L’obesità è davvero ereditaria?

Laura Raimondi A cura di Laura Raimondi Pubblicato il 04/03/2019 Aggiornato il 13/11/2019

Una dieta ricca di grassi e di alimenti junk food in gravidanza e allattamento provoca non solo l’obesità nella donna che la segue ma sembra anche rendere il sovrappeso ereditario fino a tre generazioni

L’obesità è davvero ereditaria?

Secondo una ricerca pubblicata su Translational Psychiatry, le donne che seguono un’alimentazione ricca di grassi e di alimenti da fast food anche durante la gravidanza e l’allattamento possono danneggiare la salute della prole fino a tre generazioni, inducendo l’obesità anche se figli e nipoti seguissero una dieta sana. Per ora lo studio è stato fatto sui topi ma sembra molto attendibile anche per la specie umana.

L’esperimento su tre generazioni di topi

La sperimentazione su topi femmina, sottoposti a una dieta ad alto contenuto di grassi sia prima e durante la gravidanza sia dopo il parto, ha dimostrato il passaggio dei problemi metabolici (e anche di abuso di alcol) alle generazioni successive. Alcuni geni, infatti, risultavano alterati.

Questo carattere ereditario legato all’obesità riguardava anche i topi maschi, indipendentemente dall’effettivo sovrappeso dell’animale. In sostanza, il danno genetico veniva trasferito nelle generazioni successive, anche se le condizioni generali di salute del soggetto erano buone.

Dipendenza dal cibo e altro

Secondo gli esperti, l’obesità potrebbe essere un fattore “programmato” nel feto, inducendo il cervello ad attivare meccanismi di dipendenza verso il cibo. Questa spinta all’ “edonismo” e alle dipendenze di solito non è esclusivamente circoscritta al cibo, ma si estende all’abuso di alcol e droghe.

Fino alla terza generazione

La dottoressa Daria Peleg-Raibstein, autrice della ricerca, ha affermato che questo è il primo studio che ha esaminato le conseguenze di una dieta errata fino addirittura alla terza generazione: “la maggior parte degli studi finora ha riguardato solo la seconda generazione o ha seguito gli effetti a lungo termine dell’obesità e del diabete sulla prole”.

Queste evidenze scientifiche sono più difficili da riscontrare negli esseri umani, per via della molteplicità dei fattori in gioco, come la provenienza sociale, le abitudini alimentari dei genitori e le condizioni di salute.

Occhio alla dieta in gravidanza

Lo studio pone importanti riflessioni sul ruolo della prevenzione di malattie come l’obesità. L’educazione sanitaria per le coppie incinte e in allattamento dovrebbe quindi porre l’accento sull’importanza di un’alimentazione bilanciata nei nove mesi, con uno sguardo verso il futuro.

Sebbene sia ancora prematuro collegare l’esperimento fatto sui topi agli uomini, sicuramente la ricerca è riuscita a mettere in luce la correlazione tra obesità e alto consumo di grassi, tra una generazione e l’altra.

Da sapere sempre

In gravidanza e allattamento è fondamentale curare l’alimentazione anche per il benessere immediato del feto e del bimbo, perché assorbe tutto ciò di cui la mamma si nutre.

Fonti / Bibliografia

  • Transgenerational transmission of hedonic behaviors and metabolic phenotypes induced by maternal overnutrition | Translational PsychiatryMaternal overnutrition has been associated with increased susceptibility to develop obesity and neurological disorders later in life. Most epidemiological as well as experimental studies have focused on the metabolic consequences across generations following an early developmental nutritional insult. Recently, it has been shown that maternal high-fat diet (HFD) affects third-generation female body mass via the paternal lineage. We showed here that the offspring born to HFD ancestors displayed addictive-like behaviors as well as obesity and insulin resistance up to the third generation in the absence of any further exposure to HFD. These findings, implicate that the male germ line is a major player in transferring phenotypic traits. These behavioral and physiological alterations were paralleled by reduced striatal dopamine levels and increased dopamine 2 receptor density. Interestingly, by the third generation a clear gender segregation emerged, where females showed addictive-like behav...
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