di vitamine, minerali o altri nutrienti che potrebbero interferire con il buon esito della gravidanza.

Secondo la SIGO, Società italiana di ginecologia e ostetricia, ad esempio, nel periodo preconcezionale e nel primo trimestre sarebbe opportuno evitare l’alcol che resta in ogni caso un serio pericolo anche per tutti gli altri mesi dell’attesa.

Il rischio infatti è quello di andare incontro alla sindrome feto-alcolica: l’alcol ingerito dalla madre, anche in quantità ridotte, giunge dopo pochi minuti nel sangue del feto che non è ancora dotato degli enzimi per metabolizzarlo.

L’alcool e i metaboliti che produce restano quindi in circolo, si accumulano nel sistema nervoso e in altri organi causando seri danni al nascituro. Lo stesso avviene per altro in allattamento quando l’alcool arriva al bambino attraverso il latte.

A cosa stare attente

«La prima buona regola in gravidanza è appunto quella di evitare il consumo di alcol, responsabile della sindrome feto-alcolica» commenta l’esperta. «Anche per quanto riguarda un’altra sostanza eccitante come la caffeina , presente nel caffè e nel tè, nonché nelle bevande cosiddette nervine, il consiglio è quello, se non di evitarla, comunque di limitarne l’assunzione». Il suggerimento della SIGO in tema è quello di non superare i 200 mg al giorno pari a due tazzine di caffè.

Oltre a cosa non mangiare in gravidanza, infatti, occorre fare attenzione anche a quello che si dovrebbe limitare a tavola. «Come, ad esempio, il consumo di alcune tipologie di pesce quali il pesce spada e il tonno perché possono contenere sostanze nocive come le diossine preferendo a questi pesci di grandi dimensioni pesci di mare più piccoli che è importante, in un piano alimentare equilibrato, consumare almeno due, tre volte la settimana durante i nove mesi».

In ogni caso il consiglio, nel caso del pesce, è sempre quello di consumarlo entro brevissimo tempo dall’acquisto e di non conservarlo troppo a lungo anche se è cotto.

Da ultimo attenzione alla liquirizia per chi la ama: consumarne troppa, per via della glicirrizina che contiene, può alzare la pressione che invece in gravidanza dovrebbe sempre essere controllata. Non si tratta quindi di limitare solo i tronchetti di liquirizia e le caramelle, ma anche le tisane che possono contenerla.

«In ogni caso, quando si parla di alimentazione in gravidanza, i principali rischi che si possono correre sono quelli di natura microbiologica» commenta l’esperta. «Toxoplasma, Escherichia coli, Listeria monocytogenes, Salmonella, Norovirus, Campylobacter sono alcuni dei patogeni che possono arrivare all’organismo materno tramite il cibo che hanno contaminato causando problemi anche molto gravi, che vanno dall’aborto al parto prematuro, dalle malformazioni a gravi lesioni cerebrali. Senza dimenticare che possono provocare danni anche all’organismo materno indebolendolo: i Norovirus, ad esempio, che si possono nascondere nei frutti di mare piuttosto che nella verdura cruda mal lavata, sono responsabili di nausea, vomito, diarrea, crampi addominali e a volte anche di febbre».

Tabella dei cibi da non mangiare

  1. Latte crudo non pastorizzato, se non dopo averlo bollito
  2. Formaggi prodotti con latte crudo, a breve stagionatura, a pasta molle o con muffe come brie, gorgonzola, camembert
  3. Uova crude o poco cotte come, ad esempio, alla coque oppure all’occhio di bue
  4. Salse, creme o preparazioni con uova crude o poco cotte come la maionese o il tiramisù
  5. Carni crude o poco cotte come la tartare o il carpaccio
  6. Insaccati freschi o poco stagionati come le salsicce
  7. Pesce crudo, come ad esempio il sushi, marinato o affumicato, come il salmone, che non essendo stato cotto a sufficienza, potrebbe non essere sicuro
  8. Frutti di mare crudi
  9. Frutta e verdura cruda mal lavata; attenzione anche alle insalate pronte che vanno comunque lavate

Come regolarsi secondo la dottoressa Mazzotta

«Oltre a conoscere cosa non mangiare in gravidanza, è bene tenere presente alcuni importanti accorgimenti in cucina che riducono il rischio di contaminazioni e i conseguenti danni che possono causare» commenta la dottoressa Mazzotta.

  • Meglio evitare l’acquisto di uova molto imbrattate; in ogni caso è bene non lavarle prima di metterle in frigorifero perché l’acqua può favorire la penetrazione dei patogeni presenti sul guscio. Le uova andrebbero poi conservate nel ripiano centrale del frigorifero ben separate da altri alimenti e tolte dal freddo solo al momento dell’uso
  • Sempre per quanto riguarda le uova attenzione a non romperle sui bordi del contenitore che viene poi utilizzato per le preparazioni. È opportuno poi buttare subito i gusci dopo la rottura
  • Frutta e verdura vanno sempre accuratamente lavate con acqua corrente o con un detergente a base di cloro
  • Mai lavare le carni avicole, pollo e tacchino, prima di cuocerle e lavare sempre bene gli strumenti che si usano per prepararle, evitando, nel caso ad esempio dei taglieri, di utilizzarli per altre preparazioni
  • Carne, pesce, uova dovrebbero sempre essere consumati dopo un’attenta cottura. Attenzione al microonde che può non garantire una cottura uniforme del cibo. Anche verdure, salumi e insaccati che si usano per insaporire la pizza dovrebbero essere cotti insieme alla pizza stessa
  • In frigorifero è opportuno separare bene i prodotti crudi, in particolare uova, carne e pesce dalle verdure e dai cibi cotti pronti per essere consumati.
 
 
 

In breve

Avere ben presente cosa non mangiare in gravidanza è importante per evitare danni alla salute sia della madre che del nascituro. Alcuni alimenti sono da evitare del tutto, altri da consumare dopo aver adottato i giusti accorgimenti per non rischiare contaminazioni con patogeni che possono causare malattie. Altri ancora vanno semplicemente limitati. 

 

 

Fonti / Bibliografia

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