Dieta mediterranea riduce rischio di diabete in gravidanza

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 12/09/2019 Aggiornato il 14/11/2019

Seguire la dieta mediterranea in gravidanza abbassa il rischio di complicazioni, come il diabete gestazionale: i risultati di uno studio

Dieta mediterranea riduce rischio di diabete in gravidanza

Frutta secca, olio d’oliva, frutta e verdura, cereali integrali: possono aiutare a ridurre la quantità di chili che si accumulano nei nove mesi e con essi il rischio di diabete in gravidanza. Un team di ricercatori della Queen Mary University di Londra e della University of Warwick (Regno Unito) ha indagato gli effetti di una dieta ispirata a quella mediterranea sulle principali complicazioni che possono sorgere in gravidanza.

Un modello alimentare da incentivare

Lo studio indica che le donne gravide ad alto rischio di complicazioni possono beneficiare da una dieta mediterranea per ridurre l’aumento di peso e il rischio di diabete in gravidanza. Le donne che sono a rischio di diabete dovrebbero, dunque, essere incoraggiate a consumare più frutta secca, olio d’oliva, frutta e cereali non raffinati e a ridurre l’apporto di zuccheri e grassi animali.

Conseguenze nei nove mesi e dopo

Una futura madre su quattro – dicono i ricercatori – presenta alcune condizioni che possono portare a complicazioni tra cui il diabete in gravidanza, la preeclamsia, ovvero la gestosi, che può anche avere conseguenze serie. Le donne e i loro bambini mantengono, inoltre, il rischio di andare incontro a complicazioni cardiovascolari e a diabete anche nel lungo periodo.

Risultati positivi

Per la ricerca sono state coinvolte più di un migliaio di donne: quelle a cui è stato proposto, in aggiunta all’assistenza standard, un regime alimentare ispirato alla dieta mediterranea hanno preso in media 1,25 chili di peso in meno delle altre e avevano un rischio ridotto del 35% di diabete gravidico. Inoltre hanno riferito una migliore qualità di vita in generale e un ridotto gonfiore.

I cibi promossi

La dieta includeva 30 grammi al giorno di noci, mandorle, nocciole, mezzo litro d’olio d’oliva alla settimana, frutta, verdura, cereali non raffinati e legumi; un apporto alto di pesce, poca carne bianca e prodotti caseari; scarso apporto di carne rossa e processata, niente cibo fast food, né cibi ricchi di grassi animali e bevande zuccherate.

Da sapere!

I risultati confermano i dati di un altro studio realizzato in Spagna su 874 donne incinte: in questo caso i ricercatori avevano osservato un calo del 33% del rischio di diabete gestazionale.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Placenta bassa: si può fare qualcosa per farla risalire?

27/01/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Con il passare delle settimane e l'aumento di dimensione dell'utero la placenta tende a spostarsi verso il fondo dell'utero in modo spontaneo, senza che vi sia bisogno di fare nulla per favorire la sua "migrazione".   »

Bimbo di tre anni che colora fuori dai bordi

23/01/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

E' normale che a tre anni il bambino non riesca ancora a colorare una sagoma senza uscire dai bordi, quindi insistere affinché lo faccia rappresenta solo un'inutile forzatura.   »

L’uso del cellulare è nocivo in gravidanza?

13/01/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Aldo Messina

Durante la gestazione, è davvero poco probabile, anzi si può quasi escludere, che l'utilizzo del telefonino possa avere ripercussioni negative sul bambino.   »

Fai la tua domanda agli specialisti