Cosa succede se si prende la listeriosi in gravidanza?

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 04/11/2022 Aggiornato il 04/11/2022

La listeriosi è un’infezione alimentare che può avere gravi conseguenze in gravidanza. Ecco come si prende e in che modo si può evitare

i pericoli della listeriosi in gravidanza

Tre morti e 71 persone ricoverate è il bilancio tutto italiano della listeriosi contratta mangiando wurstel di pollo senza la necessaria cottura di 3-4 minuti come indicato sulla confezione. Mentre i controlli dei Nas (il Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri) continuano a far emergere irregolarità in molte aziende produttrici con tonnellate di alimenti sequestrati perché non a norma. Ma se questa infezione batterica è grave sempre, lo è in modo particolare durante la gravidanza. Ecco perché è importante prestare molta attenzione quando si aspetta un bebè. Vediamo che cosa succede se si prende la listeriosi in gravidanza e come si può evitare.

Che cosa è la listeria?

È una tossinfezione alimentare dovuta all’ingestione di cibi contaminati dal batterio Listeria monocytogenes. Molto diffuso nell’ambiente, nel suolo, nel foraggio, nei vegetali, questo batterio può contaminare gli alimenti crudi crescendo persino nei cibi refrigerati.

Perché la listeria è pericolosa in gravidanza?

Contrarre la listeriosi è raro, ma purtroppo la malattia risulta mortale nel 20-30% dei casi e in alcuni gruppi di pazienti. Le donne incinte, insieme a neonati e anziani, sono tra queste. Si calcola, infatti, che il rischio di contrarre la listeriosi in gravidanza sia addirittura 20 volte superiore a quello della popolazione generale. È stato verificato che questo succede per lo più nel terzo trimestre.

Come capire se si ha la listeria?

La listeria può avere manifestazioni molto diverse. Vanno dai sintomi classici della gastroenterite che si manifestano poche ore dopo l’assunzione dei cibi incriminati fino a manifestazioni invasive e sistemiche con meningiti, encefaliti, gravi setticemie che possono portare anche alla morte.

 

Cosa succede in gravidanza?

 

La listeriosi in gravidanza provoca sintomi lievi: febbricola, tremori, dolori muscolari e lombari, lieve diarrea, sintomi simili all’influenza e ai quali a volte non si fa neanche caso. Purtroppo, però, il batterio arriva rapidamente alla placenta e provoca una infiammazione (placentite)  e può passare al feto, determinando una infezione generalizzata, con conseguenze gravi, come l’aborto spontaneo – se l’infezione è contratta nel primo trimestre di gravidanza – la nascita prematura o una infezione pericolosa per la vita del neonato, se contratta nei trimestri successivi. Anche il momento della nascita del bambino è rischioso, perché l’infezione può essere contratta anche attraverso il canale del parto. 

 

 

 
 
 

In sintesi

Come si fa la diagnosi di listeriosi?

Se si sospetta di aver preso l’infezione è bene rivolgersi subito al ginecologo tenendo presente che il tempo di incubazione varia dalle 72 ore ai 70 giorni per le forme più gravi. La diagnosi si fa con un prelievo di sangue o di liquido amniotico, che posti in terreni di coltura particolari, danno luogo allo sviluppo della listeria monocytogenes. 

Cosa fare per prevenire la listeriosi?

Occorre fare molta attenzione evitando carne e pesce crudo, formaggi a pasta morbida, cibi pre-confezionati e precotti, salse fresche a base di carne, paté, alimenti conservati a lungo, verdure poco lavate, frutta con la buccia non lavata. Meglio evitare di lasciare i cibi per più di due ore a temperatura ambiente. Importante controllare che il frigorifero sia sempre almeno a 4° C e il freezer a – 17° C e pulire bene i ripiani se si è conservata carne macinata, pollame crudo, cibi pre-confezionati. Ricordare anche di indossare guanti per praticare giardinaggio e di lavarsi bene le mani dopo aver finito o dopo aver lavato verdure piene di terra.

 

Fonti / Bibliografia

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti