Tiroide e gravidanza: un binomio da tenere sotto controllo

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 20/07/2015 Aggiornato il 07/11/2019

I disturbi della tiroide causano problemi al feto ma condizionano anche il buon andamento della gestazione. Un aiuto può venire dallo iodio

Tiroide e gravidanza: un binomio da tenere sotto controllo

I disturbi della tiroide rappresentano un grosso problema sempre, ma tanto più nei nove mesi. Possono arrivare a influire sullo sviluppo del feto e sulla gravidanza stessa. A lanciare l’allarme è la Società italiana di endocrinologia in occasione di un recente congresso.

A rischio la fertilità e la gravidanza

I problemi alla tiroide, è stato provato da molti studi scientifici, influenzano negativamente le probabilità di concepimento e aumentano la percentuale di complicanze (aborto, parto pretermine, emorragia post-partum e malformazioni congenite).

Problemi di sviluppo nel bambino

In più, vi possono essere conseguenze anche per il bimbo. Possono comparire disturbi dello sviluppo, ritardi cognitivi e verbali, sindrome da iperattività e deficit di attenzione, disturbi dello spettro autistico.

Tutti questi disturbi, secondo le ultime evidenze scientifiche, potrebbero essere correlati al malfunzionamento della tiroide, specialmente nel primo trimestre di gravidanza, quando il feto dipende interamente dalla madre per la produzione di ormoni tiroidei. 

Serve lo iodio

La carenza di iodio riduce la produzione di ormoni tiroidei che regolano il metabolismo e modulano lo sviluppo del sistema nervoso centrale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il valore ottimale di iodio nel sangue è di 150 microgrammi per grammo (250 microgrammi in gravidanza).

Il problema è che lo iodio si disperde facilmente negli alimenti, considerando che il contenuto di iodio si riduce del 20% con la frittura, del 58% con l’ebollizione e del 23% con la cottura alla griglia. 

Un aiuto dal sale?

Per quanto un eccesso di sale sia controindicato, perché dannoso per il sistema cardiovascolare e renale, gli esperti sottolineano che il consumo di sale iodato è fondamentale per lo sviluppo e il funzionamento della ghiandola tiroidea.

Anche prima del concepimento

Secondo gli specialisti la supplementazione andrebbe prescritta in fase preconcezionale, come per l’acido folico. L’obiettivo principale è la prevenzione di disturbi dello sviluppo.  È importante identificare il prima possibile le donne a rischio di ipotiroidismo, perché i problemi alla tiroide in gravidanza influiscono sullo sviluppo del feto ma spesso la certezza di essere incinta si ha quando ormai sono passate alcune settimane dal concepimento ed è ormai troppo tardi.

In breve

ALIMENTI SUPPLEMENTATI O INTEGRATORI

In commercio ci sono formulazioni di sale iodato protetto o alimenti, come patate e carote, iodate che consentono di compensare eventuali carenze nei nove mesi. Si può inoltre ricorrere a specifici integratori per la gravidanza.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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