Fibre in gravidanza influenzano il rischio celiachia nel bebè?

Roberta Camisasca
A cura di Roberta Camisasca
Pubblicato il 13/08/2019 Aggiornato il 13/08/2019

Lo ipotizzano alcuni studi. Uno di questi ha analizzato il rapporto tra il consumo di fibre in gravidanza e il rischio di celiachia nel bebè

Fibre in gravidanza influenzano il rischio celiachia nel bebè?

Le fibre in gravidanza potrebbero giocare un ruolo nell’insorgenza della celiachia nel bambino. Un gruppo di ricercatori norvegesi  è riuscito a dimostrare che una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali, semi, frutta secca e legumi abbasserebbe le probabilità che il figlio soffra di celiachia, che in Italia colpisce un bambino su 100. La malattia, una volta diagnosticata, ha una sola opzione terapeutica: l’esclusione del glutine dalla dieta.

Più fibre, meno rischi

I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver osservato 88mila bambini nati tra il 1999 e il 2009: monitorando la crescita fino agli 11 anni, dopo aver fatto lo stesso con i regimi alimentari seguiti dalle mamme durante le gravidanze. Incrociando i dati sulle diagnosi di celiachia in rapporto al consumo di alimenti ricchi in fibre da parte delle donne, il gruppo è riuscito a dimostrare che, per ogni dieci grammi di fibre in gravidanza, il rischio di vedere il proprio bambino sviluppare la celiachia si riduceva dell’8%. Una probabilità che risultava prossima al 30% nelle donne che apportavano la quantità giornaliera di fibre raccomandata (25-30 grammi) e continuava a crescere aumentando il consumo di alimenti di origine vegetale (fino a 45 grammi al giorno).

Impatto sulla flora intestinale del feto

L’evidenza è preliminare e non permette di fornire alcuna raccomandazione dietetica alle donne nei nove mesi, concludono i ricercatori, che tuttavia non escludono che l’apporto di fibre in gravidanza abbia un impatto sulla flora batterica intestinale del nascituro. E, di conseguenza, sull’habitat in cui la malattia si manifesta con una reazione abnorme da parte del sistema immunitario al glutine, complesso proteico presente nel frumento, nell’orzo e nella segale (e tutti i derivati). Dallo studio è emerso anche che i consumi di alimenti ricchi in glutine durante la gravidanza non condizionano l’esordio della malattia nella prole. Motivo per cui non è necessario che una donna incinta limiti l’apporto di alimenti in cui è presente glutine.

Lo sapevi che?

In Europa oltre l’80% dei casi di celiachia nei bambini non risulta ancora riconosciuto.

 

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