Quali sono i formaggi sicuri in gravidanza?

Angela Bruno A cura di Angela Bruno, con la consulenza di Chiara Boscaro - Dottoressa specialista in Nutrizione Pubblicato il 15/01/2026 Aggiornato il 15/01/2026

Anche se il consumo di latticini è fortemente consigliato nell’alimentazione in gravidanza per l’apporto di proteine e calcio, alcuni formaggi potrebbero presentare dei rischi, come quelli con latte non pastorizzato.

formaggi in gravidanza

Affinchè la dieta in gravidanza sia corretta deve apportare tutti i principi nutritivi necessari alla futura mamma e al bebè, ma deve anche essere “sicura” per ridurre i rischi ad entrambi. È noto, infatti, che ci sono alcuni cibi che diventano pericolosi se assunti durante la gravidanza.

Questo perché i cambiamenti ormonali tipici di questo stato agiscono anche sul sistema immunitario, aumentandone la sensibilità e riducendone di conseguenza la capacità di resistenza alle malattie infettive.

Alcuni formaggi molli e semimolli maturati con le muffe come brie, gorgonzola, camembert, roquefort, potrebbero essere contaminati dalla Listeria monocytogenes, un batterio che può causare un’intossicazione alimentare particolarmente pericolosa in dolce attesa.

Se la futura mamma contrae la listeriosi, i rischi per la gravidanza sono molto alti, come l’aborto spontaneo o il parto prematuro; al contrario, la maggior parte delle persone sane non avverte disturbi gravi se consuma prodotti contaminati dalla Listeria.

Fortunatamente i casi di listeriosi associati al consumo di formaggio sono piuttosto rari e, nella maggior parte dei casi, l’infezione è associata a lievi sintomi come febbre, vomito, diarrea, che scompaiono entro tre giorni senza bisogno di nessun trattamento. Anche se raramente, tuttavia, la listeriosi può evolvere in una forma più grave come la meningite, un’infezione delle membrane che rivestono il cervello.

Attenzione ad alcuni formaggi ai molli

L’alimentazione in gravidanza non dovrebbe prevedere il consumo di formaggi freschi molli: si tratta di alimenti meno acidi e più umidi rispetto ad altri formaggi, caratteristiche che li rendono l’ambiente ideale per la crescita di eventuali batteri pericolosi come la Listeria.

Attenzione anche ai formaggi tipo tome e tomini freschi, a meno che in etichetta non ci sia scritto che sono stati prodotti con latte pastorizzato. A tal proposito, in gravidanza è assolutamente sconsigliato bere latte crudo acquistato sfuso in cascina o appena munto o alimenti prodotti a partire da latte crudo.

Sì ai formaggi stagionati

Le varietà a pasta dura come il grana e il parmigiano contengono molto meno acqua rispetto a quelle molli, in quanto si sono progressivamente asciugati durante i lunghi mesi (almeno 12) o anni di stagionatura e, di conseguenza, i batteri non riescono a proliferare al loro interno. Per questo motivo sono considerati sicuri a tutti gli effetti e il loro consumo è consigliato in gravidanza.

Sì a prodotti con latte pastorizzato

Anche alcuni formaggi non stagionati sono da considerarsi sicuri purchè si abbia la certezza che siano stati prodotti con latte pastorizzato: le alte temperature della pastorizzazione permettono, infatti, di uccidere a monte tutti i batteri eventualmente presenti anche nei formaggi freschi.

Sono sicuri anche i formaggi (freschi, molli o stagionati) prodotti a livello industriale e confezionati in buste sigillate, in quanto garantiti dal punto di vista igienico e sottoposti ad accurati controlli di qualità.

Quindi, via libera a fiocchi di latte, mozzarella, formaggio spalmabile, ricotta (anche se non rientra nella categoria dei formaggi in senso stretto).

Fonti insostituibili di calcio

Se è vero che contengono molti grassi, molto colesterolo e molte calorie (soprattutto certi tipi), i formaggi sono anche ricchissimi di calcio, irrinunciabile per il corretto sviluppo delle ossa e dei denti del feto.

Il fabbisogno di calcio, durante la gravidanza e l’allattamento è di 1550 milligrammi al giorno, che vengono coperti da una tazza di latte (250 grammi), oppure due vasetti di yogurt da 125 grammi uniti, per esempio, a 50 grammi di parmigiano (che corrispondono a 187 calorie).

Mediamente i latticini contengono da un minimo di circa 200 milligrammi di calcio (ricotta) per 100 grammi a un massimo di 1340 (parmigiano). Il latte intero ne contiene 119 milligrammi, lo yogurt intero 111 e forniscono rispettivamente 64 e circa 80 calorie per 100 grammi (da ricordare che in gravidanza è consigliabile non introdurre più di 2200 calorie al giorno, soprattutto se si è “partite” con qualche chiletto in più).

Fare attenzione alle calorie

In realtà la quota calorica giornaliera da assumere in gravidanza va impostata a seconda del bmi (indice di massa corporea) pre-gravidico e del fabbisogno calorico soggettivo, ma in ogni caso è consigliabile non scendere al di sotto delle 2000 kcal.

In generale, le calorie giornaliere sarebbero da aumentare a ogni semestre, 1 semestre + 200kcal/die, 2 semestre +300-400 kcal /giorno, 3 trimestre e allattamento +500 kcal/die.

Ogni donna con l’aiuto del proprio ginecologo curante ed eventualmente del nutrizionista deve individuare qual è la quantità di cibo ideale per il suo singolo caso.

Posto questo, in relazione ai latticini, non bevendo latte si possono mangiare 50-60 grammi di formaggio al giorno oppure 100 se si tratta di formaggi magri.

Se si beve il latte, i formaggi possono essere introdotti nella stessa quantità, ma solo due-tre volte alla settimana. Diversamente si rischia un sovraccarico di colesterolo.

La quantità di formaggio indicata consente di non superare il limite calorico complessivo (2.000-2.200 kcal) che, ovviamente, tiene conto anche degli altri alimenti base di una dieta sana, come pasta, riso, vegetali, carne e pesce.

Schema formaggi e contenuto calorico

In questo elenco è riportato il contenuto calorico dei vari tipi di formaggio, in modo da avere un’idea precisa di quante calorie al giorno forniscono.

FormaggioCalorie (per 100gr)
Asiago375
Bel Paese380
Brie330
Caciocavallo (tipo intero)390
Caciotta390
Caciotta fresca di pecora360
Caciotta toscana325
Camembert355
Certosino380
Dolceverde270
Edam fresco305
Edam stagionato380
Emmenthal390
Fiocchi di latte119
Fontina375
Formaggini310
Formaggella fresca240
Formaggella stagionata370
Formaggio fresco alla panna280
Formaggio fresco in fiocchi102
Gorgonzola350
Groviera                 420
Mascarpone460
Montasio415
Mozzarella240
Panerone355
Parmigiano400
Pecorino fresco332
Pecorino stagionato380
Pecorino romano380
Petit Suisse450
Provola350
Provola dolce365
Provola piccante370
Ricotta di mucca135
Ricotta romana di pecora270
Robiola310
Roquefort360
Scamorza209
Stracchino325
Taleggio310

 

Crosta sì o crosta no?

 Non tutte le croste di formaggio sono commestibili e anche quando lo sono si deve tenere conto che dal punto di vista igienico non sempre sono il massimo. In generale, in gravidanza è sempre meglio evitare.

Comunque sia può sempre tornare utile sapere se una crosta di formaggio si può mangiare o no (almeno in linea teorica).

Le croste possono essere naturali o non naturali: le seconde non sono edibili le prime in linea di massima sì (anche se lasciano a desiderare dal punto di vista igienico).

La crosta naturale si forma spontaneamente durante il processo di lavorazione del formaggio, la non naturale viene trattata con cere e paraffina e poi lucidata.

L’odore che emana quest’ultima in genere basta a dissuadere dall’intento di mangiarla perché appunto è per così dire “chimico”.

  • La crosta del parmigiano o del grana, che è naturale, può essere lavata e grattata, dopodiché si può cuocere nelle zuppe. togliendo la parte più esterna, e poi può essere utilizzata per insaporire minestre e minestroni
  • la crosta dei taleggi (edibile) va lievemente grattata e poi mangiata
  • la crosta dei formaggi tipo brie si può mangiare così com’è in quanto in genere è protetta anche dal punto di vista igienico.

Altre precauzioni

In gravidanza, oltre a evitare le croste del formaggio, non si deve mangiare il formaggio la cui confezione è stata aperta da qualche giorno, né i latticini che presentano tracce di muffa o emanano un odore spiacevole. Lo stesso vale se la confezione integra è gonfia.

Per soddisfare il fabbisogno di calcio, oltre ai latticini, è possibile consumare l’acqua ricca in calcio. Nell’acqua questo sale è in forma altamente biodisponibile e assimilabile dall’ organismo. Si consiglia di scegliere acque minerali con un contenuto di calcio superiore a 300 mg/l e di consumare almeno 2 litri di acqua al giorno.

 
 
 

In breve

Non tutti i formaggi possono essere assunti in gravidanza, bisogna sempre scegliere quelli realizzati con latte pastorizzato e generalmente quelli stagionati. Anche se i casi di listeriosi sono molto rari, possono comunque evolvere in modo disastroso.

 

Fonti / Bibliografia

  • Listeria | EFSASeppur rara, la listeriosi è spesso una malattia grave, che comporta elevati tassi di ricoveri ospedalieri e decessi. Nel 2017 sono state segnalati nell’UE circa 2 400 casi di infezione da Listeria.Solitamente si viene colpiti da listeriosi dopo aver consumato cibi contaminati.La cottura a temperature superiori a 65° C uccide i batteri. Il batterio Listeria può tuttavia contaminare i cibi dopo la loro produzione (ad esempio la contaminazione può verificarsi dopo la cottura degli alimenti ma prima del loro confezionamento). A differenza di molti altri batteri di origine alimentare, tollera gli...

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